La Commissione UE ha adottato la relazione che analizza e presenta il funzionamento nel corso del 2023 e nel primo semestre del 2024 dell’EU ETS, il primo mercato del carbonio a livello globale, che copre le emissioni provenienti dai settori della produzione di elettricità e calore, della produzione industriale e dell’aviazione, e dal 2024 quelle del trasporto marittimo, che rappresentano circa il 40% delle emissioni totali di gas serra nell’UE, che conferma la tendenza alla riduzioni delle emissioni, a riprova che l’EU ETS è uno dei principali incentivi politici per la decarbonizzazione dell’economia europea.
Nel 2023 il mercato del carbonio nell’UE che funziona tramite il sistema di scambio delle quote di emissioni (EU ETS) è stato caratterizzato da una riduzione storica del 16,5% delle emissioni prodotte dagli impianti, trainata dal settore dell’energia elettrica.La produzione di tale energia da fonti rinnovabili, principalmente energia eolica e solare, è aumentata notevolmente, ed è ripresa la tendenza a sostituire il carbone con il gas per produrre energia elettrica. Grazie a questo sviluppo, le emissioni ETS prodotte dagli impianti sono inferiori del 47,6% rispetto ai livelli del 2005. L’ETS è inoltre sulla buona strada per raggiungere la riduzione del 62%, obiettivo fissato per il 2030.
È quanto emerge dallaRelazioneadottata dallaCommissione UEil 19 novembre 2024, cheanalizza e presenta il funzionamento dell’EU ETS nel 2023 e nel primo semestre del 2024.
A Baku, dove sta per concludersi la COP29 (salvo eventuale posticipazione per trovare un’intesa tra i negoziatori sulla Dichiarazione finale) nei giorni scorsi è stato raggiunto unaccordosul mercato del carbonio a livello globale, secondo quanto previsto dall’articolo 6 dell’Accordo di Parigi, dopo circa tre anni di colloqui tesi e intense negoziazioni, nel corso dei quali l’EU ETS ha costituito una pietra di paragone per i negoziatori.
EU ETS in sintesi:
– lanciato nel 2005, è statoil primo mercato globale del carbonio al mondo ed è tra i più grandi a livello globale;
–impone agli inquinatori di pagare per le loro emissioni di gas serra;
–contribuisce a ridurre le emissioni complessive dell’UE, generando al contempo entrate per finanziare la transizione verde;
–copre le emissioni provenienti dai settori della produzione di elettricità e calore, della produzione industriale e dell’aviazione, che rappresentano circa il 40% delle emissioni totali di gas serra nell’UE;
–dal 2024 copre le emissioni del trasporto marittimo;
– opera in tutti i paesi dell’UE, nonché in Islanda,LiechtensteineNorvegia, ed ècollegato al sistema svizzero di scambio delle quote di emissione(dal 2020).
Come funziona l’EU ETS?
L’EU ETS si basa sul principio “cap and trade“: il cap si riferisce al limite fissato per la quantità totale di gas serra che può essere emessa dagli impianti e dagli operatori che rientrano nell’ambito di applicazione del sistema, che viene ridotto annualmente in linea con l’obiettivo climatico dell’UE, assicurando che le emissioni complessive dell’UE diminuiscano nel tempo. Al 2023, l’EU ETS ha contribuito a ridurre le emissioni degli impianti elettrici e industriali europei del 47,6%, rispetto ai livelli del 2005.
Il limite dell’EU ETS è espresso in quote di emissione, con una quota che dà diritto a emettere una tonnellata di CO2eq. Lequote sono vendute all’asta e possono essere scambiate. Man mano che il limite diminuisce, si riduce anche l’offerta di quote al mercato del carbonio dell’UE.
Con questo sistema, leaziende devono monitorare e segnalare le proprie emissioni su base annuale e restituire abbastanza quote per giustificare completamente le proprie emissioni annuali. Se questi requisiti non vengono rispettati, vengono imposte pesanti multe.
Mentre le quote vengono vendute prevalentemente tramite aste,le aziende ricevono alcune quote gratuitamente. Le aziende possono anche scambiare quote tra loro, se necessario. Se un impianto o un gestore riduce le emissioni, l’azienda può vendere le quote di riserva e/o conservarle per utilizzarle in futuro. Tutte queste operazioni vengono inserite nel Registro dell’Unione.
