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Appalti verdi: i numeri del GPP nel 6° Rapporto dell’Osservatorio

Fondazione Ecosistemi e Legambiente hanno presentato al Forum CompraVerde-BuyGreen (Roma, 17-18 maggio 2023) i dati del 6° Rapporto dell’Osservatorio Appalti Verdi, da cui emerge una preoccupante contrazione nel tasso di applicazione dei CAM da parte di quasi tutte le stazioni appaltanti rispetto alla precedente edizione, in un momento in cui i bandi per il PNRR e il nuovo Codice Appalti ne ribadiscono l’obbligatorietà.

È un campanello d’allarme, anche se non ancora una vera e propria emergenza, la battuta di arresto dei CAM per quasi tutte le categorie merceologiche e in quasi tutte le Amministrazioni Pubbliche, dalle Regioni ai Soggetti Aggregatori, dai Comuni agli Enti gestori delle Aree Protette fino alle ASL.

È quanto emerge dai dati del VI Rapporto “I numeri del Green Public Procurement in Italia” dell’Osservatorio Appalti Verdi, nato dalla collaborazione di Legambiente e Fondazione Ecosistemi, in partnership con Assosistema, Novamont, Università degli Studi di Padova, AdLaw Avvocati Amministrativisti,Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torinoe laRete dei Comuni Sostenibili, e presentato il 18 maggio 2023 nel corso dellaXVII edizionedel Forum Compraverde-Buygreen.Gli Stati Generali degli acuisti verdi, la manifestazione che ogni anno riunisce i principali attori coinvolti nella diffusione e attuazione di politiche, progetti, beni e servizi di Green Procurement pubblico e privato.

Gli acquisti verdi della pubblica amministrazione sono regolati da specifiche tecniche e clausole contenute nei Criteri Ambientali Minimi (CAM), obbligatori dal 2016 e introdotti in Italia con il Green Public Procurement (GPP), lo strumento che indirizza gli enti pubblici verso investimenti a ridotto impatto ambientale. Oggi la loro adozione è prerequisito essenziale per concorrere in tutti i bandi pubblici. Nel corso del periodo 2022-2023 il Ministero dell’Economia, per esempio, ha adottato per i progetti finanziati con il PNRR, la “Guida per il rispetto del principio di non arrecare danno significativo all’ambiente (DNSH)” che confermal’adozione obbligatoria e propedeutica dei CAM. Anche il nuovoCodice Appaltiribadiscel’obbligatorietà del GPP e del rispetto dei criteri sociali(equità di genere, occupazione, inclusione). Ma il tema degli acquisti verdi riguarda più in generale tutto il mondo delle imprese in un’ottica di economia circolare ed efficientamento dei processi.

L’indagine diretta dell’Osservatorio ha monitorato complessivamente157 Stazioni Appaltanti(44 Aziende Sanitarie Locali, 99 Enti gestori di Aree Protette e 14 Centrali di Committenza Regionali) le cui performance appaltanti sono state indicizzate attraverso l’uso di un indicatore complessivo del GPP che tiene conto di più elementi: da un lato, l’adozione dei CAM, dall’altro fattori come ilmonitoraggio interno, laformazione del personale, ilrispetto della parità di generee illivello di diffusione di conoscenza del GPP all’interno degli enti presi in considerazione.

Tra le politiche che facilitano il GPP nelle amministrazioni pubbliche che hanno risposto al questionario, spicca la conoscenza dello strumento del GPP, che non risulta più un mistero per i funzionari, in quanto il 95% del campione ha dichiarato di sapere cos’è; ancora indietro invece sull’applicazione di temi fondamentali come ilPlastic Free(applicato nel 67% dei casi),la Formazione del personale (ferma al 45%) e i Criteri sociali(40%). Fanalini di coda il Gender procurement(applicato solo nel 25% dei casi) e il Monitoraggio degli acquisti verdi svolti dall’amministrazione(16%). Lamancanza di formazione adeguataai temi e per l’applicazione dei CAM e delle politiche di GPP con il58%è la maggiore difficoltàriscontrata dalle stazioni appaltanti indagate quest’anno, rispetto alle principiali individuate, segue con il35% la mancanza di imprese sul territorio necessarie alla partecipazione ai bandi con i requisiti di sostenibilità richiesti; chiude la classifica con il34% la difficoltà di redazione dei bandi.

