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Global Attractiveness Index 2023: l’Italia sale di 3 posizioni

È stata presentata al Forum di Cernobbio la VI edizione del Global Attractiveness Index (GAI 2023), l’annuale ricerca realizzata da The European House – Ambrosetti, che evidenzia come l’Italia sia riuscita nel 2022 a risalire di 3 posizioni nell’Indice di attrattività, presupposto per la competitività. Pesano, tuttavia, sulle performance del Paese problemi strutturali quali salari bassi, scarsa digitalizzazione delle imprese e insufficiente peso dato a ricerca e sviluppo.

L’Italia è diventata più attrattiva rispetto all’anno scorso.È quanto emerge dai risultati delGlobal Attractiveness Index(GAI 2023), realizzato daThe European House – Ambrosettie presentato nella giornata conclusiva del49° Forum di Cernobbio(Villa d’Este, 1-3 settembre 2023) dal titolo “Lo scenario di oggi e di domani per le strategie

The European House – Ambrosettiha sviluppato ilGlobal Attractiveness Indexper fornire ai Paesi uno strumento per misurare e valutare l’attrattività di un Paese,fattore cruciale nella corsa globale a persone di talento, investimenti e know-how e prerequisito per la competitività

Gli strumenti statistici di sintesi, come il GAI, sono fondamentali per analizzare la realtà sulla base di dati e informazioni quantitative, oggettive, non filtrati dalla lente dell’opinione che, inevitabilmente, distorce i fatti– ha sottolineatoValerio De Molli, Managing Partner e CEO di The European House – Ambrosetti –Un indice quantitativo, costruito a partire dai database raccolti dalle più accreditate istituzioni internazionali e costruito secondo una metodologia rigorosa. Tale metodologia è sottoposta ad un audit statistico indipendente condotto dal Joint Research Centre della Commissione Europea, che annualmente conduce una review metodologica del nostro lavoro, evidenziandone la solidità scientifica”.

Il GAI, giunto alla VI edizione, è inIndice compositoche mette a confronto146 economie(sono state escluseRussiaeUcrainaper indisponibilità di dati affidabili) che rappresentanoil 96% della popolazione mondialee il97% del PIL. si basa su4 macroaree(Apertura, Innovazione,EfficienzaeDotazione) che vengono catturate da21 indicatori chiave di prestazione(KPI), suddivisi in 5 sotto-Indici:Indice di Posizionamento(IP);Indice di Dinamicità(ID),Indice di Sostenibilità(IS)Indice di Orientamento al FuturoeIndice di Esposizione al Conflittorusso-ucraino.

Di fatto ilGlobal Attractiveness Indexmisura come si modifica la “geografia dell’attrattività” al variare della velocità di ogni Paese rispetto agli altri. In tal senso, il GAI è unindice relativo, in quanto sottopone ogni economia al confronto con quella migliore. 

Al 1° posto della classifica si trova, ancora una volta, la Germania, con uno score pari a 100, seguita da Stati Uniti (94,7) e Regno Unito (92,7). Il posizionamento dell’Italia migliora significativamente, registrando la più grande variazione nel ranking del Paese dalla nascita del GAI, passandodal 20mo al 17mo posto. Nonostante la dinamica positiva nella classifica, il nostro Paesenon riesce a colmare il divario con i Paesi Benchmark. Infatti, pur registrando un punteggio di 66,3, con un miglioramento di 4,1 punti rispetto al 2022, presenta un divario di 12,6 punti con la Francia e di 33,7 con la Germania. Non solo: laSpagna, pur in posizione inferiore rispetto all’Italia, migliora sensibilmente il proprio score (64,6 nel 2023 vs 58,7 nel 2022), con un distacco di soli 1,7 punti dall’Italia. Considerando i Paesi del G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Stati Uniti, Regno Unito, Stati Uniti), l’Italia risulta essere il Paese meno attrattivo del gruppo: lo score medio dei Paesi G7 è 85,4, con un distacco di 19 punti rispetto al punteggio italiano. Più nello specifico, con riferimento alle 4 macroaree che compongono l’Indice di posizionamento, l’Italia si posiziona alla 45ma posizione nell’area di Apertura, l’11manell’area Innovazione, la 56ma nell’area Efficienza e infine la 12manell’area Dotazione.

