Aree protette e parchi

Aree Protette: documento programmatico di riforma della L.394/91

A conclusione degli Stati Generali delle Aree Protette (Roma, 17-18 dicembre 2024), l’evento organizzato dal MASE in collaborazione con Federparchi, è stato presentato il documento programmatico che identifica le 6 priorità per aggiornare la Legge istitutiva, dopo quasi 34 anni dalla sua adozione.

Nella Giornata conclusiva degli Stati Generali delle Aree Protette Italiane (Roma, 17-18 dicembre 2024), l’evento organizzato a 10 anni di distanza dell’ultimo dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), in collaborazione conFederparchi-Europarc Italia, con l’obiettivo condiviso di modernizzare le politiche in materia, al fine di custodire e valorizzare al meglio il patrimonio naturale italiano, il MinistroGilberto Pichetto Fratinha riassunto laproposta di riforma della Legge quadro sulle aree protette(Legge 394/91).

La 394 è un’ottima legge, ma ha trentaquattro anni e va adattata a un modello diverso, che tenga conto degli indirizzi internazionali– ha osservato il Ministro– Occorre guardare avanti, a un nuovo equilibrio di sistema giuridico e normativo di governo”.

In Italia si contano1049 aree protettecosì costituite:
24 Parchi nazionali, costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine;
30 Aree Marine Protette(il santuario Pelagos e 2 parchi sommersi);
149 Riserve naturali statali;
149 Parchi regionali;
450 Riserve regionali;
5 Parchi geominerari.
A questi vanno aggiunte altrearee protette nazionali e regionali, isiti Natura 2000,i57siti Ramsardiprotezione delle zone umide,le21 riserve “Uomo e Biosfera (MAB) dell’UNESCO; lezone speciali di conservazione(ZSC).

Per ingrandire: https://www.parks.it/sala.stampa/foto/mappa.jpg

Dobbiamo mettere in rete realtà straordinarie che non dialogano però tra loro e di dare a questa rete un coordinamento centrale continuativo– ha affermato il Ministro –Serve un’azione culturale che deve far sentire tutti attivi per il territorio, per superare un malinteso per il quale si percepisce i gestori come dispensatori di divieti e non invece l’area protetta come strumento operativo di sviluppo del territorio”.

I 6 punti del Documento programmatico
Ricapitolando quanto emerso dal dibattito, gli interventi sulla 394/91 da ipotizzare, possono convergere in 6 punti riassunti in un documento programmatico:
1.Velocità/flessibilità decisionale. Il sistema è appesantito, sia dai gravami delle nomine gestionali, sia dalle stesse strutture interne. Valutare quindi come e quanto sia possibile proporre modelli più efficienti che sappiano conciliare tutte le esigenze in campo.
2.Governance. Il tema della governance per Riserve e Aree Marine si è riproposto, nell’assunto che in questo caso, a differenza degli Enti Parco, gli Enti Gestori non hanno funzioni proprie ma svolgono la loro attività in virtù di una delega da parte del Ministero. Una più pertinente definizione della governance, delle funzioni e delle autonomie ad essa attribuite, pone anche il tema dell’organico.
3.Organico. I Parchi e le altre Aree Protette, lamentano carenza di Organico amministrativo e di vigilanza. È un tema da risolvere e da sviluppare anche in materia di autonomia gestionale e di impiego delle risorse.
4.Risorse. Emerge l’esigenza di promuovere uno sviluppo di una finanza pubblica delle aree protette, che al netto dei trasferimenti Statali, deve prevedere criteri di premialità, evitare residui non impiegati ed avanzi, agevolare un regime di agevolazione fiscale per l’ottenimento di trasferimenti liberali o di sponsorizzazioni, anche in una logica di intervento centrale, e per godere dei vantaggi di una economia di scala.
5.Coordinamento. Coordinamento significa unità di visione, di narrazione, di prospettiva di tutte le Aree Protette. È in analisi la creazione di un organo al vertice della Rete complessiva di tutte le Aree Protette, nazionali e regionali, al fine di promuovere interventi comuni, collegamenti strategici, sviluppo unisono di indirizzi in svariati campi, compresa l’attività scientifica, di promozione, di educazione ambientale.
6.Educazione Ambientale. Potenziare fortemente l’educazione ambientale come il principale e più utile “momento di contatto” fra le Aree Protette e i cittadini.

Questi giorni sono il riconoscimento dell’importanza che hanno per il sistema Italia le 1049 aree protette e i suoi gestori come primi attori dello sviluppo del territorio– ha aggiunto Pichetto Fratin –Ripartiamo da qui per disegnare il futuro”.

A cura del MASE e di Federparchi si provvederà alla circolazione, fra i protagonisti degli Stati Generali, di unapiattaforma documentale alla quale sarà possibile proporre suggerimenti ed emendamenti, al fine di pubblicare entro gennaio 2024 ildocumento definitivo, come ha precisatoClaudio Barbaro, Sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza energetica.



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