All’incontro di alto livello di New York “Roadmap to Mission 1.5”, organizzato dalla Troika, ovvero dalle Presidenze delle Conferenze delle Parti (COP) della Convenzione ONU sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) degli Emirati Arabi Uniti (COP28), dell’Azerbaigian (COP29) e del Brasile (COP30), i Paesi sono stati sollecitati a presentare per il terzo round di NDC (i contributi determinati a livello nazionale) piani d’azione per il clima “trasformativi” che mantengano a portata di mano l’obiettivo di riscaldamento a 1,5°C e stimolino una crescita socioeconomica sostenibile. Tuttavia, un’analisi di Oil Change International rivela che i 3 Paesi della Troika stanno aumentando la loro produzione di combustibili fossili, tanto da diventare al 2035 nell’insieme il 4° produttore mondiale, minando la credibilità del loro impegno a raggiungere l’obiettivo. I“Dieci test” per un piano climatico a 1,5 °C credibile, lanciati da un gruppo di 20 importanti organizzazioni della società civile.
Il 26 settembre 2024 allaClimate Week di New York, il più grande evento annuale sul clima nel suo genere, che si svolge in parallelo al Summit sul Clima dell’ONU, laTroika della Conferenza delle Parti (COP) dell’UNFCCC, una collaborazione decisa alla COP28 di Dubai costituita dalle Presidenze degli Emirati Arabi Uniti (COP28), dell’Azerbaigian (COP29) e del Brasile (COP30), ha presentato l’incontro di alto livello dal titolo “Roadmap to Mission 1.5: guidare la prossima generazione di azioni e ambizioni per il clima”.
La missione della Troika è di mantenere vivo l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale entro 1.5 °C e di assicurare che lo“storico” impegnoassunto dalle Parti alla COP28 di Dubai di abbandonare i combustibili fossili, di triplicare la capacità di utilizzare energie rinnovabili e raddoppiare l’efficienza energetica entro il 2030 sia mantenuto.
Nel corso dell’evento, il Presidente della COP28Sultan Jaberha sottolineato che I contributi determinati a livello nazionale (NDC) non dovrebbero essere visti come un “peso”, ma come piattaforme per nuovi flussi di crescita, posti di lavoro verdi e un futuro pulito, in grado di sfruttare i tre megatrend della transizione energetica, dell’ascesa dell’intelligenza artificiale e dell’espansione dei mercati emergenti e del Sud del mondo.
Jaber, secondo quanto emerge dalComunicato stampaha invitato le Parti a presentare un terzo round di NDC che “rispondano all’urgenza del momento” e che rappresentino un “piano di risposta globale” al “Consensus” degli Emirati Arabi Uniti. Jaber ha esortato le Parti a presentare “NDC trasformativi supportati da investimenti seri” prima della scadenza prevista a febbraio 2025, come faranno gli Emirati Arabi Uniti che presenteranno ufficialmente il loro terzo NDC prima della COP29 in Azerbaigian a novembre. Il nuovo NDC degli Emirati Arabi Uniti riguarderà tutti i gas serra e tutti i settori dell’economia, tra cui energia, industria, trasporti e rifiuti. Il Presidente della COP28 ha sottolineato, inoltre, l’importanza di trovare un consenso su un nuovo obiettivo collettivo quantificato sulla finanza alla COP29, per garantire che i finanziamenti siano destinati laddove sono più necessari.
Alla vigilia della riunione, la diffusione di un’analisicondotta sui datiRystad EnergydaOil Change International, un’organizzazione di ricerca, comunicazione e advocacy statunitense, focalizzata sulla denuncia dei veri costi dei combustibili fossili e sulla facilitazione della transizione in corso verso l’energia pulita, lascia spazio a forti preoccupazioni sugli sforzi della Troika per raggiungere Mission 1.5.
