17 Gennaio 2022
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F-gas: UE sulla buona strada per eliminare l’uso di questi potenti gas serra

Un briefing dell’AEA che fornisce un aggiornamento sui dati relativi alla  produzione, importazione, esportazione e distruzione dei F-gas, dannosi per il clima, secondo quanto prevede il Regolamento UE, e che monitora i dati per l’eliminazione graduale del gruppo più climalterante (idrofluorocarburi-HFC) come impone l’emendamento Kigali al Protocollo di Montreal, rileva che nel complesso gli Stati membri stanno procedendo nella giusta direzione. Legambiente: l’Italia è il Paese UE dove le emissioni di questi gas crescono, viceversa, di più.

Nel 2020 la fornitura totale in UE di fluorurati (F-gas) è in lieve rialzo, dopo una continua diminuzione dal 2015 al 2019. Al contempo, per i più potenti di questi (idrofluorocarburi – HFC) c’è stato un aumento del 7% rispetto al 2019, anche se il consumo di HFC nell’UE è rimasto al di sotto del 52% rispetto al limite massimo imposto dall’emendamento di Kigali del protocollo di Montreal. Nel complesso, l’UE rimane sulla buona strada per l’eliminazione graduale degli HFC come prevede il Regolamento europeo, con una riduzione nel 2020 del 4% del limite di immissione sul mercato di HFC in tutta l’UE.

Lo rileva l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) che ha pubblicato il 2 dicembre 2021 il briefingFluorinated greenhouse gases 2021” che fornisce un aggiornamento su dati comunicati dalle aziende sulla produzione, importazione, esportazione e distruzione di gas fluorurati ad effetto serra nell’UE e nel Regno Unito per il periodo 2007-2020, fornendo anche le tendenze chiave nella fornitura dell’UE di gas fluorurati e monitora i progressi nell’ambito degli schemi di eliminazione graduale degli idrofluorocarburi del Regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati dell’UE per la riduzione delle loro emissioni di due terzi al 2030 rispetto ai livelli del 2010 e del cosiddetto emendamento di Kigali al Protocollo di Montreal sulla protezione dello strato di ozono troposferico, che prevede la riduzione graduale dei HFC.

I F-gas contribuiscono al cambiamento climatico e rappresentano il 2,3% delle emissioni totali di gas serra dell’UE, secondo gli ultimi dati del 2019. Gli idrofluorocarburi (HFC) sono di gran lunga il gruppo di F-gas più dannosi per il clima, fino a 23 mila volte superiore a quello dell’anidride carbonica, anche se hanno vita relativamente breve, e sono utilizzati in vari settori e applicazioni, come refrigeranti in apparecchiature di refrigerazionecondizionamento d’aria e pompe di calore; come agenti espandenti per schiume; come solventi; negli estintori e nelle bombolette aerosol. Gli altri due gruppi di gas fluorurati, i perfluorocarburi (PFC) e l’esafluoruro di zolfo (SF6) possono rimanere nell’atmosfera per migliaia di anni.

La valutazione dell’AEA dettaglia anche le diverse quantità di gas fluorurati forniti per varie applicazioni industriali. Questi sono espresse sia in quantità fisiche (in tonnellate) e in quantità di “riscaldamento globale”, cioè importi fisici ponderati per il potenziale di riscaldamento globale degli HFC misurate in CO2 tonn. eq.

Nel 2020, l’immissione sul mercato di HFC in tutta l’UE è stata inferiore del 4% al limite di mercato globale fissato dal sistema delle quote (2% nel 2019). Le imprese che non hanno utilizzato completamente la loro quota hanno controbilanciato i pochi casi di superamento della quota da parte degli importatori di HFC sfusi e degli importatori di apparecchiature. Sebbene la domanda di refrigeranti rimanga elevata, c’è stato uno spostamento verso alternative con un potenziale di riscaldamento globale (GWP) inferiore.

L’AEA sottolinea che dal momento che le quote degli HFC disponibili non sono state completamente necessarie per coprire la domanda, la riserva di autorizzazioni di quote idonee a coprire le importazioni di apparecchiature per la refrigerazione, il condizionamento dell’aria e le pompe di calore nell’ambito della riduzione graduale degli HFC ha continuato a crescere. L’attuale dimensione della riserva rappresenta circa sette volte la quantità di tali apparecchiature importate nel 2020 o il 111% della quantità massima di HFC dell’UE nel 2021.

Rimane comunque il problema dell’importazione illegale di F-gas in UE che comprometterebbe i dati sulla loro effettiva riduzione, come aveva denunciato un Rapporto dell’Environmental Investigation Agency (EIA) secondo cui HFC non contingentati entrerebbero nell’UE direttamente dalla Cina passando dalla Russia, Ucraina, Turchia e Albania, e i principali punti di ingresso e hotspot dell’UE sarebbero BulgariaCroaziaDanimarcaGreciaItaliaLettoniaPolonia e Malta.

Le importazioni illegali di HFC al di fuori del sistema di rendicontazione e conformità ai sensi del Regolamento sui gas fluorurati continuano ad essere denunciate – riconosce l’AEA – ma non possono essere considerate quantitativamente in questo briefing”.

Se in UE i gas fluorurati continuano a diminuire, in Italia nel 2019 hanno rappresentato il 4,4% delle emissioni in termini di CO2 eq. e gli HFC sono aumentati tra il 1990 e il 2019, da 0,4 a 16,8 milioni di tonnellate di CO2eq, come ha osservato Legambiente che proprio oggi nel corso della seconda giornata del Forum Qualenergia (Roma, 2-3 dicembre 2021) nell’ambito della sessione dedicata a “La decarbonizzazione dei nuovi sistemi di climatizzazione e refrigerazione” ha diffuso il DossierRinfreschiamoci senza riscaldare il Pianeta 4.0”.
Nell’ambito delle emissioni dovute alla refrigerazione e all’aria condizionata – vi si legge – l’Italia risulta essere il paese che maggiormente contribuisce a livello europeo alle emissioni da queste fonti, con ben il 17%, seguita da Francia (16), Regno Unito (12) e Germania (10) […] Questo è legato molto probabilmente anche alla manutenzione di impianti datati presenti in moltissimi esercizi commerciali, che utilizzano refrigeranti altamente clima-impattanti e che ne disperdono in ambiente il 12-15% all’anno a causa delle perdite in esercizio“.  

Foto di copertina: Isaac Benhesed su Unsplash

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