“Il rapporto dell’Osservatorio Appalti Verdi 2023– ha affermatoSilvano Falocco, Direttore generale della Fondazione Ecosistemi –mostra come non sia ancora ‘senso politico comune’ che i Criteri Ambientali Minimi e il GPP rappresentino lo strumento per creare, attraverso la domanda pubblica, un mercato ai prodotti e servizi a basso impatto ambientale che, se supportati dalla domanda nelle fasi iniziali di sviluppo dove i costi di transizione sono ancora alti, avranno maggiori possibilità di affermarsi sul mercato. Dai dati emersi è come se lo ‘spazio di attuazione’ del GPP si fosse saturato, con le pubbliche amministrazioni virtuose che rispettano gli obblighi di legge, seppur in qualche caso arrancando, mentre le altre continuano semplicemente a non farlo. È necessario impegnarsi e per diffondere l’uso del GPP e dei CAM intervenendo soprattutto in quelle aree la cui applicazione resta difficile per mancanza di strumenti, di conoscenza e di informazione”.

Il GPP nelle stazioni appaltanti
I99 Enti Gestori di Aree protetteche hanno risposto al questionario gestiscono ben 146 Aree protette (tra Aree Marine, Parchi nazionali e regionali e Riserve regionali). L’importanza di questi Enti nello sviluppo e messa a terra del GPP è doppiamente rilevante per far sì che le Aree protette siano uno dei fiori all’occhiello di sostenibilità non solo attraverso la conservazione della natura, ma anche con attività amministrative, di gestione e governance del territorio vincolato a livello naturalistico. Le 146 Aree protette interpellate hanno una media di performance dell’applicazione del GPP del 57%, ma sono solo 15 quelle che hanno raggiunto un indice di performance molto elevato: nonostante nessuna di queste sia 100%GPP,8 raggiungono il 95% di performance(sono l’Area Marina Protetta Capo Spartiventoe quella diPunta Campanella, ilParco Regionale La Mandria, ilParco naturale di Stupinigi, ilParco naturale regionale dell’Aveto, leriserve naturali Ponte del Diavolo di Lanzo, Monte Lera e Vauda),una il 91%(AMP Isole Egadi) e6 il 90%(iParchi nazionali dell’Alta Murgia, delGran sasso e dei Monti della Laga, delleDolomiti Bellunesi, l’AMP Capo Caccia – Isola Piana, ilParco naturale regionale Beiguae ilParco regionale di Porto Conte).

Tra le 14 Centrali Uniche di Committenza regionaliche hanno partecipato all’indagine nel 2023, mediamente laperformance sull’applicazione del GPP è del 57%, con Regioni comeFriuli-Venezia Giulia,Lazio,LombardiaeSardegnache sono100% GPP,seguite daToscana(95%) edEmilia-Romagna(90%). Degli 11 CAM disponibili,solo uno raggiunge circa il 43% di applicazione(CAM Ausili per l’incontinenza), mentregli altri a fatica superano il 20% di applicazione(6 su 11), 2 su 11 superano il 10%e2 si fermano sotto la doppia cifra.
Da segnalareil segno meno registrato in tutte le voci di applicazione dei CAM nel 2022 rispetto ai dati del 2021, a dimostrazione di una importantecontrazione dell’uso dello strumento in un momento cruciale per la messa a terra di molti bandi di iniziativa pubblica.

Per le44 ASLche hanno restituito il questionario, la media diperformance è del 57%, con le migliori performance registrate nell’Azienda USL di Bologna(95%),Ferrara(93%) e dellaToscana nord(90%).Solo altre 7 Aziende Sanitariehanno raggiunto un indice di performancesuperiore all’80%. Rispetto all’applicazione dei16 CAM inerenti questa tipologia di ente appaltante, inun caso il tasso di applicazione è stato inferiore al 20%, in2 inferiore al 30%ealtrettanti sono il 40%; in3 casi si è raggiunto il 40%, in4 il 50%esempre in 4 casi il 60%. Rispetto al 2021 ben13 delle 16 voci hanno riscontrato una contrazione nel tasso di applicazione, registrando unsegno positivo solo per le voci carta grafica,veicolieristorazione collettiva.

“La transizione ecologica ha bisogno di strumenti come il GPP per l’economia, la società e il Pianeta– ha commentatoGiorgio Zampetti, Direttore generale di Legambiente –In particolare, per attuare le politiche di decarbonizzazione dell’economia, per sviluppare l’economia circolare, e per la tutela della biodiversità,e non è più accettabile che l’Italia sconti ancora un importante ritardo nella loro piena implementazione. Dopo un graduale miglioramento delle performance registrato nel corso degli anni, constatiamo che l’attenzione si è nuovamente abbassata sul tema. Proseguiamo dunque nel nostro lavoro, a maggior ragione ora che il MASE ha approvato 6 nuovi CAM come quelli suedilizia, arredi interni, rifiuti,eventi,tessile,arredo urbanoe ne ha programmati altri 7, di cui 5 con attività in corso e 2 da avviare, per far sì che questi strumenti vedano un corretto utilizzo e siano realmente i pilastri su cui rilanciare la sostenibilità degli acquisti verdi nel nostro Paese”.

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