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8 marzo: “solo” il 12,6% delle donne ha subìto lo stalking

8 marzo

Donne motore dell’economia e della speranza, moderne, tecnologiche, connesse alla Rete e appassionate di social, attente al proprio aspetto fisico e sempre più propense a inseguire la bellezza anche a costo di ricorrere al bisturi.  Dopo un lungo e difficilissimo periodo di crisi, le abitudini di consumo delle donne hanno contribuito comunque a ridare fiducia ad un’economia rimasta per molto tempo in difficoltà”.

In occasione della Giornata Internazionale della Donne che si celebra ogni anno l’8 marzo per promuovere i diritti delle donne e superare le discriminazioni di genere, l’Eurispes (l’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali) ha diffuso l’indagine “Italiane 4 istantanee per un ritratto” che ha coinvolto 557 partecipanti di sesso femminile, raggiunte tra dicembre 2017 e gennaio 2018, attraverso un questionario cartaceo su alcune tematiche specifiche: i consumi, la bellezza, la tecnologia e il fenomeno della violenza di genere.

In particolare, è stata analizzata una forma di violenza che negli ultimi anni ha trovato ampio spazio sui media anche a causa dei numerosi casi di cronaca registrati, lo stalking.

La percezione diffusa nell’opinione pubblica femminile è che il fenomeno sia aumentato negli ultimi due anni, ma l’indagine realizzata dall’Eurispes sullo stalking rivela che la situazione reale sarebbe meno drammatica di quella percepita e il fenomeno più contenuto.

Seppur contenuto, questo fenomeno rimane pur sempre una vera e propria violazione dei diritti umani, che può sfociare in femminicidi, come ha rilevato il Dossier della Commissione Parlamentare di inchiesta, diffuso in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” (25 novembre 2017).

Secondo la rilevazione, effettuata su un campione di sole donne dai 18 anni in su, il 12,6% delle intervistate ha subìto nel corso della vita condotte vessatorie reiterate nel tempo. Di queste, quattro su dieci hanno tra i 18 e i 34 anni, oltre un quarto sono separate o divorziate e due su dieci sono conviventi.  Il 17,7% vive nelle Isole, e il 17% nel Nord-Est, zone geografiche dove il fenomeno sembra più grave.

L’identikit dello stalker: nel 34,3% dei casi si tratta dell’ex partner, nel 17% è un conoscente e il 14,3% delle volte “l’orco” è un collega. Solo il 4,3% delle donne indica come stalker il proprio attuale marito, compagno o fidanzato.

Ad essere prese di mira dall’ex partner sono nella maggioranza dei casi le donne che vivono in coppia e non hanno figli (57%), seguite dalle donne che vivono sole (38,5%) e poi da quelle che vivono in coppia ed hanno prole (25,8%).

Sette volte su dieci l’atteggiamento persecutorio ha la forma di un messaggio o di telefonate ripetute, nel 58,5% dei casi si esplica attraverso insulti, il 48,6% delle intervistate parla di diffusione di affermazioni diffamatorie e oltraggiose, quattro su dieci sono state costrette a subire appostamenti, pedinamenti e minacce, il 23% danni a cose di proprietà.

Ha subìto aggressioni fisiche il 17% delle vittime di stalker e una identica percentuale molestie rivolte alla famiglia o agli animali della vittima. In particolare, le vittime più frequenti di aggressioni fisiche sono le donne più anziane: la percentuale più alta si registra tra le over 65 e si attesta al 28,6%.

Un altro dato interessante riguarda le testimonianza indirette: il 32,5% delle intervistate ha dichiarato di aver conosciuto altre vittime di stalking, una percentuale pari quasi al triplo di quella di coloro che hanno avuto esperienza in prima persona. Tra le ragazze più giovani, questo dato arriva al 46,4%.

