5 Luglio 2022
Circular economy Risorse e rifiuti Sostenibilità

Pneumatici fuori uso: nuovi obblighi di raccolta e gestione nel 2021

Al fine di superare l’emergenza ambientale dovuta alla presenza sul territorio di quantità di pneumatici fuori uso (PFU) superiori rispetto a quelle coperte dal contributo ambientale, la Direzione generale economia circolare del MATTM ha disposto che nell’anno 2021, tutte le forme associate alla gestione degli PFU e i sistemi individuali di gestione con immesso superiore alle 200ton, raccolgano e gestiscano quantità ulteriori del 15% rispetto alle quantità prescritte, avvalendosi del contributo ambientale rideterminato per le nuove quantità.

Con la Direttiva Obblighi di raccolta e di gestione degli PFU, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) – Direzione generale Economia Circolare ha disposto che nel 2021 tutte le forme associate alla gestione degli Pneumatici fuori uso (PFU) e i sistemi individuali di gestione con immesso superiore alle 200ton, raccolgano e gestiscano quantità ulteriori del 15% rispetto alle quantità prescritte dal citato DM n. 182 del 2019, avvalendosi del contributo ambientale rideterminato per le nuove quantità. Pertanto, le quantità degli PFU che le forme associate di gestione e i predetti sistemi individuali sono tenute a gestire nel 2021 è pari al 110% delle quantità in peso degli pneumatici immesse nel 2020.

Tale modifica è volta ad assicurare che la raccolta avvenga in modo omogeneo su tutto il territorio e senza interruzioni dovute al conseguimento anticipato degli obiettivi di raccolta e gestione normativamente fissati. È precisato che tale percentuale di raccolta e gestione può essere ulteriormente incrementata nella misura determinata fino ad un massimo del 20% qualora sia riscontrata la necessità di raccogliere quantità di PFU superiori alle quantità determinate dal DM 182/19.

Target di raccolta dai punti di generazione degli PFU per aree geografiche (Allegato V, Articolo 4, comma 6, DM n. 182/2019) 

La disposizione è intervenuta dopo ripetute segnalazioni pervenute da singoli gommisti e dalle loro associazioni, che hanno evidenziato problemi nell’accettazione delle richieste di ritiro, che sono stati giustificati “dal raggiungimento di obiettivi arbitrariamente fissati dalle stesse forme di gestione autorizzate” oppure “privilegiando il ritiro degli PFU sulla base degli acquisti effettuati da chi chiede il ritiro (gommista), pratica che viola il principio di correttezza e trasparenza a cui sono tenuti”.

Per la copertura dei costi di gestione di tali ulteriori quantità, tutte le forme associate alla gestione degli PFU e i sistemi individuali di gestione con immesso superiore alle 200ton hanno potuto rideterminare e trasmettere al MATTM il nuovo contributo 2021.

Nell’edizione 2020 di “L’Italia del Riciclo”, l’annuale Rapporto realizzato da FISE UNICIRCULAR(l’Unione Imprese Economia Circolare) e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (FoSS) e presentato il 10 dicembre 2020, i “disallineamenti tra il totale del contributo incassato per la gestione che non risulta sufficiente a gestire le quantità degli PFU effettivamente presenti sul territorio”, segnalati dal MATTM, erano stati evidenziati.

Dal punto di vista delle attività di raccolta, si registra ogni anno una differenza non trascurabile tra l’arising di PFU, ovvero il quantitativo di pneumatici fuori uso di cui viene effettivamente fatta richiesta di raccolta, e la quantità di PFU contabilizzata, ossia la quantità di pneumatici per cui è stato pagato il contributo ambientale necessario per coprirne i costi di gestione a fine vita – vi si legge – Questo fa sì che non ci siano coperture finanziare ordinarie sufficienti per gestire in continuità il 100% delle richieste di servizio inviate dai punti di ricambio degli pneumatici (o punti di generazione degli PFU) e che si debba ricorrere, a discrezione degli operatori di gestione degli PFU, a interventi straordinari (raccolta oltre al target di gestione) per cercare di dare risposte concrete alle necessità degli operatori del cambio gomme”.  

L’articolo 4-ter della Legge 5 giugno 2020, n.40 di conversione del D.L.8 aprile 2020, tra i vari provvedimenti assunti per riequilibrare il settore e sostenere le categorie produttive più colpite dalla pandemia di Covid-19, ha accorpato i target di raccolta degli PFU su base biennale (2020 e 2021), anziché annuale come previsto dalla normativa vigente, conseguentemente la verifica delle quantità di pneumatici fuori uso gestite dai soggetti obbligati è eseguita computando gli pneumatici immessi sul mercato e destinati alla vendita nel biennio 2019-2020.

Secondo l’UNIRIGOM  (Unione Italiana Recuperatori della Gomma) “tale provvedimento ha aggravato la situazione, che già in passato si verificava verso la fine di ogni anno relativamente alla sospensione dei ritiri presso i punti di raccolta. Nel 2020 tale fenomeno si è infatti presentato in anticipo generando da un lato accumuli di PFU presso i gommisti e, dall’altro, andando a impattare sulle aziende di riciclo che non possono disporre del materiale presso i propri impianti con ovvie conseguenze in termini di ampia capacità di volumi di gestione inutilizzata e calo di fatturato di bilancio 2020”.

Esprime soddisfazione per l’intervento del MATTM Ecopneus, la Società consortile senza scopo di lucro per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e il recupero degli PFU, costituita dai principali produttori di pneumatici operanti in Italia (BridgestoneContinentalGoodyear-DunlopMarangoniMichelin e Pirelli), cui si sono aggiunte nel tempo altre aziende, che aveva da diversi anni posto l’attenzione sul tema degli extra quantitativi rispetto agli obiettivi di raccolta, adoperandosi per individuare possibili soluzioni al fine di assicurare la completa raccolta dei PFU generati nel mercato del ricambio e soprattutto per prevenire emergenze sul fronte della tutela ambientale e della salute dei cittadini, potenzialmente connessi all’eccessivo stoccaggio presso i gommisti e all’abbandono degli PFU nell’ambiente.

Condividiamo appieno l’intervento del Ministero dell’Ambiente e siamo già al lavoro per la sua immediata applicazione – ha commentato il Direttore generale di Ecopneus, Giovanni CorbettaIl provvedimento ci dà l’obbligo formale e ci permette di intervenire nell’unico modo possibile per affrontare immediatamente un problema che da mesi, con particolare criticità, pesa sugli operatori della sostituzione dei pneumatici, ma che da anni investe anche il lavoro di Ecopneus”.

Resta però più che mai attuale, ribadisce Ecopneus, l’imperativo di arrivare ad un sistema di tracciamento e controllo che permetta di combattere l’ingresso irregolare degli pneumatici nel mercato nazionale, il cui fenomeno viene stimato dagli operatori del settore non inferiore in media a 30-40mila tonnellate ogni anno in tutta Italia.

In copertina: fonte Eldan Recycling

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