La Relazione della Commissione UE sullo Stato di attuazione da parte degli Stati membri della Direttiva quadro per la Strategia per l’ambiente marino (MSFD) rileva che sono stati compiuti progressi verso il buono stato ambientale dei mari richiesto, in particolare per quanto riguarda i rifiuti marini, ma permangono lacune significative nei programmi di misure presentati dagli Stati membri per ridurre l’inquinamento marino e ripristinare la biodiversità marina. Nel Documento di lavoro approntato dai servizi della Commissione UE per la stesura della relazione, l’impegno dell’Italia nell’attuazione del secondo programma di misure è stato valutato come “basso”.
Sono staticompiuti progressi verso il buono stato ambientale dei mari europei, in particolare per quanto riguarda i rifiuti marini, ma permangono lacune significative nei programmi di misure presentati dagli Stati membri per ridurre l’inquinamento marino e ripristinare la biodiversità marina.
La Commissione UE, il 4 febbraio 2025 ha pubblicato, oltre allaRelazionesullostato di attuazione della Direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE) e della Direttiva sulle alluvioni (2007/60/CE), laRelazionesullo stato di attuazione della Direttiva quadro sulla Strategia per l’ambiente marino (MSFD) cherichiede agli Stati membri di valutare, monitorare e adottare misure per proteggere e migliorare lo stato dei loro mari al fine di raggiungere un buono stato ambientale.
La Direttiva MSFD è il principale strumento legislativo dell’UE per proteggere la salute delle sue coste, dei suoi mari e dei suoi oceani attraverso un approccio basato sugli ecosistemi e sulla gestione delle risorse marine dell’UE.
La relazione della Commissione ha valutato i programmi di misure che sono stati presentati da17 Stati membriper il periodo 2021-2027, mentre quelli presentati in ritardo rispetto ai tempi della valutazione, dagli altri5 Statisaranno inseriti sulla piattaformaWISE-Marine, una volta che sia stata conclusa la valutazione.
Secondo la Relazione, sono stati compiutilimitati progressinell’introduzione e nell’attuazione di misure volte a raggiungere gli obiettivi della direttiva,in particolare per quanto riguarda i rifiuti marinie per ripristinare la biodiversità marina.
Mentre lemisure di riduzione dei rifiuti marini stanno dando risultati promettenti, come evidenzia il recenteRapporto“European Coastline Macro Litter Trends 2015–2021”, pubblicato dal Centro Comune di Ricerca (JRC), lemisure relative ai nutrienti, alla contaminazione chimica e al rumore sottomarino sono ancora insufficienti.
I progressi nella progettazione e nell’implementazione di misure efficaci per ripristinare la biodiversità marina sono stati limitati, con due eccezioni:la protezione dell’integrità del fondale marinoe lariduzione della pressione da parte di specie non indigene. Sebbene il cambiamento climatico non sia specificamente affrontato dalla Direttiva, le strategie marine forniscono un buon quadro per monitorare gli impatti del cambiamento climatico.
Molte misure incluse nei programmi di misure derivano da altri atti legislativi dell’UE e nazionali, nonché da accordi internazionali e altri quadri normativi pertinenti. In definitiva,quasi la metà delle misure è progettata per raggiungere un buono stato ambientale ai sensi della MSFD, promuovendo mari puliti, sani e produttivi. Si tratta di un aumento sostanziale da quando i primi programmi di misure sono stati valutati nel 2018.
Le misure sono moderatamente coerenti all’interno di una determinata regione marina, con gli Stati membri nel Mar Baltico che presentano un livello di coerenza più elevato rispetto ad altre regioni.
In media, le misure degli Stati membri affrontano soltanto in parte le questioni necessarie per ridurre l’inquinamento. Sebbene le misure messe in atto per ridurre i rifiuti marini vadano nella giusta direzione, le misure volte a contrastare l’eutrofizzazione, la contaminazione chimica e il rumore sottomarino non sono ancora sufficienti.

Sulla base di quanto riferito dagli Stati membri, la Commissione UE osserva cherimane difficile stabilire in che misura e quando le misure ridurranno i danni all’ambiente marino e contribuiranno al raggiungimento di un buono stato ambientale.
In media, le misure degli Stati membri affrontano soltanto in parte le questioni necessarie per ridurre l’inquinamento (figura 2). Sebbene le misure messe in atto per ridurre i rifiuti marini vadano nella giusta direzione, le misure volte a contrastare l’eutrofizzazione, la contaminazione chimica e il rumore sottomarino non sono ancora sufficienti.
Le principali raccomandazioni della Commissione agli Stati membri includono:
–aumentare il livello di ambizione e accelerare l’azione per raggiungere gli obiettivi della MSFD;
– adottare misure aggiuntive perridurre, sulla base di solide analisi dei gap,le sfide ambientali persistenti, come l’inquinamento causato dai nutrienti, dalle sostanze chimiche e dal rumore sottomarino, e perproteggere e ripristinare le specie e gli habitat marini;
–aumentare gli investimentie garantire finanziamenti sufficienti per attuare i programmi;
– mettere in attomeccanismi di governanceche supportino la progettazione e l’attuazione di programmi di misure ambiziosi, coerenti, coordinati, equi ed efficaci.
In allegato alla Relazione è stato pubblicato ilDocumento di lavorodei servizi della Commissione UE che contiene anche l’analisi delle misure proposte da ogni Paese membro.
Nel riepilogo per l’Italia, si legge che lemisure presentate dal nostro Paese non sono ritenute adeguato a far fronte alle pressioni esercitate sull’ambiente marino italiano. Inoltre, l’Italia non ha fornito nelle diverse sezioni informazioni sufficienti che avrebbero consentito una valutazione adeguata e/o una migliore comprensione di quanto è stato fatto nel programma di misure aggiornato. A causa di questa mancanza di informazioni, si è rivelato molto difficile valutare i progressi dal 2016; inoltre, a causa della mancanza di un’adeguata analisi delle lacune, risulta impossibile valutare il potenziale delle poche misure aggiuntive presentate per sostenere il raggiungimento del buono stato ambientale (GES) per tutti i descrittori,solo le misure per le specie non indigene sono considerate moderatamente adeguate, il resto ha stato valutato come“scarso” o “molto scarso”. Sulla base delle informazioni riportate nei rispettivi programmi di misure, l’impegno dell’Italia nell’attuazione degli stessi nelsecondo programma di misure è stato valutato come “basso”.
