Dopo i rilevi formulati dalla Corte dei conti europea (ECA) sulla difforme applicazione nelle diverse politiche e misure dell’UE del principio “chi inquina paga”, sollecitandone il rafforzamento nella legislazione ambientale, la Commissione UE ha avviato una pubblica consultazione i cui risultati confluiranno in una Raccomandazione su come attuare meglio il principio “chi inquina paga”, come annunciato nel Piano d’azione inquinamento zero.
La Commissione UE ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere i pareri dei cittadini e delle parti interessate sull’attuazione del principio “chi inquina paga” nell’Unione europea. La Commissione userà le informazioni per valutare se le politiche europee e nazionali siano sufficienti a garantire che chi inquina sostenga i costi delle misure di prevenzione, controllo e riparazione dell’inquinamento.
“La politica dell’Unione in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela, tenendo conto della diversità delle situazioni nelle varie regioni dell’Unione. Essa è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all’ambiente, nonché sul principio ‘chi inquina paga’” (Art. 191, paragrafo 2 delTrattato sul funzionamento dell’Unione).
Il principio implica chechi inquina debba pagare per l’inquinamento che provoca, creando un incentivo per evitare di danneggiare l’ambiente alla fonte e ritenendolo responsabile. La sua effettiva attuazione è essenziale per l’efficacia della politica ambientale, l’efficienza economica e una transizione equa che riduca al minimo le disuguaglianze sociali causate dagli impatti e dalle politiche ambientali.
Nel 2021, la Corte dei conti europea (ECA) ha pubblicato laRelazione speciale “Il principio ‘chi inquina paga’ non è uniformemente applicato nelle diverse politiche e misure dell’UE”, raccomandando alla Commissione UE divalutare i modi per rafforzare l’integrazione del principio nella legislazione ambientale.
La consultazione pubblica è, pertanto, unarisposta a tale raccomandazione, cercando di individuare lacune e problemi nell’attuazione del principio “chi inquina paga“.
“Il principio ‘chi inquina paga’ è equo e semplice: impone a chi inquina di sostenere i costi dell’inquinamento che provoca– ha affermatoVirginijusSinkevičius, Commissario UE per l’Ambiente, gli oceani e la pesca –La corretta applicazione di tale principio incoraggia a evitare danni all’ambiente e fa sì che chi inquina sia responsabile della pulizia. Quando il principio non viene correttamente applicato, spesso il costo dei danni ambientali causati da chi inquina finisce per essere pagato dai cittadini e grava pesantemente sui fondi pubblici. Invitiamo tutti a fornire informazioni su come migliorare il funzionamento di questo principio a vantaggio di tutti”.
La Consultazione riguarda aspetti quali:
–l’uso di strumenti di mercato da parte dell’UE e degli Stati membri;
–il pagamento indiretto di chi inquina mediante sovvenzioni dannose per l’ambiente;
–la mancata applicazione del principio nel contesto dei fondi dell’UE;
–il modo in cui vengono affrontate le responsabilità ambientali;
–l’utilizzo dei prezzi nelle politiche.
I risultati dellaconsultazione, aperta fino al 4agosto 2023,saranno utilizzati per preparare nel 2024 una valutazione politica globale, nota anche comecontrollo dell’adeguatezza, che servirà a preparare una Raccomandazione su come attuare meglio il principio “chi inquina paga” nelle politiche ambientali, come annunciato nelPiano d’azione contro l’inquinamentodella Commissione UE, lanciato esattamente 2 anni. Fa.
