Infrastrutture e mobilità

Auto elettriche e sistema alimentazione: potenzialità di integrazione

Uno studio condotto dal Fraunhofer ISI per T&E evidenzia che se fossero accolte le richieste avanzate da ACEA di indebolire ulteriormente gli standard di emissioni delle auto, l’impatto si ripercuoterebbe non solo sul futuro del settore, ma sulla decarbonizzazione del sistema elettrico, con una maggior spesa di 28 miliardi di euro in più all’anno per combustibili fossili, di cui circa 4,7 miliardi di euro a carico dell’Italia.

L’indebolimento degli standard UE sulle emissioni di CO2, qualora fossero le richieste dell’industria automobilistica europea, non solo comprometterebbe il futuro del settore, ma avrebbe anche un impatto negativo sulla decarbonizzazione del sistema elettrico, in particolare della tecnologia V2G (Vehicle-to-Grid). 

A rilevarlo è loStudio“Potential of a full EV-power-system-integration in Europe & how to realise it”, condotto dalFraunhofer Institute for Systems and Innovation Research(Fraunhofer ISI), prestigioso istituto tedesco di ricerca applicata che analizza il quadro scientifico, economico, ecologico, sociale, organizzativo, giuridico e politico che favorisce la generazione di innovazioni e le relative implicazioni, per conto diT&E, la principale Ong europea per la decarbonizzazione dei trasporti.

La Commissione UE con ilPacchetto Automotivedello scorso dicembre ha proposto ilRegolamentoche modifica il regolamento (UE) 2019/631 per quanto riguarda i livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 dei veicoli leggeri nuovi e l’etichettatura dei veicoli, e che abroga la direttiva 1999/94/CE, che abroga il divieto sui motori a combustione interna e introducendo una serie di flessibilità per i produttori di automobili. Tuttavia,per l’industria automobilistica e dei combustibili fossili, queste proposte non sono sufficienti e chiedono modifiche ancora più drastiche.

Ma rivedere gli obiettivi sulle emissioni, e quindi la traiettoria di crescita della mobilità elettrica, ha impatti diretti non solo in termini di gas serra e di consumi energetici, ma anche, direttamente, sul fabbisogno elettrico e sulla tenuta della rete europea.

Secondo lo studio, se gli obiettivi UE venissero indeboliti come richiesto da ACEA,tra il 2025 e il 2040 verrebbero installati il 37% in meno di nuovi impianti solari (-51 GW) nell’Unione europea. Senza milioni di batterie mobili in grado di assorbire energia eolica e solare,l’Europa rischierebbe di perdere 6 TWh di energia pulita all’anno entro il 2040, l’equivalente del fabbisogno annuale di oltre un milione e mezzo di famiglie europee. Questo avviene perché eolico e fotovoltaico vengono spesso limitati nei momenti di massima produzione, quando la domanda o la capacità di accumulo non sono sufficienti. Le richieste di ACEA porterebbero a disperdere il 25% in più di energia rinnovabile rispetto allo scenario con gli attuali obiettivi sulle emissioni.

In particolare, l’impatto si ripercuotere sulle cosiddette “batterie su quattro ruote” (V2G), la tecnologia destinata a svolgere un ruolo essenziale nella transizione energetica,trasformando le auto elettriche da semplici mezzi di trasporto a elementi attivi all’interno dell’ecosistema energetico, consentendo loro non solo di prelevare energia dalla rete durante la ricarica, ma anche di restituirla quando necessario.

Secondo l’analisi la V2G potrebbe contribuire a ridurre fino a 72 GW il fabbisogno di capacità di accumulo fissa, con un impatto economico rilevante sugli investimenti infrastrutturali necessari per la transizione energetica.

Con meno auto elettriche in grado di cedere energia alla rete, l’Europa avrebbe bisogno di un terzo in più di capacità di riserva – pari a 13 GW aggiuntivi – rispetto a quanto sarebbe necessario mantenendo gli attuali obiettivi sulle emissioni.Per compensare questo gap con generazione addizionale, l’UE dovrebbe costruire una capacità equivalente a circa 150 centrali elettriche di riserva, quelle che si accendono solo quando la domanda di energia raggiunge il picco.

Il calo di immatricolazioni di auto elettriche (BEV) che conseguirebbe da una revisione verso il basso dei limiti di emissioni, si tradurrebbe in circa28 miliardi di euroin più all’anno di spesa per combustibili fossili, di cuicirca 4,7 miliardi di euro a carico dell’Italia, come ha osservato in un briefing sullo studioT&E Italia.

“Mentre Bruxelles raccomanda all’Italia di accelerare su rinnovabili, reti e sistemi di accumulo, indebolire gli standard europei sulle emissioni delle auto andrebbe nella direzione opposta– ha affermatoEsther Marchetti, Clean Transport Manager di T&E Italia –Milioni di batterie possono contribuire ad assorbire l’energia prodotta da sole e vento e aumentare la flessibilità della rete. Ridurne la diffusione significherebbe meno capacità di accumulo, meno investimenti nel solare e maggiori costi per nuove centrali e infrastrutture di rete. L’Italia, che nel 2025 ha superato i 50 miliardi di euro di approvvigionamento di risorse energetiche, non può permettersi di rallentare la transizione: i trasporti dipendono ancora per oltre il 90% dai combustibili fossili. Mantenere obiettivi ambiziosi sulle emissioni è essenziale non solo per decarbonizzare il trasporto, ma per trasformare l’intero sistema energetico europeo e nazionale”.

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