Rispetto agli anni passati è il carrello della spesa del supermercato a pesare di più sul bilancio familiare: il 45% delle donne ha dichiarato infatti di aver impiegato maggiori risorse finanziarie per comprare cibo e quello di qualità è in vetta alla classifica dei prodotti e servizi di cui le donne non sono disposte a fare a meno.

Un’altra voce rilevante riguarda le spese mediche: oltre il 38% delle donne ha dedicato alle cure per la salute maggiori risorse, con una percentuale più alta, come era prevedibile, tra le over 65 e le fascia di età tra 45-64 anni.

Più di tre su dieci hanno dichiarato di aver usato maggiormente l’automobile. Il 27,8% delle donne nell’ultimo anno ha assaporato più spesso del buon cibo fuori casa, il 25,7% ha dedicato più risorse finanziarie al tempo libero, il 22,3% si è concessa più viaggi e vacanze. A trainare questo tipo di spesa sono soprattutto le fasce giovani tra i 18 e i 24 anni e tra i 25 e i 34 anni.

Oltre un quarto delle italiane ha poi confessato di aver investito di più nella bellezza e nella cura, tra estetista, parrucchiere, profumeria. Il dato interessante è che a spendere di meno e a dover affrontare maggior difficoltà economiche sono le donne che lavorano con partita IVA: solo il 16% infatti si è concesso questo tipo di investimento, rispetto al 35,3% di chi ha un contratto a tempo determinato e al 34,3% delle donne che hanno un contratto di lavoro atipico.

Quella per i vestiti rimane una passione tutta femminile: una su quattro ha speso di più per l’outfit (l’insieme degli abiti e degli accessori indossati da una persona) rispetto agli scorsi anni; la classe delle 18-24enni è quella che più delle altre ha incrementato il budget da destinare a questo tipo di shopping.

Così come le donne non possono a fare a meno dei loro amici a quattro zampe, considerati sempre di più parte integrante della famiglia: una donna su cinque ha incrementato la spesa per il proprio pet(animale domestico).

C’è poi il capitolo dedicato ai figli: oltre tre donne su dieci hanno scelto di spendere di più per l’istruzione privata scolastica e universitaria dei figli, mentre solo il 15% ha aumentato il budget per le baby sitter.

Salta agli occhi il dato che riguarda le donne che lavorano con partita IVA: il 100% di loro non ha speso neanche un euro in più per affidare le cure dei figli ad altri. È invece molto alta la percentuale di chi ha dovuto sostenere maggiori costi per la badante (30%), segno anche questo di una popolazione che invecchia.

Diciassette donne italiane su 100 hanno modificato il loro corpo con la chirurgia estetica, di queste due su cento lo ha fatto più di una volta. Il risultato sorprendente è che sono soprattutto le giovanissime fra i 18 e i 24 anni a cedere al “ritocchino”: più di una ragazza su cinque (21,4%) si è rivolta alla chirurgia estetica almeno una volta nella vita, il 3,6% più di una.

Per quanto riguarda i trattamenti estetici non chirurgici, sono stati utilizzati dal 27,1% delle donne intervistate, poco più di una donna su cinque si è tatuata, il 18,1% ha fatto un piercing.

La tecnologia è donna: non esiste alcun gap tra maschi e femmine in tema di tecnologia legata alle abitudini quotidiane. L’88,7% delle donne italiane possiede un cellulare, la percentuale raggiunge la quasi totalità nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 44 anni.

Oltre sette donne su dieci, secondo la rilevazione dell’Eurispes, cambiano apparecchio solo quando quello vecchio non funziona più, il 12,6% quando il modello e le funzionalità sono superati, solo una su dieci lo sostituisce quando ne esce uno che le piace di più e il 6,9% appena ne ha la possibilità.

Il 78,5% crede che i Social network siano di aiuto per restare in contatto con i propri amici, il 71,8% che consentano di essere informati sull’attualità; per il 63,4% aiutano a fare nuove conoscenze e per il 62,5% sono uno strumento utile di lavoro. La grande maggioranza è comunque cosciente anche degli aspetti negativi.

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