Secondo Oil Change International, gliEmirati Arabi Uniti e il Brasile sono sulla buona strada per aumentare la produzione combinata di petrolio e gas rispettivamente del 37% e del 38% entro il 2035, mentre l’Azerbaijan, che ospiterà la COP29 di Baku a novembre, dovrebbe vedere un aumento della produzione del 4%,contraddicendo l’impegno a guidare gli sforzi globali per un’azione più incisiva sul clima. Nell’insieme,i 3 paesi che rappresentano la precedente, l’attuale e la futura presidenza della COP sarebbero il 4° produttore mondiale di petrolio e gas.
“Assistiamo a un preoccupante caso di dissonanza cognitiva, con le presidenze della COP che si sono impegnate a fornire piani climatici nazionali (NDC) in linea con la scienza, ignorando che i piani climatici allineati a 1,5°C significano nessun nuovo combustibile fossile. In un momento di grave urgenza climatica, la Troika della COP non riesce a fornire la leadership e la chiarezza necessarie per aumentare l’ambizione climatica– ha dichiaratoRomain Ioualalen, Global Policy Manager di Oil Change International–Mentre è positivo vedere appelli alle Parti per adeguarsi all’urgenza della crisi climatica e agire insieme per fornire NDC che mantengano 1,5 °C a portata di mano, la Troika finge di ignorare una semplice realtà: non sarà possibile senza una fine immediata all’espansione dei combustibili fossili.Tenere aperta la porta a nuovi progetti sui combustibili fossili e al contempo promuovere l’ambizione di presentare piani climatici nazionali in linea con le ultime scoperte scientifiche crea un precedente pericoloso per le altre nazioni, indebolendo gli sforzi globali per affrontare il cambiamento climatico.Lo scenario 1,5 °C dell’IEA richiede una riduzione del 43% della produzione di petrolio e gas entro il 2035 a livello globale. Mentre la maggior parte dell’espansione dei combustibili fossili sta avvenendo nei paesi del Nord del mondo che hanno la responsabilità di eliminare gradualmente più rapidamente e fornire finanziamenti a condizioni eque, i paesi della Troika non dovrebbero avere un lasciapassare per i loro pericolosi piani di espansione dei combustibili fossili. In quanto principali produttori di combustibili fossili e custodi del limite di temperatura di 1,5 °C, la Trojka dovrebbe guidare una conversazione globale su come i produttori possono usare i loro NDC per districare le loro economie dai combustibili fossili, invece di raddoppiare l’espansione. La Trojka non può avere entrambe le cose. È tempo di scegliere: espansione dei combustibili fossili o un futuro vivibile. Il mondo sta guardando”.
“Dieci test” per un piano climatico a 1,5 °C
Sempre il 26 settembre, un gruppo di20 importanti organizzazioni della società civile, tra cui il think tank italianoECCO, ha pubblicato unalettera apertache delinea “dieci test essenziali”per determinare se i piani dei paesi soddisfano l’obiettivo di 1,5 °C.
1.Esiste un impegno esplicito per porre fine all’espansione dei combustibili fossili e promuovere una giusta transizione economica?
2. Esiste un obiettivo ambizioso di riduzione dei gas serra allineato a 1,5 °C?
3. NDC include obiettivi specifici per l’intera economia e per settori?
4. Il piano include azioni più incisive per aiutare a proteggere le comunità dagli impatti climatici?
5. Il piano è allineato con l’obiettivo globale di triplicare la capacità di energia rinnovabile e raddoppiare l’efficienza energetica entro il 2030?
6. Il piano è trasparente, dettagliato e privo di parametri ingannevoli?
7. Gli obiettivi sono supportati da una forte politica governativa?
8. I governi si sono impegnati ad aumentare significativamente la finanza per il clima?
9. Il piano include misure per proteggere e ripristinare gli ecosistemi?
10. NDC affronta in modo esaustivo i sistemi alimentari?
“Affermare di essere leader sul clima mentre si continua a espandere la produzione di petrolio, gas e carbone è indifendibile a questo punto– ha dichiaratoNatalie Jones, consulente politico presso l’International Institute for Sustainable Development(IISD), una delle organizzazioni redattrici della lettera –I governi hanno bisogno di un piano per ridurre la dipendenza dalla produzione di combustibili fossili“.

Foto di copertina: Fonte COP28 UAE
