2 Dicembre 2021
Risorse e rifiuti Sostenibilità

La tracciabilità delle catalitiche e dei ricambi usati tra problematiche e prospettive

La Società di Macerone di Cesena ha promosso un interessante evento di formazione per esaminare lo stato dell’arte e le prospettive della corretta gestione del fine vita dei veicoli.

Creare un momento di formazione e confronto a partire dalla sinergia fra diversi soggetti della filiera del fine vita dei veicoli, in dialogo con i rappresentanti delle istituzioni che producono le “regole del gioco” e delle forze deputate al controllo per superare le ombre e le discrasie che perdurano nel settore.

È stato questo l’obiettivo del Seminario di formazione che GB Catalyst Srl (presente come di consueto ad ECOMONDO al Padiglione B1 – Stand 193), ha promosso nel pomeriggio di venerdì 1° ottobre presso la Sala Convegni del Club Hotel Dante a Cervia.

Quasi 70 partecipanti fra imprese fornitrici, e centri di autodemolizione che hanno risposto positivamente all’invito diramato dalla società di Macerone di Cesena, leader nell’acquisto e valorizzazione di catalizzatori esausti (per quanto concerne le componenti metalliche preziose) e parti di ricambio usate.

Abbiamo voluto radunare qui tanti autodemolitori, perché voi siete i protagonisti della filiera del fine vita dei veicoli e nell’ambito del recupero dei materiali e delle tecnologie che costituiscono un autoveicolo, nel rispetto delle norme a tutela dell’ambiente e della minor produzione di rifiuti, c’è bisogno del massimo lavoro di squadra fra i vari attori della filiera”.

Così in apertura dei lavori, Sandro Gobbi, esperto del mercato del riciclo di ricambi usati, a cui è toccato l’onere e l’onore di fare gli onori di casa.

E da buon anfitrione, prima di passare la parola ai vari Relatori, ha voluto, in prima battuta, ricordare la sincera ospitalità romagnola a cui l’evento si è ispirato, per poi passare ad una breve presentazione della realtà GB Catalyst, della sua esperienza ultraquarantennale nel settore e della necessità per le imprese di implementare il bagaglio di competenze tecniche e normative per meglio rispondere alle sollecitazioni del mercato; così come la necessità di costruire occasioni di comunicazione e confronto con gli organi di controllo al fine di favorire la crescita aziendale.

Nel passare il testimone al primo Relatore, il Dott. Alfonso Gifuni, Presidente della Confederazione Autodemolitori Riuniti – CAR, il Sig. Gobbi ha voluto accennare a come: “In seguito all’impennata che hanno subito le quotazioni dei metalli dovuta alla pandemia, proprio le catalitiche sono diventate un oggetto molto interessato da fenomeni di sottrazione indebita che crea danni a tutti”.

La giornata di oggi nasce da un rapporto d’amicizia con Sandro e dall’opportunità di mettere insieme le specifiche competenze realizzando il massimo dell’efficienza ottemperando, peraltro, agli obblighi stabiliti dalla legge”. Così il Presidente Gifuni che nel suo intervento ha rimarcato come: “da tempo ci stiamo occupando della necessità di conseguire una reale tracciabilità nella filiera ELV, perché effettivamente viviamo una difficoltà legata al fatto che scompare una notevole quantità di catalitiche… è una questione molto delicata che interessa imprese diverse, quelle di autodemolizione, certamente, ma anche quelle che acquistano dagli autodemolitori le parti che ne derivano riqualificandole e riportandole in quel processo di economia green che riduce le quantità di rifiuti e premia il riutilizzo e il reimpiego”.

Riappropriarsi del ruolo che le norme europee e quelle nazionali destinano ai professionisti del fine vita dei veicoli è, dunque, per il Presidente Gifuni, la strada da percorrere: “cercando di essere accorti nel momento in cui ritiriamo un’auto di non farci affascinare dai soggetti che ci forniscono le flotte di veicoli, spesso decurtandole delle parti più interessanti”. “Il seminario di oggi  – ha concluso – va in questa direzione perché ci pone in dialogo con le figure istituzionali che hanno competenza in materia; a loro chiediamo indicazioni tecniche e parallelamente chiediamo a chi è deputato al controllo di indicarci chiaramente quali sarebbero le conseguenze fisiologiche di una attività che talvolta con leggerezza non si valuta nella sua intera pesantezza”.

