28 Gennaio 2022
Risorse e rifiuti Sostenibilità

Materie prime da riciclo: evitare il blocco dell’export

Le Federazioni delle imprese del recupero e del riciclo europee, a cui aderiscono Fise Unicircular e Fise Assoambiente, scrivono alla Commissione UE, al Parlamento europeo e al Consiglio europeo affinché in sede di revisione del Regolamento sulle spedizioni dei rifiuti le restrizioni riguardino solo i rifiuti misti non selezionati, e non le materie prime da riciclo che derivano da operazioni di selezione e trattamento, svolte in impianti autorizzati.

I riciclatori e i gestori di rifiuti europei rappresentati dalla Federazione europea delle imprese del riciclo (EuRIC)e dalla Federazione europea per la gestione dei rifiuti e dei servizi ambientali (FEAD) hanno scritto ai Commissari UE Frans Timmermans, Thierry Breton e Virginius Sinkevičius, al Presidente del Parlamento europeo e alla Presidenza slovena di turno dell’UE per evidenziare la necessità che, in fase di revisione del Regolamento sulla spedizione dei rifiuti, venga garantito un commercio libero, equo e sostenibile delle materie prime provenienti da operazioni di riciclo.

L’appello di EuRIC è stato sottoscritto da quasi 300 tra associazioni e imprese dell’industria europea del riciclo dei rifiuti, tra cui FISE Unicircular e le sue componenti associate ASSORAEE (rifiuti tecnologici), ADA (veicoli) e UNIRIGOM (gomma); mentre a livello nazionale la FEAD è di fatto espressione dei gestori associati a FISE Assoambiente.

Il Piano d’azione per l’Economia Circolare, prevede, tra l’altro, che l’UE “ non esporti i suoi problemi di rifiuti in Paesi terzi“. A tal fine, secondo il cronoprogramma definito, la Commissione UE entro il mese di novembre 2021 presenterà la sua proposta legislativa di revisione del Regolamento n.1013/2006  relativo alle spedizioni di rifiuti (WRS).

Al fine di raccogliere le opinioni delle parti interessate su come il Regolamento avrebbe potuto aiutare a limitare le esportazioni di rifiuti fuori dall’UE e a sviluppare la capacità di trattamento a livello nazionale per prevenire i cosiddetti “waste dumping” nei Paesi meno sviluppati, era stata avviata una Consultazione conclusasi nel luglio 2020.

I riciclatori europei, tuttavia, temono che le limitazioni all’esportazione di materie prime secondarie, sia intra che extra-UE, senza alcuna distinzione sulla natura e tipologia delle stesse, possano determinare impatti devastanti sull’industria europea del riciclaggio e più in generale sulla capacità di raggiungere gli obiettivi circolari e climaticamente neutri fissati dal Green Deal europeo, stante il ruolo chiave che le materie prime da riciclo svolgono nell’economia circolare, sostituendo le materie prime vergini, la maggior parte delle quali viene estratta e importata da Paesi extraeuropei, e consentendo notevoli risparmi di emissioni di gas serra.

Secondo i firmatari delle lettere (distinte, ma dal contenuto simile), va infatti tracciata una netta differenza tra rifiuti misti non selezionati, per i quali le restrizioni sono comprensibili ed anzi opportune, e materiali che derivano da operazioni di selezione e trattamento svolte da impianti autorizzati (spesso qualificati come rifiuti all’atto dell’esportazione, sulla base del diritto del Paese di destinazione), per la gestione e la collocazione dei quali il ricorso a mercati globali garantisce l’operatività degli impianti e la loro sostenibilità.

I riciclatori chiedono dunque alle Istituzioni europee che:
eventuali restrizioni all’esportazione riguardino solo i flussi di rifiuti “problematici e non trattati”, dal momento che se venissero estese anche ai rifiuti trattati e selezionati, che non costituiscono un problema, ma una risorsa, si verrebbe meno agli stessi obiettivi del Green Deal europeo;
– si sostenga il commercio libero ed equo, intra ed extra-UE, dei rifiuti trattati e selezionati, essenziale per la competitività dell’industria europea del riciclo: l’economia circolare non può essere ostacolata da barriere geografiche;
– si implementi un quadro legislativo stabile, con uno status adeguato, per i materiali ottenuti dal trattamento dei rifiuti, a cui collegare incentivi per premiare i benefici ambientali dei materiali circolari.

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