Solo 7 Paesi si posizionano nella fascia dell’alta attrattività (pari al 4,8% del totale dei Paesi analizzati): GermaniaStati UnitiRegno UnitoGiapponeCinaCorea del Sud, e Australia. Altri 17 Paesi – tra cui l’Italia – presentano un livello di buona attrattività (11,6% del totale); 74 Paesi hanno una media attrattività (50,7%); 47 Paesi una bassa attrattività (32,2%). 

Il GAI 2023 mostra un progressivo miglioramento della situazione dell’Italia, posizionata al 17° posto, con ben cinque posizioni guadagnate nel ranking mondiale rispetto al 2021, dopo il peggioramento che aveva caratterizzato il biennio precedente– ha spiegato Enrico Giovannini, Direttore Scientifico di ASviS (Alleanza  per lo Sviluppo Sostenibile) e membro del Comitato Scientifico del progetto –Hanno contribuito a tale miglioramento soprattutto l’aumento dei flussi di investimenti diretti dall’estero, l’accresciuta performance del sistema logistico e soprattutto la dinamica del PIL, in netto aumento dopo la recessione indotta dalla pandemia, mentre i flussi di turismo e il livello della tassazione contribuiscono a peggiorare la posizione italiana”.

Accanto alla fotografia statica e puntuale dei risultati, per quanto riguarda i sotto-indici complementari (Sostenibilità, Dinamicità, Orientamento al Futuro e Esposizione al Conflitto russo-ucraino), l’Italia ottiene buone performance nell’Indice di Sostenibilità, anche se si posiziona 10 posizioni sotto la media di Francia, Germania e Spagna.

Nell’Indice di Dinamicitàil Paese guadagna 3 posizioni e registra unposizionamento medio, in miglioramento rispetto al GAI 2022, in cui l’Italia aveva un posizionamento critico.

Con riferimento all’Orientamento al Futuro, l’Italia si attesta su unlivello bassoa causa di diversi fattori, tra cui l’invecchiamento della popolazionee le prospettive dicrescita economica che permangono stabili. Fra i molteplici indicatori critici il più grave è quello legato alnumero di decessi dovuti all’inquinamento.

Infine, l’Italia registra un miglioramento nell’Esposizione al Conflitto, dove passada un’esposizione media a bassa, avendo ridotto la quota digas russo dal 40% all’11%. Migliora anche l’import di prodotti alimentari, mentre è bassa l’esposizione per i metalli.

Sulla base di tale quadro, l’Advisory Board ha elaborato delle indicazioni per le moltepliciazioni che potrebbero e dovrebbero essere implementate per assicurare una maggiore attrattivitàe stimolare la crescita economica e sociale del Paese, al fine di instaurare un ecosistema imprenditoriale maggiormente compatibile con le necessità di aziende, lavoratori e investitori, tra cui:
– un intervento urgente susalari, dal momento che l’Italia è infatti l’unico tra i grandi Paesi europei a registrare salari addirittura più bassi rispetto a 30 anni fa;
– un intervento peraccelerare la digitalizzazione, in linea con gli obiettivi del PNRR, considerando che l’Italia si colloca al 18° posto tra i 27 Paesi membri dell’UE nel Digital Economy and Society Index (DESI);
– un intervento per favorire l’ecosistema della ricerca e dell’innovazione, trovandosi l’Italia al 26mo posto a livello mondiale per quota di PIL investito, con l’1,5% , meno di Paesi Benchmark quali Francia (2,2%) e Germania (3,1%).

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