I dati ufficiali rilasciati dal programma europeo Copernicus confermano che l’Europa occidentale ha appena registrato il periodo giugno-luglio 2026 come il più caldo mai osservato nella storia delle rilevazioni.
L’Europa occidentale ha avuto il periodo giugno-luglio più caldo mai osservato e luglio ha registrato la terza e la quarta ondata di caldo da maggio, segnando per quest’estate un periodo di caldo torrido eccezionale.
Ad attestarlo èCopernicus, il Programma della Commissione UE per monitoraggio e osservazione della Terra (CAMS), in collaborazione con Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), che il 10 agosto 2026 ha rilasciato ilBollettino climatico del mese di luglio 2026.
Ne emerge che:
–Luglio 2026 è stato il secondo luglio più caldo a livello globale, a pari merito con luglio 2024.
–L’Europa occidentale ha registrato il periodo giugno-luglio più caldo di sempre.
“Luglio 2026 è stato il terzo mese consecutivo di caldo eccezionale nell’Europa occidentale, avendo portato la temperatura combinata di giugno e luglio a un nuovo record per la regione– ha dichiaratoSamantha Burgess, Responsabile strategica per il clima presso l’ECMWF– I sistemi persistenti di alta pressione hanno intrappolato il calore sull’Europa occidentale, e le temperature estreme hanno inoltre intensificato la siccità diffusa. Man mano che i suoli si inaridiscono, perdono la capacità di fornire un raffreddamento naturale, consentendo al calore di accumularsi più facilmente. Questo è un chiaro esempio di come i cambiamenti climatici stiano intensificando gli eventi di calore estremo, con il caldo e la siccità che si rafforzano sempre più a vicenda”.

Anomalie ed estremi della temperatura dell’aria superficiale nel periodo giugno-luglio 2026. Le categorie di colore si riferiscono ai percentili delle distribuzioni di temperatura per il periodo di riferimento 1991-2020. Le categorie “più fredde” e “più calde” identificano le aree in cui le temperature sono state le più basse o le più alte per il periodo giugno-luglio nel periodo 1979-2026.
(A destra) Anomalie medie della temperatura dell’aria superficiale nel periodo giugno-luglio per l’Europa occidentale (11°W–15°E, 37°–55°N). Le anomalie sono relative alla media del periodo giugno-luglio per il periodo 1991-2020 (Fonte dati: ERA5. Crediti: C3S/ECMWF).
–La temperatura superficiale del marenell’oceano extrapolare ha raggiuntoil valore più alto mai registrato per il mese di luglio (20, 96 °C), riflettendo in parte lo sviluppo del fenomeno El Niño nel Pacifico equatoriale.
– In Europa, ivalori record sono stati rilevati lungo l’Atlantico e nel Mediterraneo occidentalee sono stati associati a ondate di calore marine diffuse, di intensità forte o grave, che hanno colpito le comunità e gli ecosistemi costieri.
–In luglio 2026, l’estensione del ghiaccio marino artico si è classificata al sesto posto tra le più basse del mese, con una copertura di ghiaccio marino particolarmente ridotta nella parte settentrionale del Mare di Barents, intorno alle isole Svalbard e alla Terra di Francesco Giuseppe.
– A lugliol’estensione del ghiaccio marino antartico si è classificata al quinto posto tra le più basse, con una copertura di ghiaccio marino inferiore alla media nella maggior parte dei settori oceanici, ad eccezione del Mare di Amundsen.
– Nel luglio 2026, gran parte dell’Europa occidentale e ampie zone dell’Europa centrale e orientale hanno registratocondizioni di siccità superiori alla media, principalmente associate a temperature estreme e incendi boschivi eccezionali. Leportate dei fiumi sono risultate ben al di sotto della media, se non addirittura estremamente basse, in gran parte delle regioni colpite dalla siccità, con ripercussioni su molteplici settori.
“Il mese scorso si è registrata un’attività eccezionale di incendi boschivi in tutta l’Europa occidentale, in termini di superficie bruciata ed emissioni– ha sottolineatoLaurence Rouil, Direttore CAMS) presso l’ECMWF –Il cambiamento climatico sta portando sempre più spesso condizioni di caldo e siccità che favoriscono incendi di grandi dimensioni e ad alta intensità nell’Europa meridionale, estendendo al contempo la stagione degli incendi verso nord. Gli incendi più grandi producono più fumo e lo immettono più in alto nell’atmosfera, il che significa che può viaggiare più lontano e influire sulla qualità dell’aria non solo a livello locale, ma in tutta la regione. I paesi che registrano un numero relativamente basso di incendi boschivi potrebbero essere sempre più colpiti dal trasporto a lunga distanza del fumo, anche se si trovano a migliaia di chilometri di distanza”.
– Al di fuori dell’Europa, alcune zone del Canada settentrionale, degli Stati Uniti centrali, del Maghreb, parte del Corno d’Africa, della Siberia, dell’Asia centro-meridionale, alcune zone della Cina interna, alcune zone dell’Argentina, dell’Uruguay e della Boliviahanno registrato precipitazioni inferiori alla media.
In copertina: Alcune persone camminano su un banco di sabbia sotto il ponte Margherita sul Danubio, nel centro di Budapest (Ungheria), mercoledì 5 agosto 2026. Fonte: Sfumature di Budapest, Tour italiano.
