Circular economy

Circularity Gap Report 2025: il tasso di riciclabilità è sceso al 6,9%

Il nuovo Circularity Gap Report 2025, evidenzia che nonostante la correlazione tra consumo di materiali ed emissioni di gas serra mostri la necessità di evitare sprechi di risorse, solo il 6,9% dei 106 miliardi di tonnellate di materiali utilizzati annualmente dall’economia globale proviene da fonti riciclate, con un calo di 2,2 punti percentuali dal 2015.

Nonostante il consumo globale di materiali stia superando la crescita demografica e generando più rifiuti di quanti i sistemi di riciclo possano gestire, solo il 6,9% dei 106 miliardi di tonnellate di materiali utilizzati annualmente dall’economia globale proviene da fonti riciclate, sottolineando la necessità di obiettivi globali per l’economia circolare, di una trasformazione a livello di sistema e di una collaborazione multilaterale. 

L’amara constatazione giunge dal Rapporto “The Circularity Gap Report 2025”(CGR) pubblicato il 13 maggio 2025 da Circle Economy Foundation, organizzazione internazionale di oltre 60 esperti con competenze in dati, digitale, ecologia industriale, sociologia ed economia, che mira a guidare una transizione circolare che offra benefici ambientali, economici e sociali, in collaborazione conDeloitte Global, tra le più grandi realtà nei servizi professionali alle imprese .

Il Rapporto che fornisce una metrica annuale della circolarità globale, misurando lo stato dell’economia mondiale e identificando le leve chiave per la transizione verso la circolarità globale, trae motivo della sua redazione dall’Emission Gap Reportche monitora ogni anno gli impegni politici assunti dai Paesi per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi. Così come il Rapporto dell’UNEP calcola la discrepanza tra le emissioni emesse e quelle necessarie per cogliere l’obiettivo di 1,5 °C, il Rapporto di Circle Economy Foundation calcola il divario tra i quantitativi di materiali “buttati” e quelli che sarebbe necessario riutilizzare per contrastare il riscaldamento globale.

Secondo quanto riportato nel Circularity Gap Report 2025, dal sottotitolo “Un’economia circolare per vivere entro i limiti sicuri del Pianeta”, soloil 6,9% dei 106 miliardi di tonnellate di materiali utilizzati annualmente dall’economia globale proviene da fonti riciclate, con un calo di 2,2 punti percentuali dal 2015.

Per la prima volta, il CGR analizza come i materiali che entrano, si accumulino e defluiscano dall’economia globale, contribuendo od ostacolino un’economia circolare, al fine di fornire una valutazione completa dello stato attuale e una serie iniziale di obiettivi proposti per contribuire a ridurre il consumo di materiali e aumentare la circolarità globale. Sfruttando 11 indicatori di circolarità, l’analisi aiuta aindividuare come diverse leve (ad esempio, la sostenibilità agricola e lo sviluppo delle infrastrutture) possano essere attivate per promuovere la circolarità, evidenziando una vasta fonte di potenziale inutilizzato.

‍Insieme al CGR 2025, Circle Economy ha lanciato il CGR® Dashboard, un database che sblocca milioni di punti dati raccolti dall’inizio della pubblicazione dell’annuale rapporto annuale, con l’obiettivo di democratizzare i dati sulla circolarità, consentendo a decisori politici, leader aziendali e fautori del cambiamento in tutto il mondo di prendere decisioni informate.

‍Sebbene l’uso di materiali riciclati sia aumentato di 200 milioni di tonnellate dal 2018 al 2021, il consumo complessivo di materiali è aumentato molto più rapidamente, annullando di fatto questi miglioramenti. Il rapporto invita a ridurre la dipendenza dai materiali verginidando priorità al contenuto riciclato,migliorando l’efficienza delle risorse in tutte le operazionie nelle catene del valoreeprogettando prodotti volti alla longevità attraverso design durevole, riparabilità e modularità.  

‍Se riciclassimo tutti i materiali riciclabili, senza ridurre i consumi, lacircolarità globale potrebbe aumentare dal 6,9% al 25%. Tuttavia, nella pratica, ciò è improbabile, poiché alcuni materiali rimangono troppo difficili o costosi da riciclare. Per questo motivo, il rapporto chiedemisure che riducano il consumo complessivo di materiali e che, al contempo, incrementino gli sforzi di riciclo. 

‍L’attuale sistema di riciclaggio non solo è inadeguato ad affrontare la crisi globale dei rifiuti, ma è anche inefficiente. Ciò rappresenta un’opportunità per i leader aziendali di tutti i settori permigliorare i sistemi di riciclaggio e ridurre al minimo la produzione di rifiuti attraverso principi di progettazione circolare, investire in infrastrutture e tecnologie per migliorare la raccolta dei rifiuti ed esplorare applicazioni ad alto valore aggiunto per i rifiuti. 

‍Inoltre, la maggior parte dei materiali riciclati proviene da rifiuti industriali e di demolizione, mentre i rifiuti domestici svolgono un ruolo minore. Solo il 3,8% di tutti i materiali riciclati proviene da oggetti di uso quotidiano che i singoli consumatori utilizzano e scartano. 

‍”La nostra analisi è chiara: anche in un mondo ideale, non possiamo risolvere la tripla crisi planetaria con il semplice riciclo. Il cambiamento sistemico tanto necessario richiede un cambiamento radicale– ha affermato Ivonne Bojoh, CEO di Circle Economy –Ciò significa liberare il potenziale circolare in settori come gli edifici e le infrastrutture, gestire la biomassa in modo sostenibile e smettere di inviare materiali perfettamente rinnovabili in discarica. Questo cambiamento non avviene al di fuori di noi. Dobbiamo tutti fare scelte diverse, essere audaci e investire per implementare soluzioni circolari lungo tutte le catene del valore”.

‍Il rapporto auspica la definizione di obiettivi globali per l’economia circolare, volti a ridurre l’uso di materiali e la domanda di energia, aumentando al contempo i tassi di riciclo. Questo obiettivo può essere raggiunto promuovendo princìpi di progettazione circolare, ottimizzando la durata di vita di prodotti e componenti esistenti e garantendo chel’uso di materiali riciclati diventi la norma per le aziende di tutti i settori e regioni. 

‍Il Circularity Gap Report evidenzia che i governi hanno l’opportunità di contribuire a definire le condizioni per la circolarità attraverso politiche intelligenti e collaborazioni multilaterali. Definendo una visione chiara e sostenendo iniziative circolari, possono creare condizioni favorevoli alla circolarità. Ciò include lospostamento degli oneri fiscali dal lavoro all’uso dei materiali, il riorientamento dei sussidi dalle attività lineari e il finanziamento di progetti circolari.

‍”I leader aziendali che guardano oltre la conformità e adottano proattivamente una mentalità circolare possono aiutare le loro organizzazioni a sbloccare nuove opportunità di valore e di mercato, ridurre i costi e costruire una resilienza a lungo termine della supply chain– ha sottolineatoDavid Rakowski, partner di Deloitte UK –Il CGR di quest’anno offre ai leader spunti concreti per aiutarli a decidere dove concentrare i propri sforzi in ambito circolare, compiere progressi significativi verso i propri obiettivi di sostenibilità e costruire un’economia globale resiliente che rispetti i limiti del nostro pianeta“.

‍Una solida collaborazione a livello regionale e internazionale, sia nel settore pubblico che in quello privato, sarà fondamentale per affrontare con successo l’uso e la riduzione delle risorse.

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