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“Cigni verdi”: rischi climatici driver della prossima crisi finanziaria?

Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS), i “cigni verdi” ovvero i “cigni neri” climatici potrebbero un giorno materializzarsi, mettendo in pericolo l’umanità più delle crisi finanziarie, con reazioni a catena ancora più complesse e imprevedibili.

di Fabio Bastianelli

La Banca dei Regolamenti Internazionali (acronimo inglese BIS)  che a sede a Basilea, in collaborazione con  Banque de France ha presentato il 21 gennaio 2020 il report The green swan. Central banking and financial stability in the age of climate change”, che sottolinea la crescente preoccupazione delle banche centrali in merito ai rischi per il sistema finanziario derivanti dai cambiamenti climatici.

Nel suo libro best-seller del 2007 “The Black Swan: The Impact of Highly Improbable”, pubblicato in Italia con il titolo “Il cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita”, il saggista ed epistemologo Nassim Nicholas Taleb considera il cigno nero come evento altamente improbabile con tre caratteristiche principali:
è imprevedibile;
ha un enorme impatto;
determina la ricerca giustificativa della sua comparsa.

Quando gli europei raggiunsero l’Australia osservarono con stupore dei cigni neri, dopo aver per tanto tempo creduto, sulla base di prove empiriche, che tutti i cigni fossero bianchi. L’evento dimostra che la conoscenza basata sull’ esperienza e osservazione è limitata: è sufficiente un “black swan event”per invalidare una convinzione millenaria.

Tuttavia, per Taleb la maggior parte delle persone cerca di ignorare i “cigni neri”, perché fa più comodo vedere il mondo come qualcosa di strutturato, ordinato e comprensibile.

Secondo gli autori di “The green swan”, i “cigni verde” ovvero i “cigni neri climatici“, presentano molte caratteristiche del “cigno nero”. Sono in generale di grande impatto sull’opinione pubblica, sono caratterizzati da profonda incertezza e assenza di linearità, non si rinviene nel passato elementi che lascino intravedere la possibilità che accadano, ma non si può escludere che abbiano conseguenze pesanti.

I cambiamenti climatici pongono nuove sfide alle banche centrali, ai regolatori e alle autorità di vigilanza – scrivono gli autori – Questo libro esamina i modi per affrontare questi nuovi rischi nell’ambito del mandato di stabilità finanziaria delle banche centraliTuttavia, l’integrazione dell’analisi dei rischi legati al clima nel monitoraggio della stabilità finanziaria è particolarmente difficile a causa della radicale incertezza associata a un fenomeno fisico, sociale ed economico che è in continua evoluzione e comporta dinamiche complesse e reazioni a catena. Le tradizionali valutazioni dei rischi costruite guardando al passato e i modelli climatici esistenti non possono prevedere in modo sufficientemente preciso la forma che assumeranno i rischi correlati al clima. Tra questi ci sono quelli che chiamiamo rischi del “cigno verde”: eventi potenzialmente distruttivi dal punto di vista finanziario che potrebbero essere alla base della prossima crisi finanziaria sistemica”.

Rispetto ai “cigni neri”, i “cigni verdi” avrebbero la peculiarità che se si prosegue business-as-ususl un giorno i rischi dei cambiamenti climatici si materializzeranno, mettendo in pericolo l’umanità più delle crisi finanziarie, con reazioni a catena ancora più complesse e imprevedibili.

Le banche centrali hanno un ruolo da svolgere per evitare un simile risultato, anche cercando di migliorare la loro comprensione dei rischi legati al clima attraverso lo sviluppo di analisi previsionali basate su scenari, anche se non possono mitigare da sole i cambiamenti climatici. Questo complesso problema presuppone azioni collettive e di coordinamento tra molti attori tra cui governi, settore privato, società civile e comunità internazionale. Le banche centrali possono quindi svolgere un ruolo aggiuntivo nel contribuire a coordinare le misure per combattere i cambiamenti climatici, tra cui le politiche di mitigazione del clima come la tariffazione del carbonio, l’integrazione della sostenibilità nelle pratiche finanziarie e nei quadri contabili, la ricerca di opportuni mix di politiche e lo sviluppo di nuovi meccanismi finanziari a livello internazionale. Tutte queste azioni saranno complesse da coordinare e potrebbero avere conseguenze redistributive significative che dovrebbero essere adeguatamente gestite, ma che sono essenziali per preservare la stabilità finanziaria (e dei prezzi) a lungo termine nell’era dei cambiamenti climatici. “La dura realtà è che stiamo perdendo la lotta ai cambiamenti climatici – ha scritto nell’Introduzione il Governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de GalhauSe le banche centrali devono preservare la stabilità finanziaria e dei prezzi nell’era dei cambiamenti climatici, è nel loro interesse aiutare a mobilitare tutte le forze necessarie per vincere questa battaglia.

La presentazione del libro è avvenuta nello stesso giorno di apertura del World Economic Forum (Davos, 21-24 gennaio 2020) dove erano riuniti molti Governatori delle Banche Centrali e CEO di Banche private, Fondi di Investimento e di Assicurazioni che, nonostante i rischi dei “cigni verdi”, continuano a finanziare le major delle fonti fossili, come ha documentato il Rapporto di Greenpeace rilasciato nell’occasione, e lo stesso “Global Risks Report 2020” del WEF avesse indicato nei rischi ambientali (eventi meteorologici estremi; fallimento delle politiche di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici; catastrofi naturali; perdita di biodiversità; danni ambientali dovuti all’uomo) i possibili eventi che potrebbero accadere nei prossimi 10 anni, con gravi ripercussioni socio-economiche.

Qualche giorno dopo, sempre al WEF di Davos, il McKinsey Global Institute ha presentato un altro Rapporto che evidenziava come il rischio climatico fisico avrà forti ripercussioni su mercati finanziari, imprese, paesi e individui, e come debba essere preso in considerazione da assicuratori, investitori, istituti di credito, governi, autorità di regolamentazione, società non finanziarie, nell’assumere decisioni strategiche.

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