Il Nuovo Obiettivo Collettivo Quantificato(NCQS),al centro della Conferenza delle Parti di Baku (COP29), dovrà risolvere l’eventuale assorbimento degli altri strumenti finanziari decisi nelle precedenti COP e il “quantum”, su cui c’è grande divario tra quello previsto essere necessario dai Paesi in via di sviluppo (1 trilione di dollari l’anno) e quello che vorrebbero confermare i Paesi ricchi (100 miliardi), affinché si possa evitare anche il rischio del “green swan” ovvero del “cigno nero climatico”, paventato dalla Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS) che ha organizzato la sua annuale Conferenza propria alla vigilia della COP19.
Inizia oggi a Baku (Azerbaigian) la Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC-COP29) che, tra minacce del neo-Presidente degli USA di uscita dall’Accordo di Parigi, defezioni eccellenti come quella della Presidente della Commissione UE e scandali sul ruolo dell’entourage della Presidenza della COP nel facilitare le discussioni per accordi sui combustibili fossili durante la Conferenza, non si apre di certo sotto i migliori auspici.
Come noto i negoziati quest’anno dovranno concentrarsi sul nuovo obiettivo di finanziamento per il clima, chiamatoNew Collective Quantified Goal(NCQG)che dovrebbegarantire la gestione dei cambiamenti climatici e dei suoi disastrosi effetti collaterali, tant’è che gli osservatori hanno già ribattezzato laCOP29 come quella della finanza.
Non casualmente, si è svolta il 9 novembre 2024 la IV Conferenza “Green Swan” di Basilea,co-organizzatadalla Banca dei Regolamenti Internazionali(BIS), dallaBanca del Giappone, dallaBanca di Spagnae dallaRete per rendere più verde il sistema finanziario, dal titolo “Climate change and the real economy”. Il “Cigno verde”, utilizzato dalla BIS, sta ad indicare un “evento potenzialmente distruttivo dal punto di vista finanziario che potrebbe essere alla base della prossima crisi finanziaria sistemica”.
Come il “Cigno nero”, titolo del best-seller di Nassim Nicholas Taleb, da cui è stato tratto in analogia il termine, è l’evento imprevedibile, dall’enorme impatto che determina la ricerca giustificativa della sua comparsa, analogamente il “Cigno verde” ovvero il “cigno nero climatico”, presenta analoghe caratteristiche:è in generale di grande impatto sull’opinione pubblica, è caratterizzato da profonda incertezza e assenza di linearità, non si rinviene nel passato elementi che lascino intravedere la possibilità che accada, ma non si può escludere che abbia conseguenze pesanti.
Intervenendo all’evento di chiusura“Rischio climatico, adattamento e mitigazione: cosa pensano le banche centrali dei loro effetti economici?”, la Presidente della Banca Centrale Europea (BCE),Christine Lagardeha sottolineato che “i cambiamenti climatici avranno un impatto enorme, con interconnessione tra le conseguenze dei cambiamenti climatici che riguardano catastrofi naturali e demografia, la digitalizzazione e l’aspetto geopolitico. Al momento siamo 8 miliardi di persone, in base alle stime nei prossimi anni ci saranno altri 2 miliardi di persone e così entro il 2050 la popolazione sarà in doppia cifra. Secondo alcuni studi la gente non potrà più vivere nei posti maggiorente colpiti dai cambiamenti climatici, ad esempio per mancanza di acqua o perché aumenterà il livello del mare”.
Tuttavia, come si è visto nelle ultime COP,l’aspetto finanziario è risultato il più spinoso e dirimente per i negoziatie quantunque siano stati assunti impegni, come ilClimate Fundda 100 miliardi di dollari all’anno quale sostegno economico che i Paesi industrializzati dovevano garantire ai Paesi poveri nel periodo 2020-2025, a tutt’oggi non sono stati onorati pienamente, come la promessa di raddoppiare i finanziamenti per l’adattamento, pur in aumento, non sono stati all’altezza delle necessità, come ha rilevato il recente “Adaptation Gap Report” dell’UNEP, mentre ilLoss&Damage(Perdite e danni) che deve risarcire i Paesi in via di sviluppo colpiti dai cambiamenti climatici si basa sui contributivolontari dei Paesi ricchi.
Il NCQG sostituirà il precedente obiettivo finanziario, includendo anche il Fondo Loss & Damage?
Non pare che i Paesi ricchi siano favorevoli a questa soluzione, anche se sarebbe quella in grado di garantire i finanziamenti ai Paesi poveri e vulnerabili per decarbonizzare le loro economie e affrontare con mezzi adeguati i disastrosi effetti dei cambiamenti climatici.
E se concordato, a quanto dovrebbe ammontare il NCQG?
I Paesi ricchi sono intenzionati a confermarei 100 miliardi di dollari, includendo tutte le forme di finanziamento, non solo pubbliche ma anche quelle private, mentre ilLike-Minded Group of Developing Countries (LMDC), un gruppo di Paesi in via di sviluppo organizzato come un blocco di negoziatori che rappresentano oltre il 50% della popolazione mondiale, l’obiettivo dovrebbe essere dovrebbe essere ambizioso, passandoda miliardi ad almeno 1 trilione di dollari all’anno mobilitati dai Paesi sviluppati per soddisfare le esigenze attuali e quelle in evoluzione dei Paesi in via di sviluppo. Vedremo come questi aspetti verranno affrontati e quali decisioni saranno prese nel corso della COP29.
Lafinanza è la base per un piano di gestione dei cambiamenti climatici e dei suoi disastrosi effettiedalla finanza dipende il conseguimento dell’obiettivo concordato al 2030 di triplicare le fonti rinnovabili e di raddoppiare l’efficienza energetica. Resta il fatto che per la terza volta consecutiva la COP viene ospitata da un Paese che fa dellosfruttamento di petrolio e gas uno dei caposaldi della sua economiamentreproseguono ininterrottamente i flussi di denaro della finanzaper nuovi progetti estrattivi.
“È la finanza, bellezza, la finanza, e tu non puoi farci niente, niente”, parafrasando la celebre frase diHumphrey Bogart, originariamente riferita alla stampa, pronunciata nel film “L’ultima minaccia” (1952) diRichard Brooks.
