Una recente meta-analisi condotta su 500 studi che esaminano l’impatto del consumo di carne sulla salute ha rilevato che solo in 78 c’era un coinvolgimento dell’industria, ma questi avevano una probabilità significativamente maggiore di riportare conclusioni favorevoli rispetto agli studi indipendenti.
Negli studi di ricerca nutrizionale il coinvolgimento dell’industria della carne fa aumentare significativamente la probabilità di conclusioni favorevoli.
È la conclusione delloStudio“Is Meat Industry Affiliation Associated With Study Conclusion in Nutrition Research? A Meta-Research Review”, pubblicato suObesity Reviewsda ricercatori dell’Università del Queensland(Australia) che hanno condotto unameta-analisidi studi pertinenti pubblicati tra il 2014 e il 2023, inclusi gli studi che indagavano l’impatto nutrizionale del consumo di carne sulla salute, che evidenziala necessità di cautela nell’interpretazione delle ricerche finanziate o associate all’industria della carne e mette in evidenza l’importanza di ridurre al minimo i conflitti di interesse nella ricerca nutrizionale.
L’influenza dell’industria in altri settori alimentari e delle bevande è ben documentata, mail ruolo dell’industria della carne nel plasmare la ricerca nutrizionale ha ricevuto molta meno attenzione.
Utilizzando ilMixed Methods Appraisal Tool(MMAT), strumento di valutazione critica progettato per esaminare la qualità metodologica degli studi inclusi nelle revisioni sistematiche della letteratura, i ricercatori autori di questa meta-analisi hanno valutato e confrontato la qualità della progettazione scientifica di 500 studi, con l’obiettivi di verificare se gli studi affiliati all’industria fossero meno rigorosi dal punto di vista metodologico rispetto agli altri.

Sono risultati78 gli studi con coinvolgimento dell’industria, e questi avevano unaprobabilità quasi 16 volte maggiore di riportare conclusioni favorevoli riguardo al consumo di carne, con un’associazione significativa tra il coinvolgimento dell’industria e le conclusioni dello studio.
“I risultati suggeriscono che la questione degli esiti favorevoli nella ricerca associata all’industria non è necessariamente legata al rigore scientifico di questi studi– sottolineano i ricercatori –Al contrario, fattori come la scelta del progetto dello studio, la segnalazione selettiva o l’uso di framing e l’interpretazione possono contribuire agli esiti costantemente favorevoli dimostrati negli studi finanziati dall’industria. Pertanto, sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere perché gli studi associati all’industria della carne tendono a raggiungere conclusioni più favorevoli. Ciò potrebbe includere un’analisi qualitativa dettagliata del progetto e della segnalazione dei singoli studi”.

Commentandoi risultati dello studio,Marion Nestle, Professoressa emerita di nutrizione, studi alimentari e salute pubblica presso laNew York Universityed autrice di numerosi libri, tra cui “Unsavory Truth:How Food Companies Skew the Science of What We Eat” (2019), un’inchiesta tagliente su come l’industria agroalimentare finanzi studi scientifici di comodo per confondere i consumatori, ha osservato: “Quando ho scritto il mio libro ho trovato solo pochi studi sull’effetto dei finanziamenti nel settore alimentare o nutrizionale. Questo studio si aggiunge alla raccolta. Conferma i risultati precedenti. Solo una piccola percentuale della ricerca nutrizionale è finanziata dall’industria, ma questi studi hanno maggiori probabilità di trovare risultati che favoriscono gli interessi commerciali dello sponsor rispetto a quelli non finanziati dall’industria. Perché? È improbabile che le aziende alimentari finanzino ricerche che potrebbero dimostrare la nocività dei loro prodotti”.
