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CDP: le aziende “leader” ambientali hanno risultati finanziari migliori

Corporate Health Check 2026, il secondo rapporto annuale di Carbon Disclosure Project (CDP), prodotto in collaborazione con la società di consulenza Oliver Wyman, esamina come la leadership ambientale stia passando dall’essere una preoccupazione marginale a un fattore determinante per la performance finanziaria e la competitività del mercato. 

Solo il 15% delle aziende sta integrando clima e natura nelle principali decisioni aziendali, come leader ambientali, riducendo le emissioni a un tasso quattro volte superiore rispetto alle altre e sbloccando collettivamente  218 miliardi di dollari in opportunità finanziarie nell’ultimo anno.
L’Europa resiste mentre l’Asia accelera, con il Giappone che si rivela come il paese più importante a livello mondiale.
– Il 13% delle aziende è ora leader nel settore del clima, l’11% in quello dell’acqua e l’8% in quello delle foreste.

Sono gli highlight del Rapporto ““Corporate Health Check 2026”, la seconda edizione del rapporto annuale di Carbon Disclosure Project (CDP), Organizzazione non profit internazionale che fornisce a imprese, autorità locali, governi e investitori un sistema globale di misurazione e rendicontazione ambientale, in collaborazione con Oliver Wyman, Società globale di consulenza manageriale strategica, è stato pubblicato il 14 gennaio 2026, in vista del World Economic Forum (Davos, 19 -23 gennaio 2026), dove saranno presentati e discussi i risultati chiave nel corso di una Tavola rotonda.

Il Rapporto, che si basa sulle informazioni fornite da oltre 10.000 aziende, esamina quest’anno, oltre il monitoraggio dei progressi compiuti, come le performance ambientali stiano rimodellando i risultati finanziari in diverse regioni e settori. Nonostante un contesto politico ed economico difficile, le grandi aziende di tutti i settori e regioni rimangono impegnate ad agire sui rischi ambientali.

“Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità non sono più rischi lontani: stanno già rimodellando mercati, catene di approvvigionamento e decisioni di investimento – afferma nella Prefazione al Rapporto Sherry Madera, Amministratore Delegato di CDP- Il Corporate Health Check 2026 mostra che le aziende che applicano un’economia ecosostenibile stanno trasformando i dati ambientali in risultati aziendali migliori. Misurando e gestendo queste pressioni, i leader stanno allocando il capitale in modo più efficace, rafforzando la resilienza e liberando valore finanziario tangibile, anche in un contesto di incertezza globale. L’ecosostenibile non è più un fattore marginale nella strategia aziendale; sta diventando un motore fondamentale della competitività a lungo termine. La sfida ora è la scalabilità: farla diventare la norma piuttosto che l’eccezione”.

Basandosi sull’analisi delle informazioni rilevanti rese pubbliche(disclosure)da oltre 10.000 aziende, il Rapporto quest’anno, oltre il monitoraggio dei progressi compiuti, esamina come le performance ambientali stiano migliorando al contempo la resilienza finanziaria. Alle aziende valutate viene assegnato uno dei quattro livelli – Livello 1: Disclosure, Livello 2: Awareness, Livello 3: Management e Livello 4: Leadership.

La leadership ambientale accelera nonostante l’incertezza globale
Nonostante un contesto geopolitico ed economico turbolento e segnali politici disomogenei, la leadership ambientale aziendale sta progredendo. Nel 2025, il 15% delle aziende ha raggiunto il livello di Leadership in almeno un tema ambientale: clima, acqua e foreste; con il clima che ha ottenuto il maggior successo (13%), seguito da acqua (11%) e foreste (8%).

La leadership nella sostenibilità porta opportunità finanziarie
In diversi settori importanti, le aziende con i livelli di performance più elevati hanno registrato una crescita della capitalizzazione di mercato più forte dal 2022 rispetto a quelle di altri livelli, tra cui servizi finanziari (30% contro il 19%), infrastrutture (19% contro il 17%) e abbigliamento (16% contro il 2%). Questi risultati rafforzano la motivazione economica a favore di un’azione mirata a cogliere le opportunità ambientali entro i limiti del pianeta.

Un divario regionale sempre più ampio: il Giappone detta il passo
Il Corporate Health Check 2026 evidenzia una crescente divergenza nelle performance ambientali tra le diverse regioni. Il Giappone è emerso come leader globale con il 22% delle aziende che hanno ottenuto lo status di Leadership in materia di clima, davanti a Regno Unito (17%), UE (16%) e India (11%). Cina e Sud-est asiatico si attestano entrambe all’8%; con il Brasile al 7% e gli Stati Uniti al 5%.

L’Europa continua a registrare ottime performance complessive, mentre in alcune parti dell’Asia si sta rafforzando lo slancio. Gli Stati Uniti, tuttavia, stanno perdendo terreno. Solo il 31% delle aziende statunitensi ha raggiunto i primi due livelli di performance, rispetto al 52% nell’UE27 e al 54% in Cina. Il Giappone è l’unico Paese in cui oltre il 10% delle aziende è leader in tutti e tre i temi: clima, acqua e foreste. Solo nell’ultimo anno, le aziende leader giapponesi hanno catturato 76 miliardi di dollari in nuove opportunità legate al clima.

Cosa stanno facendo di diverso le aziende leader
La ricerca mostra che le leader ambientali stanno attivando chiare leve aziendali per garantire un vantaggio a lungo termine. Tra queste, una governance solida, una pianificazione di transizione credibile e allineata al limite di 1,5°C, un profondo coinvolgimento della catena del valore e incentivi legati alle performanceTutti le leader climatiche e il 78% delle leader nel settore idrico e forestale ora collegano la retribuzione dei dirigenti direttamente ai risultati ambientali.

Adattamento: la prossima frontiera del valore
Le aziende che hanno rendicontato tramite CDP hanno identificato 1,47 trilioni di dollari di rischi ambientali fisici, di cui oltre un quarto si materializzerà nel breve termine, a sottolineare l’entità della sfida di resilienza che ci attende. Sebbene nel 2025 siano stati resi noti solo 84,5 miliardi di dollari di investimenti in adattamento fisico, ciò evidenzia un’importante opportunità per le aziende di rafforzare la preparazione, proteggere il valore e accelerare le performance a lungo termine.

“Lo slancio per la transizione è innegabile, ma allo stesso tempo le aziende si trovano ad affrontare un livello di incertezza politica e macroeconomica mai visto da una generazione – dichiara Nickk Studer, CEO di OliverWyman – È incoraggiante vedere da questo rapporto che le aziende di tutto il mondo hanno mantenuto il loro impegno in materia di informativa ambientale; che la leadership in materia di informativa è seguita dalla leadership nella riduzione delle emissioni; e che molte aziende sono in grado di assumere una posizione di leadership nella informativa ambientale senza compromettere la performance finanziaria”.

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