Clima Energia

G20 di Roma: su clima si doveva fare di più

Anche se sono stati fatti passi in avanti, come il riconoscimento della necessità di fissare il limite vincolante di riscaldamento globale a 1,5 °C, non scontato all’inizio, e la fine dei finanziamenti al carbone al 2021, al G20 di Roma non sono state assunte misure concrete per azzerare le emissioni di gas serra al 2050, rinviando alla COP26 le eventuali decisioni al riguardo, con delusione del Segretario delle Nazioni Unite, e anche per il Premier britannico l’impegno non è stato adeguato.

Con la conferenza stampa finale del Presidente del Consiglio Mario Draghi si è concluso il Vertice G20 di Roma (30 – 31 ottobre 2021) e l’attenzione si sposta ora a Glasgow dove si è aperta la Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC-COP26) a cui viene consegnato il risultato che il G20 ha convenuto di limitare il riscaldamento globale alla fine di questo secolo a 1,5 °C, mentre l’Accordo di Parigi (COP21) impegnava a contenerlo al di sotto di 2 °C e di fare ogni sforzo limitarlo a 1,5 °C.

Il Vertice di Roma ha costituito il momento culminante dell’intenso lavoro svolto durante l’intero anno dalla Presidenza italiana nelle Riunioni Ministeriali, negli incontri dei cosiddetti “Sherpaovvero dei funzionari ministeriali cui vengono affidati compiti di sondare i compromessi possibili su questioni dirimenti nei Gruppi di Lavoro e nelle riunioni degli Engagement Groups. Oltre 170 eventi si sono tenuti in tutto il Paese per preparare questo Summit che la Presidenza italiana  ha voluto che si basasse su 3 pilastri interconnessi di azione – Persone, Pianeta e Prosperità – che hanno costituito anche le Linee guida del Vertice di Roma, nel quartiere dell’EUR, all’interno del Convention Center “La Nuvola”, riconosciuto a livello globale come uno degli esempi più virtuosi di estetica contemporanea, mentre il Media Centre era ospitato  nel Palazzo dei Congressi, un’altra delle strutture simbolo del quartiere.

Clima, ripresa economica dopo il covid, emissioni di anidride carbonica, sono i temi inseriti nella G20 Rome Leaders’ Declaration, con cui i Paesi che ne fanno parte si impegnano:
– “a fronteggiare la minaccia critica e urgente dei cambiamenti climatici e a lavorare insieme perché la UNFCCC-COP26 di Glasgow abbia successo”;
– “ci impegnano a fronteggiare la minaccia critica e urgente dei cambiamenti climatici e a lavorare insieme perché UNFCCC_COP26 di Glasgow abbia successo“;
– “A tal fine, riaffermiamo il nostro impegno per una piena ed effettiva implementazione del UNFCCC e dell’Accordo di Parigi“;
– [i Paesi del G20 si impegnano] “ a raggiungere l’obiettivo ambizioso di piantare mille miliardi di alberi, concentrandoci sugli ecosistemi più degradati del pianetaentro il 2030”;
– “a mobilitare finanziamenti internazionali pubblici e privati ​​per sostenere lo sviluppo di un’energia verde, inclusiva e sostenibile e a porre fine alla fornitura di finanziamenti pubblici internazionali per una nuova energia a carbone senza all’estero entro la fine del 2021”;
– [a compiere] “sforzi per attuare l’impegno preso nel 2009 a Pittsburgh per individuare e razionalizzare, nel medio termine, i sussidi ai combustibili fossili inefficienti che incoraggiano il consumo di sprechi e di  impegnarsi per raggiungere questo obiettivo, fornendo un sostegno mirato ai più poveri e i più vulnerabili”;
– [Viene sottolineato] “lo stretto legame tra clima ed energia” e si ribadisce “l’impegno a ridurre l’intensità delle emissioni nel settore energetico per rispettare i tempi” [definiti dagli obiettivi di Parigi];
– “Collaboreremo per l’implementazione e la diffusione di tecnologie rinnovabili e a emissioni zero o basse, compresa la bioenergia sostenibile, per consentire una transizione verso sistemi di alimentazione a basse emissioni” [consentendo] “anche ai paesi che si impegnano a eliminare gradualmente gli investimenti in nuova capacità di generazione di energia dal carbone di farlo il prima possibile“.
– [Verranno incrementati gli] “sforzi per garantire un accesso tempestivo, equo e universale ai vaccini” [con particolare attenzione alle] “esigenze dei Paesi a basso e medio reddito“, [riaffermando come l’immunizzazione globale al Covid-19 sia] “un bene pubblico globale” [i Paesi del G20 hanno ribadito] l’obiettivo globale di vaccinare almeno il 40% della popolazione mondiale entro la fine del 2021 e il 70% entro la metà del 2022, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.
– “Riconosciamo che i finanziamenti per la prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie devono diventare più adeguati, più sostenibili e meglio coordinati e richiedono una continua cooperazione tra chi prende decisioni in materia di salute e finanza, anche per affrontare potenziali carenze di finanziamento, mobilitando un mix appropriato di meccanismi di finanziamento multilaterali esistenti e nuovi meccanismi di finanziamento“.
– [ L’economia globale] “sta vivendo una ripresa sostenuta grazie alle campagne vaccinali e al continuo sostegno delle politiche fiscali: tuttavia, la ripresa rimane molto divergente tra e all’interno dei paesi ed esposta a rischi al ribasso [confermando la] determinazione a utilizzare tutti gli strumenti disponibili per tutto il tempo necessario per affrontare le conseguenze negative della pandemia” [e] “a sostenere la ripresa, evitando il ritiro prematuro delle misure di sostegno, preservando inoltre la sostenibilità finanziaria e la sostenibilità di bilancio a lungo termine“.
– [Il G20 conferma inoltre] “attenzione alle sfide globali che stanno impattando sulle nostre economie [come i problemi nelle catene di approvvigionamento]. Lavoreremo insieme per monitorare e affrontare questi problemi man mano che le nostre economie continueranno a la ripresa e per sostenere la stabilità dell’economia globale“.

