Energia

Decarbonizzazione: Italia lontana dagli obiettivi 2030

La IV edizione di “Zero Carbon Policy Agenda 2025” di E&S Group per la decarbonizzazione del sistema energetico-economico dell’Italia evidenzia che il progresso degli ultimi anni non è in linea con la traiettoria per rispettare gli obiettivi europei e che per evitare il loro mancato raggiungimento c’è bisogno di uno sforzo più intenso rispetto a quanto fatto finora.

Il progresso degli ultimi anni nel processo di decarbonizzazione dell’Italia non è in linea con la traiettoria per rispettare gli obiettivi europei. È necessario accelerare per evitare il loro mancato raggiungimento. Infatti, il gap da colmare, in termini di energia rinnovabile, efficienza energetica o riduzione delle emissioni, richiede uno sforzo più intenso rispetto a quanto fatto finora.

Lo evidenzia ilRapporto“Zero Carbon Policy Agenda 2025”,elaborato dall’Energy&Strategy Group(E&S) dellaSchool of Management del Politecnico di Milano,e presentato il 23 settembre 2025nel corso dell’evento“Zero Carbon Policy Agenda. Il Decalogo di policy a supporto della transizione energetica del Paese”, a cui hanno partecipato le aziende partner della ricerca.

I dati sulle emissioni mostrano un calo complessivo pari al –28,7% rispetto al 1990 e al –37,6% rispetto al 2005. Tuttavia, questo risultato va letto con cautela. L’Italia, infatti, ha registrato nello stesso periodouna crescita del PIL nominale nettamente inferiore alla media europea (+46% contro +63%), e ciò significa che la riduzione dell’intensità emissiva dell’economia nazionale è dovuta solo in parte a reali guadagni di efficienza energetica e produttiva.In larga misura, il trend riflette piuttosto una crescita più contenuta e la crisi di alcuni comparti industriali energivori.Nell’ultimo anno lariduzione è stata pari a 11 MtCO2eq: un dato che conferma la costanza del calo, ma anchela lentezza di un processo che non appare sufficiente a garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2030.

Nel 2024 sono statiinvestiti circa 101 miliardi di euro (-28 miliardi rispetto al 2023)nei10 pilastri della decarbonizzazioneindividuati dal report: rinnovabili, efficienza energetica, infrastrutture di rete, mobilità sostenibile, comunità energetiche, economia circolare, mercati del carbonio, CCUS, nucleare e misure trasversali.

“Cento miliardi di euro sono un impegno finanziario enorme, tuttavia è evidente il rallentamento soprattutto in settori chiave come l’economia circolare e la mobilità elettrica, e il Pnrr, che aveva alimentato una prima fase di crescita, mostra segni di esaurimento, anche per le difficoltà di implementazione– ha osservatoDavide Chiaroni, Vicedirettore di E&S Group e Responsabile del report– L’Italia ha destinato 79,6 miliardi di euro a interventi di decarbonizzazione su sette pilastri, tra cui rinnovabili, efficienza energetica, infrastrutture di rete e mobilità sostenibile, ma solo il 34% (27 miliardi) risulta effettivamente erogato. La media di avanzamento per pilastro è del 21%, appena in linea con il dato medio complessivo del Pnrr”.

Sul fronte delle riforme, la situazione appare migliore: dei 34 target complessivi distribuiti su 4 pilastri, ben 28 risultano completati, con un avanzamento medio dell’87%. Eppure,questo progresso non basta a garantire il raggiungimento degli obiettivi climatici.

Nel Rapporto si è stimato, per ciascun indicatore chiave della decarbonizzazione, la percentuale di raggiungimento al 2030 degli obiettivi di policy, sulla base della situazione attuale e delle azioni già previste.Ne emerge che nessuno degli obiettivi al 2030 appare realmente raggiungibile, e le proiezioni indicano che solo poco più della metà del gap potrà essere colmato se si proseguirà lungo il percorso delineato dal PNIEC. Questo scenario porta con sé due implicazioni rilevanti: da un lato rischia di alimentare nuovamente il dibattito, mai sopito, sulla realizzabilità e sull’equità dei target ambientali europei; dall’altro, scaricherebbe sul 2050 un carico ancora maggiore, imponendo al Paese un’accelerazione drastica per conseguire la neutralità climatica.

“In base alle proiezioni, i target fissati a fine decennio non sono raggiungibili, ma il gap si può ancora ridurre significativamente permettendo al Paese di rimanere agganciato alla traiettoria europea e non perdere terreno in termini di sviluppo industriale, sicurezza energetica e competitività internazionale– ha dichiaratoVittorio Chiesa, Direttore dell’E&S Group –Il Report intende proprio fornire strumenti concreti e operativi per correggere la rotta,  permettendo al Paese di rimanere agganciato alla traiettoria europea e di non perdere terreno in termini di sviluppo industriale, sicurezza energetica e competitività internazionale».”.

Nel report viene proposta una Policy Agenda ricca e strutturata che raccoglie e sistematizza le proposte elaborate a partire dal confronto con i partner dell’Osservatorio e con esperti di settore, e che, partendo dalle misure già in campo, indichi possibili traiettorie di rafforzamento delle politiche

Sono state definite proposte di policy per tutti i 10 pilastri oggetto dello studio, a loro volta raggruppati secondo3 macro-ambiti:
–Generazione;Include i pilastri “Rinnovabili”, “Comunità Energetiche”, “Infrastrutture di rete” e “Nucleare”.
–Consumi e pilastro trasversale: comprende “Efficienza Energetica”, “Mobilità Sostenibile” e ilpilastro“Trasversale”, dove sono ricondotte tutte le misure non inquadrabili in altri pilastri.
–Riduzione Impatti: Include i pilastri “CCUS”, “Economia Circolare” e “Carbon Market”.

Leleve normativesono inoltre state classificate secondo 3 macro-categorie:
–Misure programmatiche: piani strategici, roadmap, strumenti di coordinamento e indirizzo pubblico.
–Obblighi: vincoli regolatori, target minimi, requisiti tecnici o procedurali.
–Incentivi: contributi pubblici, agevolazioni fiscali, supporto alla domanda/innovazione

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