Ilprezzo delle quote è determinato dal mercato del carbonio dell’UE, che è soggetto a un solido insieme di regole di controllo. Il calo del limite dell’EU ETS informa le aziende sulla scarsità a lungo termine di quote sul mercato, garantendo al contempo che abbiano un valore di mercato.Il prezzo del carbonio, a sua volta, fornisce un incentivo alle aziende per ridurre le emissioni in modo economicamente vantaggioso. Questo prezzo determina anche i ricavi generati dalla vendita delle quote.Dal 2013, l’EU ETS ha raccolto oltre 175 miliardi di euro.
Leentrate dell’EU ETS confluiscono principalmente nei bilanci nazionali e gli Stati membri devono utilizzarle per sostenere investimenti in energie rinnovabili, miglioramenti dell’efficienza energetica e tecnologie a basse emissioni di carbonioche aiutano a ridurre le emissioni e, con ciò, i costi del carbonio delle aziende. Inoltre, unaquota delle entrate dell’EU ETS sostiene l’innovazione a basse emissioni di carbonio e la transizione energetica dell’UEtramite ilFondo per l’innovazionee ilFondo per la modernizzazione.
In base alla relazione della Commissione UE, nel 2023, l’ETS UE è stato caratterizzato da una riduzione storica del 16,5% delle emissioni da impianti fissi, trainata dal settore energetico. La produzione di energia elettrica rinnovabile è aumentata in modo sostanziale (principalmente eolica e solare) e la tendenza del gas a sostituire il carbone nella produzione di energia è ripresa. Con questo sviluppo, le emissioni ETS dagli impianti sono circa il 47,6% al di sotto dei livelli del 2005 e sono sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo del 2030 del -62%. Peraltro, nel 2023le emissioni dell’aviazione intraeuropea sono aumentate di circa il 10% rispetto ai livelli del 2022, riflettendo i crescenti livelli di attività del settore.

Le riduzioni delle emissioni EU ETS nel 2023 sono state facilitate da un segnale di prezzo del carbonio sostenuto e robusto. LaMarket Stability Reserveha continuato a rimuovere le quote in eccesso e a invalidare le quote nelle partecipazioni della riserva. Nell’ultima valutazione dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), il mercato del carbonio dell’UE è rimasto stabile nel 2023 e ha continuato a funzionare in linea con i fondamentali del mercato. L’ESMA ha inoltre ritenuto che la maggior parte delle sue raccomandazioni del 2022 per migliorare la trasparenza del mercato del carbonio siano state implementate. Secondo la Commissione UE,queste tendenze delle emissioni confermano l’efficacia e l’efficienza dell’EU ETS come uno dei principali incentivi politici per la decarbonizzazione dell’economia europea.
Nel 2023 le entrate dell’EU ETS sono state pari a43,6 miliardi di euroche, oltre ad essere stati distribuiti principalmente ai bilanci nazionali degli Stati membri e ai Fondi Innovazione e Modernizzazione, sono andati al Resilience and Recovery Facility (RRF) per la ripresa degli Stati dall’impatto della pandemia, per ilREPowerEU, il Piano per porre fine alla dipendenza dell’UE dalle forniture di combustibili fossili della Russia.
Le entrate totali raccolte dall’EU ETS fino ad oggi superano i 200 miliardi di euro. Una panoramica dettagliata delle relazioni degli Stati membri sull’uso delle loro entrate ETS nel 2023 è disponibile nel Rapporto 2024“EU Climate Action Progress”, contestualmente adottato dalla Commissione UE.
L’EU ETS è stato rivisto nel 2023, come parte del Pacchetto legislativo“Fit for 55” per supportare gli sforzi dell’UE per ridurre le emissioni e trasformare l’economia europea in linea con gli obiettivi climatici e quelli de Green Deal.
Il limite massimo di emissioni del 2024 è stato ridotto di 90 milioni di quote, mentre l’ambito del sistema si estende ora alla giusta quota di emissioni dell’UE derivante daltrasporto marittimo. Anche l’applicazione del sistema all’aviazioneè stata è stata rafforzata: nel 2024, agli operatori aerei sarannoassegnate il 25% in meno di quote gratuite e dal 2025 inizieranno ad applicarsi nuove regole per il monitoraggio e la comunicazione degli effetti non-CO2 dell’aviazione. Sono state inoltre stabiliteregole di monitoraggio e comunicazione per il nuovo sistema di scambio di quote di emissione separato(ETS2), che coprirà e affronterà le emissioni di CO2 derivanti dalla combustione di carburante negli edifici, nel trasporto su strada e in altri settori (principalmente la piccola industria non coperta dall’attuale ETS UE).
