31 Luglio 2021
Energia Fonti rinnovabili

Biomasse legnose: le Associazioni del settore chiedono maggior ambizione

AIEL, EBS, Elettricità Futura e FIPER hanno diffuso un Manifesto congiunto con proposte concrete per la continuità e lo sviluppo degli impianti a biomasse legnose, sia in vista dell’atteso “Decreto FER2” che per l’attuazione del PNIEC e del Green Deal europeo.

Le Associazioni delle biomasse hanno siglato per la prima volta un documento unitario per chiedere al Governo di rimettere al centro dell’agenda politica il comparto delle bioenergie, il settore che produce energia rinnovabile e,soprattutto, promuove sviluppo locale e presidio del territorio nelle aree cosiddette “interne e marginali”.  

AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), EBS (Energia da Biomassa Solida), Elettricità Futura, l’Associazione delle Imprese Elettriche Italiane adente a Confindustria, e FIPER (Federazione Italiana dei Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili), esprimendo forte preoccupazione per il futuro del settore, sottolineano come sia prioritario un intervento per il mantenimento dell’attuale capacità di generazione e per lo sviluppo di nuova capacità delle biomasse, sia per la programmazione delle rinnovabili al 2030 come per il raggiungimento dei target delineati dal Governo nel Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) inviato a Bruxelles. 

Nel Manifesto Proposte per la continuità e lo sviluppo degli impianti a biomasse legnose” le Associazioni auspicano azioni concrete a partire dall’emanazione dell’atteso “DM FER2” [ndr: il Decreto che dovrebbe contenere gli incentivi anche per le biomasse, secondo quanto riferito dal Ministro dello Sviluppo Economico nel corso di un Question Time dello scorso mese alla Camera dei Deputati, è al momento oggetto di confronto tra i Ministeri delle Politiche Agricole (MiPAAF) e dell’Ambiente (MATTM)], ma più in generale di provvedimenti, correlati all’attuazione del PNIEC e del Green Deal europeo, che siano in grado di riconoscere il necessario sostegno ad un settore in grande sofferenza.

In mancanza di provvedimenti, le difficoltà attuali nel realizzare nuove iniziative, nonché la progressiva dismissione di un parco impianti ancora performante, renderanno ancora più difficile traguardare gli obiettivi prefissati.

In questa delicata fase di ripartenza per il nostro Paese, la produzione di energia da biomasse (termica, elettrica, climatizzazione) assicura lo sviluppo delle filiere locali, con benefici ambientali, sociali ed economici: dalla gestione e manutenzione del patrimonio forestale, alla valorizzazione dei terreni marginali e all’impiego dei sottoprodotti fino alla redistribuzione del reddito sul territorio.

Inoltre, nella produzione di tecnologie e servizi per il settore delle biomasse, l’industria nazionale esprime realtà dinamiche e innovative. Infine, la programmabilità caratteristica di questa fonte e la possibilità di impiegarla per tutti gli usi energetici, sia in applicazioni utility scale che residenziali, la rendono particolarmente utile nella transizione verso un modello caratterizzato dalla diffusione di fonti intermittenti e di soluzioni di generazione distribuita basate sull’interazione tra produttori-distributori-consumatori (comunità energetiche).

È quindi necessario, ora più che mai, puntare su questa filiera attraverso un contributo più ambizioso di quello proposto dal PNIEC [ndr: il Piano prevede per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili una  “leggera flessione delle bioenergie, al netto dei bioliquidi per i quali è invece attesa una graduale fuoriuscita fino a fine incentivo”]

E.B.

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