Sostenibilità

Il Piano di ripresa dell’UE fortemente ancorato agli SDG dell’Agenda ONU

Uno studio del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE dimostra che sussiste un forte legame tra il Piano di ripresa dell’UE e tutti i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda delle Nazioni Unite al 2030.

La ripresa sociale ed economica dopo la crisi del coronavirus avvierà un’UE più sostenibile, equa, giusta e resiliente, in linea con i principi degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG). Il Piano per la ripresa dell’UE sarà uno strumento potente per stimolare questi sviluppi post-crisi.

Questa è la conclusione dello Studio A sustainable recovery for the EU” pubblicato il 22 dicembre 2020 dal Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE.

Il Piano di ripresa dell’UE rappresenta una finestra di opportunità unica per riavviare il sistema socio-economico dopo la crisi del Covid-19, favorendo il passaggio allo sviluppo sostenibile. L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, con i suoi 17 Obiettivi e i 169 target, fornisce una bussola per orientare la ripresa in modo sostenibile, considerando insieme le dimensioni economica, sociale e ambientale. Le linee guida politiche per la Commissione Europea 2020-2025 attribuiscono un ruolo centrale all’Agenda 2030 e ai suoi SDG e inquadrano lo sviluppo sostenibile come pietra angolare delle politiche nazionali ed europee

In questo contesto, il Rapporto del JRC contribuisce a una migliore comprensione del modo in cui il Piano di ripresa dell’UE si colleghi al quadro degli SDG  Per l’analisi dei collegamenti tra il Recovery Plan e gli SDG, i ricercatori hanno utilizzato un approccio di text mining basato su un set di oltre duecento parole chiave definite, analizzate e convalidate in un processo in tre fasi, aggregate per tutti i target degli SDG, mediante una valutazione qualitativa effettuata da esperti.

La maggior parte delle parole chiave si riferisce all’Obiettivo.3 “Garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età” (667 volte, 32% del totale) e al SDG.8 “Crescita economica sostenibile, occupazione e lavoro dignitoso per tutti” (297 volte, 14% del totale). Il target più rilevato (340 volte) è stato 3.d “Rafforzare la capacità di tutti i paesi di preallarme, riduzione del rischio e gestione dei rischi sanitari nazionali e globali”.

Risultati della mappatura degli SDG a livello di target (conteggio aggregato di parole chiave per target)

L’analisi ha trovato nel Piano di ripresa dell’UE obiettivi relativi a tutti gli altri SDG con una maggior incidenza per: SDG.13 “Azione per il clima”; SDG.4 “Istruzione di qualità”, SDG.16 “Pace, giustizia e istituzioni forti”; SDG.9 “Industria, innovazione e infrastrutture”.

L’analisi del JRC ha dimostrato che il primo pilastro del Piano di ripresa dell’UE (Supportare gli Stati membri nella ripresa), ha una copertura più ampia in termini di obiettivi e target, poiché è collegato a 8 Obiettivi, in particolare con SDG.7 “Energia pulita e accessibile”, SDG.8 “Lavoro dignitoso e crescita economica”, SDG.12 “Consumo e produzione responsabili”; SDG.13 “Azione per il clima”.

Il secondo pilastro del Recovery Plan “Far ripartire l’economia”, si concentra principalmente sul SDG.9, mentre il terzo pilastroImparare le lezioni della crisi”, si concentra sul SDG.3.

I risultati conseguiti rappresentano una prima panoramica dei collegamenti tra il Recovery Plan e gli SDG, che contribuirà a:
evidenziare le aree che possono favorire l’attuazione degli SDG, insieme alle aree che meritano maggiore attenzione;
facilitare il mainstreaming degli SDG nella fase di implementazione;
monitorare i cambiamenti nella copertura degli SDG durante il processo di implementazione.

La nostra valutazione del Recovery Plan – sottolineano i ricercatori – indica che la Commissione UE è all’avanguardia nel perseguire gli obiettivi e il Piano può accelerare ulteriormente la transizione verso un’UE più sostenibile, equa, giusta e resiliente”.

Lo Studio del JRC convalida quanto sostenuto dall’ASviS anche recentemente che il Piano di ripresa italiano deve essere fortemente ancorato agli Obiettivi dell’Agenda ONU, dai quali il nostro Paese è ancora molto distante, come peraltro confermato dal Rapporto Europe Sustainable Development 2020” di Eurostat che colloca l’Italia al 23° posto su 31 Paesi europei monitorati.

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