5 Dicembre 2021
Beni culturali e turismo

Una traccia dell’Etruria: Volterra

di Elena Caravias

La Toscana è considerata la culla dell’arte rinascimentale. Ogni anno milioni di turisti visitano il capoluogo fiorentino per apprezzarne i monumenti, i musei e gli splendidi giardini. Come spesso accade, però, non sempre si è a conoscenza di altri luoghi, spesso dietro l’angolo, di pari valore e maestosità. Questo è ciò che accade a posti come Volterra, con la sua splendida acropoli etrusca.

Le origini di Volterra

Nella provincia di Pisa, Volterra sorge su un colle. Già abitata all’età del bronzo, fu una delle più importanti città-stato etrusche. Nell’ VIII° secolo a. c. gli agglomerati sui colli si ricongiungono nell’acropoli, luogo dove inizia il processo che da origine al vero nucleo urbano. Nel IV° secolo inizia a decadere e verso la metà del III° secolo a. c. riconosce la supremazia di Roma.

L’acropoli di Volterra

Nella parte più alta della collina, è stata rinvenuta l’acropoli, per convenzione adibita a zona di culto:

Dal primo scavo archeologico è emerso un complesso santuariale composto da vari templi e altri edifici di culto. I tempi svettano non a caso in zone strategiche, visibili anche da lontano, per poter predire il futuro interpretando i segnali della natura nel cielo sovrastante le strutture. Vi è all’interno del sito una stratificazione di edifici, tipica dei popoli antichi che sono soliti riutilizzare i basamenti dei vecchi edifici “rimodernandoli”. I due edifici più importanti sono due templi di età ellenistica.

Un quartiere religioso

Una seconda fase di scavi ha fatto riemergere, sempre nell’acropoli, un vero e proprio quartiere religioso risalente al VI° secolo a. c. con alloggi per i religiosi, magazzini, altri templi e cisterne per l’acqua piovana. Tre strutture attirano l’attenzione:

Un tempio della seconda metà del II° secolo a. c. prende spunto dall’architettura greca e annessa a un cisterna profonda otto metri, per l’acqua rituale;

un tempio del III° secolo a. c. al confine nord, più vicino alla tradizione architettonica etrusca;

un edificio del II° secolo a. c. contenente un affresco originale dai colori vivissimi (verde, rosso, nero, giallo, bianco). Parte dell’affresco è conservato al Museo Guarnacci.

Altre mete da scoprire

L’acropoli è di certo la più ampia zona etrusca da visitare con percorsi guidati, ma non l’unica. A pochi passi sono presenti innumerevoli tracce lasciate dall’antica Etruria: dalle mura alle tombe sotterranee, da Porta Diana che rinnova il rituale pagano alla Dea, dove tutte le spose passavano di lì per andare in matrimonio, fino alla Buca delle fate, ipogeo etrusco dalle pareti scolpite, di grande suggestione.

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