Sulla “cannibalizzazione” dei veicoli a fine vita, così come sulle conseguenze di una cattiva gestione delle auto a fine vita, molto interessante la disamina compiuta dal Gen. Giuseppe GioveGen, divisione CC (RIS), già Comandante Regione CC Forestali Emilia-Romagna/Lombardia e componente dell’Osservatorio Nazionale Ecomafie.

Ogni soggetto è tenuto al rispetto delle regole – ha dichiarato – Dobbiamo evitare, però, il cosiddetto inquinamento delle normeperché l’adozione del D. Lgs. n. 119/2020 (NdR: che reca attuazione della Direttiva Ue 2018/849 relativa ai veicoli fuori uso) che pure ha dato un risultato in termini di messa in sicurezza, però si confronta con una logorroicità legislativa che rende complicato all’operatore, e non solo a lui, un orientamento”. Sul problema della tracciabilità dei catalizzatori il Gen. Giove non ha nascosto la difficoltà di mettere insieme dinamiche diverse che attengono ad altrettante figure quali: le Case costruttrici, i concessionari, i demolitori e, non ultimo il mercato on line; tra l’altro, sul punto, ha raccontato che “vi sono analisi criminali in atto per capire se vi siano fenomeni di riciclaggio” adombrando i reati di ricettazione o incauto acquisto o truffa commerciale. “La collaborazione della filiera – ha concluso – è importate nella misura in cui ognuno deve fare la propria parte”.

Nonostante gli sforzi fatti, non sempre la pubblica amministrazione riesce a produrre regole chiare – è intervenuto Francesco ManciniComponente del Comitato Albo Nazionale Gestori Ambientali e spesso servirebbe più la tracciabilità della normativa che quella dei rifiuti”.

Nello specifico della problematica legata alla tracciabilità dei catalizzatori il dott. Mancini ha introdotto il tema del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti previsto dal D. Lgs. 116/2020 come Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti – R.E.N.T.Ri. che dovrebbe superare le precedenti problematiche riscontrate col SISTRI in merito alla duplicazione documentale (scheda SISTRI in aggiunta ai registri di carico/scarico e formulari dei rifiuti) grazie ad una spinta all’adeguamento all’interoperabilità fra i singoli sistemi gestionali col sistema centrale. “Molto semplicemente, tutto quello che verrà registrato nei propri gestionali dovrà essere trasferito automaticamente tramite matrici di dati codificati dal Ministero al R.E.N.T.Ri. questo è certo un primo passo nella direzione di un aumento della trasparenza anche nel settore ELV”.

Anche le novità circa le indicazioni dei valori di massa dei veicoli fuori uso che devono essere indicate all’interno del MUD, secondo il Dott. Mancini devono essere considerate nella prospettiva di una miglior tracciabilità dei rifiuti e della maggior attività di controllo da parte delle autorità competenti. Sulle catalitiche, tuttavia, resta l’assenza di un codice CER di riferimento, ma una soluzione proposta potrebbe essere l’introduzione, nel MUD di fine anno, di un campo specifico dove inserire il numero di veicoli arrivati presso un’autodemolizione privi di catalizzatore. “Questa soluzione potrebbe favorire il lavoro delle autorità di controllo evidenziando eventuali anomalie”.

La bellezza di incontri come questi – ha chiosato avviandosi alle conclusioni il Sig. Gobbi e dando l’appuntamento alla prossima Fiera ECOMONDO – è tutta nella ricchezza e nella diversità dei tanti punti di vista e nelle diverse voci che si sono espresse disseminando informazioni preziose”.

Come impresa del settore non posso che plaudere a questa iniziativa che si pone nel solco di una necessaria attività di formazione a cui ogni imprenditore dovrebbe tenere nel rispetto di un’etica del business che ci fa tutti protagonisti dello sviluppo sostenibile”.

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