Il Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE ha pubblicato uno Studio fondamentale che valuta il potenziale fotovoltaico di 271 milioni di edifici in tutta l’UE, basato sul Modello Digitale del Patrimonio Edilizio dell’Unione Europea (DBSM), che sono in grado di ospitare circa 2,3 TWp di capacità sui tetti di edifici residenziali e non, producendo circa 2.750 TWh/anno, con l’Italia che sarebbe in grado di superare il suo attuale consumo finale di elettricità.
La capacità potenziale de fotovoltaico sui tetti europei potrebbe raggiungere i 2,3 TWp (1.822 GWp residenziali, 519 GWp non residenziali), con una produzione annua di 2.750 TWh, corrispondente a circa il 40% della domanda di elettricità in uno scenario al 100% rinnovabile per il 2050. Già entro il 2030, oltre la metà degli edifici con superficie superiore a 2.000 m² potrebbe generare la maggior parte della capacità rimanente per l’obiettivo del 2030, ovvero 355 GWp. In tutti gli Stati membri, i tetti non residenziali potrebbero coprire il 50% o più dei loro obiettivi fotovoltaici, con diversi edifici che supererebbero il 95%. L’’Italia dispone di potenzialità tecniche che potrebbero teoricamente superare il suo attuale consumo finale di elettricità.
La previsione è contenuta nello Studio “Mapping Europe’s rooftop photovoltaic potential with a building-level database”, pubblicato il 12 gennaio 2026 su Nature Energye condotto da ricercatori del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione UE, il cui approccio è una sintesi sofisticata di analisi geospaziale e stima della resa energetica, affrontando la sfida cruciale di quantificare lo spazio utilizzabile sui tetti e la produzione prevista in condizioni realistiche.
Fondamentale per lo studio è stato l’utilizzo del Modello Digitale del Patrimonio Edilizio dell’Unione Europea (DBSM), aggiornato lo scorso giugno, che stima l’area di ingombro dei tetti per ciascun edificio, e che mira a supportare la recente iniziativa europea per l’edilizia a prezzi accessibili, ad esempio consentendo analisi “what-if” (cosa succederebbe se) più precise e valutazioni con maggiore granularità. Tuttavia, l’area utilizzabile per gli impianti fotovoltaici è notevolmente inferiore alla semplice superficie di ingombro del tetto a causa di molteplici vincoli pratici, tra cui la spaziatura obbligatoria tra i moduli, l’orientamento variabile dei tetti, ostacoli come camini, antenne, unità HVAC e l’effetto ombreggiante delle strutture adiacenti. A causa di dati incoerenti e incompleti – con una completezza dei dati di OpenStreetMap di appena il 6% in tutta l’UE – gli autori hanno adottato semplificazioni fondamentali per consentire una stima standardizzata ma conservativa per l’intera regione.
Per gli edifici residenziali, il modello utilizzato dai ricercatori presuppone un tetto con inclinazione uniforme di 20° ed esposizione a sud, limitando gli impianti fotovoltaici al 25% della superficie totale del tetto, parametro che emerge dalla letteratura consolidata e funge da base di riferimento conservativa che riflette le tipiche strutture dei tetti residenziali e le esigenze di spaziatura dei moduli.
Al contrario, gli edifici non residenziali, prevalentemente strutture commerciali caratterizzate da tetti piani, sono modellati con una superficie del tetto disponibile per gli impianti fotovoltaici pari al 40%, riconoscendo la maggiore flessibilità insita nei tetti piani per la disposizione degli impianti fotovoltaici, pur rispettando gli standard conservativi tratti da studi precedenti.

b) Mappa termica della capacità tecnica potenziale fotovoltaica sui tetti (GWp) per le NRB in base alla categoria di superficie (0 m 2 – 250 m 2 , 250 m 2 – 1.000 m 2 , 1.000 m 2 – 2.000 m 2 e oltre 2.000 m 2 ), secondo la classificazione EPBD. I paesi sono ordinati in base alla capacità fotovoltaica sui tetti più elevata a quella più bassa per la categoria di superficie di 2.000 m2 (Fonte: Nature Energy, 2026).
Riconoscendo la diversità dei climi e delle geometrie dei tetti europei, i ricercatori hanno condotto una solida analisi di sensibilità, testando diversi orientamenti e angoli di inclinazione dei pannelli fotovoltaici in 12 località europee rappresentative che coprono un ampio gradiente climatico, dalle zone mediterranee subtropicali alle latitudini settentrionali circumpolari. L’analisi ha variato gli angoli di inclinazione da orizzontale (0°) a verticale (90°) con incrementi di 5° e gli angoli di azimut da nord (-180°) a sud (0°) a ovest (90°) con incrementi di 10°. Questo quadro di simulazione completo ha evidenziato l’impatto delle diverse geometrie solari sulla produzione fotovoltaica e ha convalidato l’inclinazione di 20° verso sud scelta come ampiamente ottimale.
Dallo studio emerge che l’Italia possiede grande capacità tecnica di installazione fotovoltaico sui tetti con un potenziale di ~280 GWp che coprirebbe circa il 130% del consumo elettrico finale ed una produzione potenziale annua comparabile agli altri grandi Paesi europei. Inoltre, gli edifici non residenziali di grande taglia (oltre 2.000 m²), come quelli presenti in Germania, Italia, Spagna e Paesi Bassi, sono quelli in grado di fare la differenza con un potenziale di 246 GWp e 355 GWp. Insieme, rappresentano il 25% della capacità fotovoltaica tecnica totale. Includendo anche la categoria 1.000 m² – 2.000 m² , la capacità potenziale sui tetti potrebbe superare gli 800 GWp.

In conclusione, la mappatura del potenziale fotovoltaico sui tetti in Europa, utilizzando un database a livello di edificio, rappresenta una pietra miliare nella ricerca sulle energie rinnovabili. Il suo ponderato equilibrio tra ipotesi conservative e validazione basata sui dati garantisce informazioni solide e fruibili. Con l’avanzare delle tecnologie e la disponibilità di dati urbani più granulari, questa analisi di base può essere perfezionata, proiettando l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti in prima linea nel panorama dell’energia pulita in Europa ed è destinata ad incidere su tecniche edilizie, politiche urbanistiche e di gestione del territorio.
