2 Dicembre 2021
Risorse e rifiuti Sostenibilità

Earth Overshoot Day 2020: l’effetto Covid-19 lo ritarda al 22 agosto

Il diffondersi della pandemia ha ridotto l’impronta ecologica mondiale facendo retrocedere di oltre 3 settimane l’Earth Overshoot Day rispetto al 2019, dimostrando come sia possibile modificare lo stile di vita e i livelli di consumo delle risorse ecologiche. Tuttavia, la vera sostenibilità che permette a tutti di prosperare sulla Terra, può essere raggiunta tramite l’intelligenza e la programmazione, non il disastro.

Negli ultimi anni in questo periodo postavamo gli articoli dedicati all’Earth Overshoot Day ovvero al giorno in cui l’umanità ha consumato tutte le risorse biologiche che gli ecosistemi naturali possono rinnovare nel corso dell’intero anno ed entra in debito ecologico (finora è stato utilizzato il 60% in più di quanto il nostro Pianeta possa rinnovare le risorse): è come se utilizzassimo le risorse di 1,6 pianeti Terra.

Quest’anno, la pandemia di Covid-19 e il lockdown imposto nella maggior parte dei Paesi per il suo contenimento e soppressione,hanno avuto delle notevoli ripercussioni sull’impronta ecologica di ogni Paese e, quindi, sull’effettiva data dell’Overshoot Day.

Secondo il Rapporto 2020 del Global Footprint Network, l’Organizzazione di ricerca internazionale che calcola il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra sulla base dell’indicatore ambientale “impronta ecologica” che misura la domanda mondiale di risorse, confrontandola con la biocapacità della Terra di rigenerarle in un anno, per la prima volta la data, anziché anticipare di qualche giorno rispetto all’anno precedente come è sempre avvenuto finora (nel 2019 è caduto il 29 luglio e nel 2018 il 1° agosto), viene ritardata al 22 Agosto, riflettendo una riduzione del 9,3% dell’Impronta Ecologica dell’umanità tra il 1° gennaio e l’Earth Overshoot Day, rispetto all’anno precedente.

Mentre per la data dell’Oveshoot Day di ogni singolo Paese, non essendo ancora possibile stabilire quanto dureranno le misure in atto e il momento e modalità della ripresa, si è deciso di mantenere le date inserite in National Footprint and Biocapacity Accounts edizione 2019.

Pertanto per l’Italia l’Overshoot Day è stato confermato al 14 maggio (un giornoprima di quello del 2019, essendo il 2020 anno bisestile).

Il risultato del 2020 è la conseguenza delle misure di contenimento messe in atto in tutto il mondo in risposta alla pandemia. La riduzione della raccolta di legname e delle emissioni di CO2 da combustibili fossili sono i due principali fattori alla base dell’inversione storica del trend di lungo periodo dell’Impronta Ecologica globale

Per determinare l’impatto della pandemia sull’impronta dovuta alle emissioni di carbonio, diminuita del 14.5%,  il periodo dal 1° di gennaio all’Earth Overshoot Day è stato diviso in 3 segmenti:
gennaio-marzo, per il quale l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha già rilasciato un’analisi sulla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni;
aprile-maggio, il periodo in cui le misure di contenimento in tutto il mondo sono state più severe;
– giugno-Earth Overshoot Day, durante il quale è previsto un graduale alleggerimento delle politiche di confinamento nella maggior parte dei Paesi colpiti dalla pandemia.

L’Impronta dovuta al consumo di prodotti forestali, diminuita dell’8.4%, è fortemente influenzata dalle previsioni della domanda di legname che, a loro volta, determinano il raccolto forestale. Sebbene le costruzioni siano proseguite durante la pandemia, l’industria forestale ha previsto un calo della domanda prossima futura, optando quindi per una rapida riduzione nella raccolta del legname.

Il sistema alimentare mondiale ha subito gravi disturbi, quali la sospensione temporanea dei servizi alimentari e l’impossibilità per i lavoratori agricoli migranti di attraversare le frontiere. Dalla fattoria alla tavola, la rete di distribuzione è stata compromessa in molti punti, andando ad aumentare al contempo sia gli sprechi alimentari che la malnutrizione. Ciononostante, l’Impronta alimentare complessiva sembra non essere stata influenzata particolarmente dalla pandemia di Covid-19.

Tuttavia, osserva il Global Footprint Network, questa improvvisa e inaspettata riduzione dell’Impronta Ecologica non deve essere interpretata come un’inversione di tendenza intenzionale, necessaria a raggiungere sia l’equilibrio ecologico che il benessere delle popolazioni, due componenti inestricabili dello sviluppo sostenibile.

Il Global Footprint Network sostiene la visione di un mondo in cui l’umanità operi nel rispetto del budget ecologico del nostro pianeta, spinta da un reale e consapevole atto di volontà e programmazione strategica, e non determinata da una crisi mondiale, in modo che tutti prosperino nei limiti della Terra.

L’umanità si è trovata unita dalla comune esperienza della pandemia, realizzando quanto le nostre vite siano interconnesse – ha affermato Laurel Hanscom, Amministratore delegato del Global Footprint Network – Tuttavia, non possiamo ignorare la profonda disuguaglianza delle nostre società né le tensioni sociali, economiche e politiche che sono state esacerbate da questo disastro globale. Mettere il concetto di rigenerazione delle risorse da parte del Pianeta al centro dei nostri sforzi di ricostruzione e recupero può aiutare a correggere sia gli squilibri nella società umana che nel nostro rapporto con il Pianeta”.

L’Earth Overshoot Day 2020 offre l’opportunità senza precedenti di riflettere sul futuro che vogliamo creare, sottolinea il Global Footprint Network. Gli sforzi compiuti in tutto il mondo per rispondere al Covid-19 hanno dimostrato come sia possibile modificare lo stile di vita e i livelli di consumo delle risorse ecologiche in un breve lasso di tempo. Man mano che emergiamo dalla crisi della salute pubblica e rivolgiamo la nostra attenzione alla ricostruzione dell’economia e delle nostre società, quelle strategie di sviluppo basate sulla sicurezza delle risorse e sulla ricerca della prosperità in armonia con il budget ecologico del Pianeta avranno molte più probabilità di produrre quei risultati positivi (ovvero sostenibili) che i decisori cercano.

Possiamo già trarre alcuni importanti insegnamenti dalla nostra esperienza collettiva di pandemia globale:
quando la vita umana viene messa al primo posto, i Governi sono in grado di muoversi rapidamente, sia in termini di regolamentazioni che di spesa;
l’umanità è un corpo unico e siamo più forti quando siamo uniti;
le imprese e i singoli individui possono efficacemente allinearsi e collaborare per perseguire un obiettivo comune, soprattutto quando riconoscono che le loro vite, e quelle di chi amano, sono a rischio;
le azioni richieste per proteggere noi stessi, le nostre case e le nostre comunità, proteggono anche gli altri; le decisioni prese a tutti i livelli hanno ramificazioni che vanno ben oltre la rete di influenza immediata.

Ormai siamo testimoni di ciò che può fare l’umanità nel perseguire un obiettivo comune.
Quale obiettivo comune può essere più importante del nostro successo a lungo termine nell’operare rimanendo entro i limiti del nostro Pianeta?”, conclude il Comunicato del Global Network Footprint.

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