Clima Meteorologia

Eventi meteorologici estremi: l’EASAC conferma la maggior frequenza

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L’European Academies Science Advisory Council (EASAC), organismo che raggruppa 27 accademie nazionali della scienza europee (l’Italia è rappresentata dall’Accademia Nazionale dei Lincei) e che si pone l’obiettivo di fornire informazioni indipendenti alla politica su argomenti di carattere scientifico che abbiano delle ripercussioni sociali, ha pubblicato il Rapporto “Extreme weather events in Europe Preparing for climate change adaptation: an update on EASAC’s 2013 study” .

Come sottolinea il titolo, si tratta di un aggiornamento di un precedente Rapporto pubblicato quasi 5 anni fa che aveva analizzato le tendenze degli eventi meteorologici estremi sul vecchio Continente, alla luce dell’intensificarsi dei fenomeni negli ultimi anni e degli studi scientifici più recenti in merito.

Sotto l’egida dell’Accademia norvegese di Scienze e Lettere dell’Istituto Meteorologico norvegese, i membri del gruppo originario di esperti hanno aggiornato alcune delle statistiche su cui si basava la relazione precedente, in particolari i fenomeni di aumento delle temperature estreme, sia di caldo che di freddo, l’intensità delle precipitazioni e la loro concentrazione, i periodi di prolungata siccità, la circolazione dei venti, il verificarsi di tempeste e mareggiate.

Analizzare gli eventi meteorologici estremi è operazione complicato in quanto non si dispone di una riserva inesauribile di dati sul clima – osserva l’EASAC – Le tendenze osservate su dati di breve durata possono essere abbandonate quando nuove osservazioni diventano disponibili. Tuttavia, il Rapporto aggiornato conferma il consenso sulle tendenze emerse nello studio del 2013 sull’aumento delle inondazioni e di altri fenomeni di dissesto idrogeologico in Europa dal 1980. I cambiamenti nel corso dei ultimi 36 anni sono impressionanti: a livello globale, con un quadruplo di eventi idrologici estremi; un raddoppio dei casi di venti e tempeste di intensità elevata e aumento di fenomeni quali temperature estreme, prolungate siccità e incendi boschivi sono evidenti”.

Tra gli aggiornamenti più evidenti dei fenomeni che sono direttamente collegati agli eventi estremi, ci sono:
– l’indebolimento dei processi che concorrono alla formazione e alla direzione della Corrente del Golfo (Atlantic Meridional Overturning Circulation) per effetto del fenomeno di riscaldamento delle acque dell’Atlantico settentrionale, anche se il dibattito scientifico sull’argomento è tuttora in corso;
– l’indebolimento delle correnti a getto che determina il riscaldamento della zona Artica e gli eventi di freddo estremo invernale che colpiscono l’Europa e il Nord America.

L’aumento della frequenza degli eventi meteorologici estremi comporta un conseguente incremento dei danni, per cui l’EASAC ribadisce la necessità di adottare idonee misure preventive di adattamento.
L’adattamento e la mitigazione dovrebbero rimanere i ‘capisaldi’ della lotta ai cambiamenti climatici – ha affermato il Direttore del Programma Ambiente dell’EASAC, Michael Norton – Questo aggiornamento è tempestivo dal momento che la Commissione Europea dovrebbe rilasciare la valutazione della sua strategia climatica quest’anno”.

Il Rapporto dell’EASAC si conclude con una serie di Raccomandazioni per rafforzare la capacità dell’Unione Europea e dei policy maker di rispondere alle minacce create dai cambiamenti climatici.

 Informazione: un adattamento efficace ed economicamente efficiente dipende soprattutto dalle informazioni su come il futuro riscaldamento globale influenzerà tutti i fenomeni meteorologici, per cui si sottolinea l’importanza di finanziare ulteriori ricerche climatiche.

– Ondate di calore: dobbiamo prepararci per ridurre le morti registrate negli anni passati e favorire sui fattori che influenzano la salute durante questo tipo di eventi.

– Difesa dalle alluvioni e preallarme: dovrebbero essere condivise le buone pratiche in materia di preparazione alle inondazioni e di zonizzazione per la difesa dalle inondazioni in tutta Europa, come pure ai rischi di mareggiate forti in alcune zone costiere.

– Agricoltura: i fenomeni meteorologici estremi anno effetti importanti sul settore agricolo e le potenziali misure per aumentare la resilienza dovrebbero essere prodotte e applicate attraverso strategie di adattamento nazionali o regionali.

– Continuare a monitorare lo stato del clima e dell’ambiente per sostenere la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.

 

In copertina: L’uragano Ophelia, declassato a tempesta extra-tropicale, si abbatte sulle coste delle Isole Britaniche nell’ottobre 2017

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