3 Ottobre 2022
Cambiamenti climatici Clima

CAT: con gli impegni net zero al 2050 riscaldamento a +2,1 °C

Secondo la nuova analisi condotta da Carbon Action Tracker (CAT), se tutti i Governi tenessero fede agli impegni assunti negli ultimi mesi per conseguire la neutralità climatica entro il 2050, il riscaldamento globale avvicinarsi all’obiettivo dell’Accordo di Parigi, sempre che le azioni da intraprendere nel breve termine (2030) siano conseguenti.

Secondo il briefing Paris Agreement turning point. Wave of net zero targets reduces warming estimate to 2.1˚C in 2100. All eyes on 2030 targets” di Carbon Action Tracker (CAT), rilasciato il 1° dicembre 2020 e redatto in collaborazione con Climate Analitics e NewClimate Institute, gli impegni assunti negli ultimi mesi dai leader mondialiper conseguire la neutralità climatica al 2050, qualora portati a termine potrebbero far innalzare la temperatura media globale alla fine del secolo a 2,1 °C. Un aumento non ancora allineato all’obiettivo di 2 °C e di fare tutto il possibile per limitarlo a 1,5 °C, ma è assai inferiore ai 3 °C che erano stati calcolati nel 2019 sulla base degli impegni (NDCs) sottoscritti previsti dall’Accordo di Parigi.

Tuttavia, come dice il sottotitolo del briefing, tutti gli occhi sono puntati sulla revisione degli impegni al 2030 che i Governi avrebbero dovuto rivedere in occasione della COP26 che è stata rinviata al prossimo anno a seguito della pandemia di Covid-19.

La modellistica utilizzata tiene conto degli annunci della Cina, impegnata a raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2060, di Giappone, Corea del Sud, Sud Africa e Canada hanno indicato di puntare allo zero netto entro il 2050, come quello preso durante la campagna elettorale dal neo-Presidente USA Joe Biden. In totale si tratta di 127 Paesi che hanno adottato obiettivi di neutralità climatica.  

Cinque anni dopo, è chiaro che l’Accordo di Parigi sta guidando l’azione per il clima – ha affermato il Prof. Niklas Höhne del NewClimate Institute che ha collaborato al rapporto – L’Accordo ha introdotto l’obiettivo di emissioni nette globali di gas a effetto serra pari a zero, e ora stiamo assistendo a un’ondata di Paesi che cercano di allinearsi. C’è qualcuno che possa davvero permettersi di perdere questa onda? Non solo la nostra proiezione sul riscaldamento a seguito degli impegni dei Governi sta scendendo a poco più di 2 °C, un livello che mette a portata di mano l’obiettivo di 1,5 °C dell’Accordo di Parigi, ma stiamo anche assistendo a un calo delle proiezioni per l’azione nel mondo reale“.

Questo calo è derivato dall’attuazione di nuove politiche da parte dei Governi, dall’aumento dell’utilizzo di energie rinnovabili, dal calo dell’uso del carbone e da ipotesi di crescita economica inferiori (sia prima che a causa della pandemia).

Tuttavia, mentre gli impegni per il 2050 sono i benvenuti, nessuno dei grandi emettitori ha rafforzato i propri obiettivi dell’Accordo di Parigi  al 2030  in tempo per la scadenza di quest’anno fissata dall’UNFCCC.

Osserviamo che le emissioni continueranno ad aumentare fino al 2030, il che non le indirizzerà sul tipo di percorso che possa consentire ai Governi di rispettare i loro ambiziosi impegni netti zero – ha dichiarato Bill Hare di Climate Analytics, l’altra organizzazione partner di CAT – Nessun grande emettitore ha finora presentato un NDC sostanzialmente aggiornato e il divario di emissioni è enorme. Gli obiettivi a breve termine non sono inadeguati di poco, sono totalmente sbagliati. L’azione e le politiche a breve termine devono essere intensificate considerevolmente“.

Par di capire che le incoraggianti proiezioni di CAT potranno realizzarsi solo se gli obiettivi di decarbonizzazione a breve termine per il 2030 avranno l’ambizione necessaria. Come ha osservato Rana Adib, la Direttrice esecutiva di REN21 alla recente presentazione del Rapporto sull’uso delle rinnovabili nel riscaldamento e raffreddamento, realizzato insieme a IRENA e IEA, “Una cosa è fissare obiettivi, un’altra cosa è raggiungerli”. Il 2020 vedrà un calo senza precedenti delle emissioni globali di gas a effetto serra per effetto della crisi economica correlata alle misure di contenimento del Covid-19. Tuttavia tale riduzione è quella che sarebbe necessaria ogni anno di qui al 2030 per mantenersi nella traiettoria della neutralità climatica, mentre con l’attesa ripresa economica è inevitabile una risalita, a meno che non venga avviato un cambiamento trasformativo.

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