23 Gennaio 2022
Infrastrutture e mobilità Territorio e paesaggio

Veicoli elettrici: la rete di ricarica in UE è lontana dagli obiettivi al 2025

La Relazione speciale della Corte dei conti europea (ECA) sottolinea che è assai improbabile che l’UE possa conseguire l’obiettivo del Green Deal di un milione di punti di ricarica, la loro crescita è inferiore a quella delle vendite di veicoli elettrici e ibridi, la loro accessibilità varia tra i Paesi, le informazioni non sono adeguate e i sistemi di pagamento non sono armonizzati.

Secondo la Relazione specialeInfrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici: vi sono più stazioni di ricarica, ma la loro diffusione non uniforme rende complicato viaggiare nell’UE” della Corte dei conti europea (ECA), l’UE è tuttora molto lontana dal raggiungere l’obiettivo del Green Deal di un milione di punti di ricarica entro il 2025 e non dispone di una tabella di marcia strategica generale per la mobilità elettrica.

Con il Green Deal europeo annunciato nel dicembre 2019, l’UE mira a ridurre entro il 2050 le proprie emissioni di gas a effetto serra generate dai trasporti del 90 % rispetto al 1990, nell’ambito di più ingenti sforzi profusi per divenire un’economia climaticamente neutra. I trasporti generano circa un quarto di tutte le emissioni di gas a effetto serra nell’UE, prevalentemente (72 %) tramite il trasporto su strada. Una parte essenziale della riduzione delle emissioni generate dal trasporto su strada consiste nel passare gradualmente a modi di alimentazione alternativi, a minore intensità di carbonio.

Nonostante alcuni successi, quali la promozione di uno standard comune UE per i connettori di ricarica dei veicoli elettrici, e il migliorato accesso alle diverse reti di ricarica, permangono ostacoli agli spostamenti con veicoli elettrici nell’UE.

L’UE sostiene gli Stati membri nella realizzazione di infrastrutture di ricarica elettrica mediante strumenti di intervento, coordinamento e finanziamenti. Secondo la Corte, non è stata realizzata un’analisi completa del deficit infrastrutturale che stabilisse quante stazioni di ricarica accessibili al pubblico fossero necessarie, dove avrebbero dovuto essere situate e quale potenza avrebbero dovuto erogare.

Per testare direttamente le infrastrutture di ricarica cofinanziate dall’UE mediante il meccanismo per collegare l’Europa (MCE), gli auditor della Corte hanno guidato veicoli elettrici per circa 2.500 km, nel corso di due tragitti, per visitare e sottoporre a test 10 stazioni di ricarica cofinanziate gestite da tre beneficiari di fondi MCE in Germania, Francia e Italia. L’audit della Corte non ha riguardato i valori-obiettivo relativi alle emissioni e alle energie rinnovabili, lo sviluppo di batterie e la ricerca, e nemmeno la generazione e distribuzione dell’energia elettrica necessaria per le stazioni di ricarica.

Gli auditor della Corte hanno rilevato che:
la disponibilità di stazioni di ricarica accessibili al pubblico varia notevolmente da Paese a Paese;
i sistemi di pagamento non sono armonizzati;
non sono disponibili informazioni in tempo reale per gli utilizzatori.

Nel 2020, nonostante il generale calo delle immatricolazioni di nuovi veicoli dovuto alla pandemia di COVID-19, il segmento dei veicoli elettrici e ibridi ricaricabili ha visto crescere considerevolmente la propria quota di mercato. Le reti di ricarica, tuttavia, non si stanno sviluppando allo stesso ritmo.

La mobilità elettrica necessita di un numero sufficiente di infrastrutture di ricarica. Ma affinché tali infrastrutture siano costruite, è necessario che ci siano maggiori certezze circa la diffusione dei veicoli elettrici – ha dichiarato Ladislav Balko, il Membro della Corte responsabile della relazione – Lo scorso anno, un’autovettura ogni dieci vendute nell’UE era ricaricabile elettricamente, ma le infrastrutture di ricarica non sono accessibili in modo uniforme nell’UE. La Corte ritiene che la Commissione dovrebbe fare di più per sostenere una copertura della rete in tutta l’UE e garantire che i fondi UE vadano là dove sono maggiormente necessari”.

I finanziamenti forniti mediante il meccanismo per collegare l’Europa (MCE) non sono sempre andati là dove erano maggiormente necessari, e non vi erano valori-obiettivo chiari e coerenti né requisiti minimi in materia di infrastrutture a livello UE.

Sistemi informativi e di pagamento differenti complicano l’esperienza dell’utente. Ad esempio, tra le diverse reti vi sono scarse informazioni coordinate sulla disponibilità in tempo reale, sui dati di ricarica e sui dettagli di fatturazione.

Nella prospettiva del riesame in corso del quadro strategico e normativo in materia di mobilità elettrica, la Corte raccomanda alla Commissione UE di:
– proporre requisiti minimi per le infrastrutture di ricarica elettrica applicabili alla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T), che includano una dimensione geografica (ad esempio, distanza media tra punti di ricarica) e una migliore definizione dell’accessibilità al pubblico, dei tipi di stazione di ricarica, dei metodi di pagamento e della fornitura di informazioni adeguate agli utenti;
preparare una tabella di marcia con i termini entro cui raggiungere i valori-obiettivo per le infrastrutture di ricarica per guidare i portatori d’interesse e i decisori politici verso il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal;
destinare i finanziamenti sulla base di criteri oggettivi e di analisi del deficit infrastrutturale;
garantire che i progetti cofinanziati offrano un accesso sostenibile e non discriminatorio a tutti gli utilizzatori.

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