18 Agosto 2022
Energia Fonti rinnovabili

Riscaldamento e raffreddamento: è necessario passare alle fonti rinnovabili

Un Rapporto congiunto di IRENA, IEA, REN21 mette in evidenza le esperienze e le migliori pratiche della transizione energetica per riscaldamento e raffreddamento con le fonti rinnovabili, identifica gli ostacoli che vi si frappongono e le opzioni necessarie, affinché i responsabili politici possano trovare le indicazioni più adeguate al contesto dei singoli Paesi.

Riscaldamento e raffreddamento rappresentano quasi la metà dell’energia consumata a livello globale, che deriva per la maggior parte dai combustibili fossili, contribuendo fortemente alle emissioni di gas serra e all’inquinamento atmosferico. Inoltre, alcune regioni che non dispongono di un moderno accesso all’energia, continuano nell’uso nel inefficiente della biomassa per cucinare, danneggiando la salute delle persone, l’ambiente e il benessere sociale. Nel complesso questi usi generano il 40% delle emissioni di CO2 dal settore energetico e, al contempo, 2,8 miliardi di persone non hanno ancora accesso a soluzioni pulite e affidabili per le loro esigenze di riscaldamento.

Secondo il RapportoRenewable Energy Policies in a Time of Transition Heating and Cooling”, presentato il 30 novembre 2020 e sviluppato congiuntamente dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), dall’Agenzia internazionale per l’energia (IEA) e dal Renewable Energy Policy Network for the 21st Century (REN21), la transizione verso il riscaldamento e raffreddamento basata su fonti rinnovabili ed efficienti dal punto di vista energetico offrirebbe  molteplici vantaggi. Tra questi:
– la riduzione dell’inquinamento atmosferico e del relativo impatto sulla salute;
– il taglio delle emissioni di gas serra;
– la diminuzione della povertà energetica;
– l’aumento della sicurezza energetica.

A questi benefici si deve aggiungere l’incremento di posti di lavoro puliti a livello locale. Nel 2019 11,5 milioni di persone erano impiegate nelle energie rinnovabili e questa forza lavoro potrebbe raggiungere i 42 milioni entro il 2050, come ha rilevato l’ultimo Rapporto di IRENA. Mentre il mondo continua la sua ripresa economica, le energie rinnovabili, insieme alle misure di efficienza energetica, sono alcune delle opzioni di investimento che forniscono il maggior numero di posti di lavoro per unità di spesa.

“Il riscaldamento e il raffreddamento efficienti dal punto di vista energetico basati su fonti rinnovabili sono emersi come una priorità urgente per i Paesi che si sforzano di rispettare gli impegni sul clima in base all’Accordo di Parigi e di costruire economie resilienti e sostenibili – ha dichiarato il Direttore esecutivo di IRENA, Francesco La camera – La transizione verso soluzioni di riscaldamento e raffreddamento più pulite, più efficienti e sostenibili può attrarre investimenti, creare milioni di nuovi posti di lavoro e contribuire a guidare una ripresa economica duratura sulla scia della crisi globale del Covid-19. Metterà a disposizione di tutti i servizi di riscaldamento e raffreddamento tanto necessari, comprese le isole remote e i Paesi meno sviluppati dell’Africa e dell’Asia”.

Tuttavia, il passaggio al riscaldamento e raffreddamento rinnovabili è impegnativo: ad oggi, solo l’11% del fabbisogno mondiale di riscaldamento e raffreddamento negli edifici e nei processi industriali è fornito da energia rinnovabile e il progresso verso il riscaldamento e raffreddamento a fonti rinnovabili dovrebbe diminuire nel 2020 a causa della pandemia.

La transizione verso il riscaldamento e raffreddamento basati su fonti rinnovabili ed efficienti dal punto di vista energetico potrebbe seguire diversi percorsi possibili, a seconda della domanda di energia, della disponibilità di risorse e delle esigenze e priorità di ciascun Paese o Regione. Le opzioni individuate dal Rapporto includono: l’elettrificazione con energia rinnovabile; gas a base rinnovabile (compreso l’idrogeno “verde”); l’uso sostenibile della bioenergia; l’uso diretto del calore solare;la geotermia.

Inoltre, sono richieste infrastrutture abilitanti (ad esempio, reti del gas, reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento), nonché varie combinazioni di politiche di implementazione, integrazione e attivazione. Il quadro politico può dimostrare l’impegno di un Paese per la transizione energetica, creare parità di condizioni con i combustibili fossili e creare le condizioni favorevoli necessarie per attrarre investimenti.

Senza una forte e chiara volontà politica di guidare la transizione, le soluzioni di riscaldamento e raffreddamento rinnovabili pulite ed efficienti non sarebbero accessibili a famiglie, industrie e altri utenti – ha sottolineato Rabia Ferroukhi, Direttrice del Knowledge, Policy & Finance Center di IRENATale transizione è cruciale per ridurre le emissioni e l’inquinamento, stimolare le economie locali e creare posti di lavoro sostenibili. Gli impegni politici chiaramente definiti, come le energie rinnovabili e gli obiettivi di efficienza energetica nei NDCs dei Paesi, supportati da una pianificazione globale a lungo termine, hanno un ruolo chiave da svolgere“.

Oltre a evidenziare le esperienze e le migliori pratiche di alcuni Paesi, il Rapporto identifica gli ostacoli e mette in evidenza le opzioni politiche per il riscaldamento e il raffreddamento rinnovabili.
Le raccomandazioni principali includono:
Definire obiettivi specifici e sviluppare un piano integrato a lungo termine per la decarbonizzazione del riscaldamento e del raffreddamento in tutti gli usi finali, inclusi edifici, industria, cucina e usi produttivi in ​​aree con accesso limitato all’energia.

– Creare condizioni di parità eliminando gradualmente i sussidi ai combustibili fossili e introducendo altre politiche fiscali per internalizzare i costi ambientali e socio-economici..

Combinare l’elettrificazione del riscaldamento e del raffreddamento con una generazione di energia rinnovabile sempre più competitiva in termini di costi, aumentando l’uso di energia solare ed eolica e la flessibilità del sistema tramite l’accumulo di energia, pompe di calore ed elettrodomestici efficienti.

Sfruttare le reti del gas esistenti per accogliere gas rinnovabili, come il biogas e l’idrogeno verde.

– Introdurre standard, certificazioni e politiche di test per promuovere l’uso sostenibile della biomassa, combinando sistemi efficienti e soluzioni bioenergetiche come pellet, bricchette, bioetanolo o digestione anaerobica.

Ridurre i rischi di investimento per l’esplorazione geotermica e aumento dell’uso diretto del calore geotermico.

Migliorare le reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento attraverso misure di efficienza energetica e l’integrazione di fonti di calore da solare termico, geotermico e altre fonti di calore rinnovabili a bassa temperatura.

Sostenere la cucina pulita e introdurre l’essiccazione degli alimenti a base rinnovabile in aree prive di accesso all’energia, con una combinazione di meccanismi di finanziamento, sviluppo di capacità e standard di qualità volti a migliorare i mezzi di sussistenza e massimizzare i benefici socio-economici.

Una cosa è fissare obiettivi, un’altra cosa è raggiungerli – ha commentato la Direttrice esecutiva di REN21, Rana Adib I Governi non raggiungeranno mai gli obiettivi previsti dall’Accordo di Parigi senza le politiche che incoraggino un maggiore utilizzo di energia rinnovabile nelle nostre case, edifici per uffici e industrie. Sono fiduciosa che i responsabili politici possano trovare le indicazioni necessarie in questo rapporto”.

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