Per la prima volta i Paesi G20 si sono impegnati a mantenere a portata di mano l’obiettivo di contenere il riscaldamento sotto i 1,5 gradi con azioni immediate e impegni a medio termine – ha affermato Draghi –  Anche sul carbone i finanziamenti pubblici non andranno oltre la fine di quest’anno. C’è stato anche un impegno a non intraprendere politiche di emissioni che vadano contro il trend che tutti si sono impegnati ad osservare fino al 2030. Si può pensare che questo impegno venga mantenuto. Dopo Parigi le emissioni sono aumentate, soprattutto dopo il Covid. C’è una certa preoccupazione e occorre ora dimostrare credibilità attuando le promesse fatte“.

Resta il fatto che non sono stati assunti impegni specifici per azzerare le emissioni di gas ad effetto serra al 2050, come sarebbe necessario per rimanere entro 1,5 °C, anche se hanno convenuto che bisogna accelerare e attuare azioni efficaci, e dai responsabili di circa l’80% delle emissioni globali sarebbe stato auspicabile che gli impegni assunti fossero stati più dettagliati del G20 hanno per lo più riaffermato e preso pochi nuovi impegni per agire sulla crisi climatica. È necessario molto di più per colmare le lacune planetarie critiche. Tant’è che “Lascio Roma con le mie speranze disattese, anche se non sepolte – ha twittato il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres – Ora verso COP26 a Glasgow per mantenere vivo l’obiettivo di 1,5 gradi e per attuare le promesse in materia di finanza e adattamento per le persone e il pianeta”.
Tutti i paesi devono rendersi conto che il vecchio modello di sviluppo a combustione di carbonio è una condanna a morte per le loro economie e per il nostro pianeta – ha ancora twittato 2 ore dopo – Abbiamo bisogno della decarbonizzazione ora, in ogni settore in ogni paese“.

Anche il Primo ministro britannico Boris Johnson ha dichiarato prima di volare a Glasgow per aprire la COP26, che l’impegno dei leader mondiali dopo due giorni di colloqui a Roma “non è stato sufficiente” e ha avvertito delle terribili conseguenze per il Pianeta. “Se Glasgow fallisce, fallisce l’intera faccenda“, ha detto ai giornalisti, affermando che gli impegni del G20 sono “gocce in un oceano in rapido riscaldamento“.

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