Cambiamenti climatici Clima Sostenibilità

Adattarsi ora: da Rapporto GCA benefici netti fino a 7.100 miliardi di $

Dal Rapporto della Commissione globale per l’adattamento, guidata da Ban Ki-moon, Bill Gates e Kristalina Georgieva, le raccomandazioni per un rapido adattamento ai cambiamenti climatici, che, oltre a rendere il mondo resiliente, stimola anche la crescita economica. Quel che manca non sono i soldi ma una “leadership politica che scuota le persone dal loro sonno collettivo”.

La Global Commission on Adaptation (GCA), guidata dall’ex-Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, da Bill Gates co-Presidente della Bill and Melinda Gates Foundation e Kristalina Georgieva, Amministratore delegato della Banca mondiale (WB) in attesa di assumere la Presidenza del Fondo Monetario Internazionale (IMF), ruolo che lascerà Christine Lagarde chiamata alla Presidenza della Banca Centrale Europea (ECB), ha presentato il 10 settembre 2019 il RapportoAdapt Now: A Global Call for Leadership on Climate Resilience”.

La CGA, lanciata appena lo scorso anno da Bill Gates e Kristalina Georgieva per promuovere l’adattamento nell’Agenda politica globale, supportata scientificamente da World Resources Institute (WRI) e Global Center on Adaptation, e composta da 34 commissari di 20 Paesi, sollecita i Capi di Stato e di Governo, leader di comunità, dirigenti aziendali, investitori e altri attori internazionali a prepararsi per rispondere con urgenza, determinazione e lungimiranza agli effetti devastanti dei cambiamenti climatici. Accelerando l’adattamento al clima, è possibile garantire che le persone traggano vantaggio da opzioni convenienti, riducano i rischi e ne risultino rafforzate. Inoltre, senza azione, milioni di persone saranno spinte ulteriormente nella povertà, con conseguente aumento di conflitti e instabilità.

I cambiamenti climatici non rispettano i confini: sono un problema internazionale che può essere risolto solo con la cooperazione e la collaborazione, al di là dei confini nazionali e in tutto il mondo – ha dichiarato Ban Ki-moon –  Sta diventando sempre più chiaro che in molte parti del mondo il nostro clima è già cambiato e dobbiamo adattarci ad esso. La mitigazione e l’adattamento vanno di pari passo, come due componenti ugualmente importanti dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. L’adattamento non è solo la cosa giusta da fare, è anche la cosa intelligente da fare per stimolare la crescita economica e creare un mondo resiliente al clima. I cambiamenti climatici potrebbero spingere oltre 100 milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo al di sotto della soglia di povertà“.

Proprio in questi giorni, un altro Rapporto, presentato alla COP14 dell’UNCCD (Nuova Delhi, 2-13 settembre 2019) ha evidenziato che il degrado dei suoli, combinato con i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità, potrebbe costringere fino a 700 milioni di individui a migrare entro il 2050.

Secondo il Rapporto, l’adattamento può produrre significativi ritorni economici, con un tasso elevato di rendimento sugli investimenti per migliorare la resilienza, compreso tra il 100% e il 1000%. In particolare, l’analisi rileva che l’investimento globale di 1.800 miliardi di dollari in 5 settori potrebbe produrre dal 2020 al 2030 benefici netti per 7.100 miliardi di dollari.

I 5 settori presi in esame dal Rapporto sono:  
– i sistemi di allarme rapido;
– le infrastrutture resilienti al clima;
– il miglioramento dell’agricoltura delle terre aride;
– la protezione delle mangrovie;
– gli investimenti per rendere le risorse idriche più resilienti.
Queste aree rappresentano solo una parte del totale degli investimenti necessari e dei benefici totali disponibili.

Il Rapporto riporta esempi dei vantaggi economici, sociali e ambientali che sono stati conseguiti con le azioni di adattamento.

Il ripristino delle foreste di mangrovie, in Paesi come la Thailandia, l’India e le Filippine, oltre a proteggere le comunità costiere da ondate rovinose di tempeste e fornire habitat per le specie oggetto di pesca del posto, ha aumentato la prosperità di quelle regioni.

La strategia olandese “Room for the River” ha spostato le dighe nell’entroterra, allargato i fiumi e creato terreni in grado di assorbire l’acqua. Questi progetti gestiscono e rallentano le acque alluvionali, fornendo allo stesso tempo spazi innovativi per l’uso pubblico e la rivitalizzazione di quartieri.

  • Nello Zimbabwe, gli agricoltori che utilizzano mais tollerante la siccità sono stati in grado di raccogliere fino a 600 chilogrammi di mais in più per ettaro rispetto al mais convenzionale. Il raccolto aggiuntivo è stato sufficiente per nutrire una famiglia di sei persone per nove mesi, le ha fornito un reddito extra di 240 dollari, permettendo di mandare i figli a scuola e soddisfare le altre esigenze.
  • La riduzione dei rischi di alluvione nelle aree urbane riduce i costi finanziari, aumenta la sicurezza e rende più fattibili gli investimenti che sarebbero altrimenti troppo vulnerabili ai rischi climatici. Il Canary Wharf di Londra e altri sviluppi nella zona est di Londra sarebbero stati impossibili senza la protezione dalle inondazioni dalla barriera del Tamigi.

La CGA afferma nella Premessa che il maggiore ostacolo all’adattamento non sono i soldi ma la mancanza di una “leadership politica che scuota le persone dal loro sonno collettivo”.

Per questo si chiede una rivoluzione in tre aree: comprensione, pianificazione e finanza, al fine di rendere visibili gli impatti e i rischi climatici, incorporare le soluzioni nel processo decisionale a tutti i livelli e di rilasciare flussi finanziari pubblici e privati.

Nel Rapporto si analizza come questi importanti cambiamenti possano essere applicati a sette sistemi economici che l’attuale crisi climatica sta distruggendo: alimentazione, ambiente naturale, acqua, città, infrastrutture, gestione del rischio di catastrofi e finanza.

Il Rapporto chiede, inoltre, un adattamento che affronti le disuguaglianze sociali e coinvolga nel processo decisionale il maggior numero di persone, soprattutto le persone più vulnerabili agli impatti climatici, quelle più colpite dai cambiamenti climatici ma che non sono in alcun modo responsabili di averli causati, affinché l’adattamento diventi un imperativo umano.

Questo rapporto della Commissione globale sull’adattamento arriva in un momento cruciale – ha commentato Patricia Espinosa, Segretaria esecutiva della Convenzione Quadro dell’ONU sui Cambiamenti Climatici (UNFCC) il cui Comitato Adattamento (AC) è riunito in questi giorni (Bonn, 9-12 settembre 2019) per predisporre la relazione per la COP25 – I governi stanno preparando il prossimo round di Piani di azione per il clima ai sensi dell’Accordo di Parigi, da presentare formalmente alle Nazioni Unite nel 2020. Abbiamo bisogno che tali piani siano più ambiziosi di quanto non lo siano in questo momento. Se è vitale che le nazioni debbano lavorare per ridurre le loro emissioni, portando a un mondo neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050, è altrettanto fondamentale che essi costruiscano anche la resilienza agli inevitabili impatti dei cambiamenti climatici”. 

La Commissione GCA ha annunciato che in occasione del Vertice sul Clima dell’ONU, lancerà il 24 settembre 2019 l’ Ban Ki-moon, Bill Gates e Kristalina Georgieva, una mobilitazione globale che si baserà sulle raccomandazioni contenute nel Report, in parallelo alla Campagna #AdaptOurWorld.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.