2 Dicembre 2021
Agroalimentare Sostenibilità Territorio e paesaggio

Piano Strategico della nuova PAC: per un’agricoltura sostenibile

Il Piano Strategico Nazionale della nuova Politica Agricola Comune (2023-2027) predisposto dal MiPAAF e portato al Tavolo di Partenariato del 22 novembre 2021 viene giudicato dalla Coalizione #CambiamoAgricoltura deludente e inadeguato per affrontare le complesse sfide della transizione ecologica della nostra agricoltura, e inefficace sia sul versante della lotta al cambiamento climatico che su quello dello stop alla perdita di biodiversità.

Dopo 3 anni di trattative, Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto lo scorso giugno un accordo politico provvisorio sulla riforma della Politica agricola comune (PAC) che sostanzialmente conserva l’impostazione della Commissione UE basata sui Piani strategici nazionali e ne rafforza il contenuto, rispetto alle proposte iniziali, sul fronte della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Ogni Stato membro è chiamato a predisporre entro il 31 dicembre 2021 un Piano strategico con le proposte per realizzare sui propri territori le politiche per la nuova PAC, in sintonia con il Green Deal e le Strategie sulla Biodiversità e “Farm to Fork” (dal produttore al consumatore), e al cui interno gli interventi dovranno concorrere al raggiungimento di 9 obiettivi specifici e un obiettivo trasversale della futura PAC. La Commissione UE valuterà e approverà il Piano entro giugno 2022.

In questo contesto, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF), in collaborazione con le Regioni e Province autonome e con ISMEAAGEA e CREA ed il supporto di Rete Rurale Nazionale (RRN), ha avviato le attività di approfondimento e di confronto indispensabili per costruire la cornice nel cui ambito definire le strategie di intervento. Al contempo, l’8 settembre 2’021 si è riunito il Tavolo di Partenariato, istituito dal Ministro delle Politiche Agricole che lo presiede e che è costituito da 132 dei più importanti rappresentanti istituzionali e di tutte le principali associazioni di settore, le organizzazioni professionali, sindacali, il mondo della cooperazione, con il fine di concorrere alla costruzione del Piano Strategico Nazionale.

Oggi (22 novembre) pomeriggio è online la seconda riunione del Tavolo, nel corso della quale viene presentato il documento delle priorità del Piano Strategico Nazionale, ma le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura (sono 88, tra cui AIAB,  Associazione BiodinamicaFAIFederBio, ISDE, Kyoto ClubLegambienteLipuProNaturaWWF) giudicano “il documento deludente e inadeguato per affrontare le complesse sfide della transizione ecologica della nostra agricoltura, inefficace sia sul versante della lotta al cambiamento climatico che su quello dello stop alla perdita di biodiversità – si legge nel Comunicato diffuso dal WWF- Il documento è essenzialmente centrato sulla sostenibilità economica del sistema agroalimentare, sottovalutando gli aspetti della sostenibilità ambientale e sociale. La strategia con cui il nostro Governo intende dare attuazione alla nuova PAC indica la priorità di dare ‘valore’ alla transizione ecologica in termini di opportunità di reddito delle aziende, valutando al contempo con attenzione gli impatti economici degli impegni richiesti agli agricoltori per la sostenibilità ambientale”.

Ricordando che domani il Parlamento europeo voterà il nuovo Regolamento della PAC, dove è indicato con chiarezza che i 9 obiettivi per la sostenibilità economica, ambientale e sociale, hanno la stessa dignità ed importanza, viene osservato che se una componente è più debole il sistema non regge.

La conservazione della natura è relegata in secondo piano, mentre per quanto riguarda le misure sul clima, vengono prospettate azioni prive di efficacia: se è vero che il 70% delle emissioni climalteranti di fonte agricola derivano dalla filiera dell’allevamento intensivo, concentrato nella Pianura Padana, per ridurle occorre avviare una profonda ristrutturazione che riduca i carichi zootecnici favorendo la transizione da produzioni di massa a quelle di qualità. Ma di questa prospettiva non vi è traccia nella proposta di Piano Strategico Nazionale”.

La nostra è una valutazione preliminare basata sulle bozze dei documenti sottoposti dal MIPAAF, speriamo quindi in un giudizio finale meno negativo se verranno accolte le nostre osservazioni e proposte – commentano le Associazioni di #CambiamoAgricoltura – L’Italia ha solo 39 giorni per consegnare il suo PSN alla Commissione UE, c’è poco tempo per cambiare rotta e non perdere il treno della transizione agroecologica”.

La Coalizione lo scorso mese di ottobre ha lanciato il Manifesto per un Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 sostenibile, a cui è possibile aderire, in cui sono raccolti i principi chiave e gli interventi necessari per cambiare paradigma facendo dell’agricoltura il motore del Green Deal nel nostro Paese, in cui si chiede:
sostegno all’agricoltura biologica così che possa raggiungere il 30% di superficie entro il 2027 e il 40% entro il 2030;
spazi per la natura negli ambienti agricoli con l’attenzione alla conservazione del Paesaggio;
sostegno alla zootecnia estensiva e attenzione al benessere animale;
pratiche che proteggano il suolo e contrastino il cambiamento climatico;
crescita dell’agrobiodiversità, delle filiere locali e dell’economia circolare;
un sistema di formazione e informazione indipendente e compartecipato;
attenzione all’agricoltura sociale, alla condizione dei lavoratori, ai giovani e alle donne;
pagamenti equi e giusti, con l’abolizione dei titoli storici e una soglia massima per azienda.

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