2 Dicembre 2021
Economia e finanza Sostenibilità

Utility: dal profitto alla ragion d’essere

Utilitalia, la Federazione che riunisce le Utility dei servizi pubblici dell’Acqua, dell’Ambiente, dell’Energia Elettrica e del Gas, raccogliendo la sfida di un cambio di paradigma in un’ottica di sostenibilità, ha avviato una riflessione sul purpose aziendale al fine di promuovere nel modello di business una crescente integrazione di innovazione, sostenibilità e valore condiviso per tutti i portatori di interesse.

L’economista statunitense Milton Friedman, Premio Nobel per l’economia (1976), affermava che l’unico scopo di un’azienda è generare profitti per i suoi azionisti. Erano gli anni del capitalismo del dopoguerra, del profitto economico sopra tutto e del mito della crescita infinita.

Oggi non è più così. I cambiamenti economici e sociali intervenuti nel frattempo hanno mostrato la necessità di un cambio di paradigma in un’ottica di sostenibilità e la crisi indotta dal Covid-19 ha evidenziato che l’impatto sociale del fare impresa è un elemento imprescindibile per il business, contribuendo al bene comune.  I risultati economici devono essere al servizio dell’interesse collettivo e contribuire a rendere il mondo un posto migliore in cui vivere.

È quel che sottende il concetto di “Corporate Purpose” ovvero lo scopo finale di un’impresa, la sua “raison d’être” per usare il termine con cui in Francia la Legge n.486 del 22 maggio 2019, relativa alla nascita, crescita e trasformazione delle società (nota come Loi Pacte) ha introdotto nel Codice Civile e nel Codice del Commercio “la ragion d’essere” dell’impresa e ”l’interesse sociale” delle sue attività.

Pur senza obblighi normativi, Utilitalia, la Federazione che riunisce le Utility dei servizi pubblici dell’Acqua, dell’Ambiente, dell’Energia Elettrica e del Gas, ha raccolto la sfida di questa transizione ed ha presentato nel corso di un evento, trasmesso in streaming il 18 novembre 2021, il position paperPurpose aziendale: il ruolo delle utility in Italia”, con l’obiettivo di avviare una riflessione sul purpose delle aziende di pubblica utilità al fine di promuovere una crescente integrazione – nel modello di business – di innovazione, sostenibilità e valore condiviso per tutti gli stakeholder.

Crescenti pressioni sociali, politiche e di mercato sui leader aziendali hanno spinto per andare oltre la semplice creazione di valore a breve termine per gli azionisti – si legge nella nota introduttiva di Utilitalia – Il contributo alla base di questo cambio di mentalità va dal riconoscimento dell’urgenza di tutelare l’ambiente, alla sfiducia nelle grandi aziende dopo la crisi finanziaria, passando per l’attenzione posta sull’uguaglianza e sul giusto trattamento di consumatori e lavoratori e su un nuovo atteggiamento verso il lavoro. Ma passa anche attraverso gli impegni a livello internazionale per combattere i cambiamenti climatici. La ripresa dall’emergenza sanitaria da Covid-19 sta facendo il resto. Tutti elementi che per le imprese concorrono a riflettere su come un’azienda realizza i suoi profitti piuttosto che su come vengono spesi”.

Il position paper è stato messo a punto, con la collaborazione di Utilitalia, da Oxera, società di consulenza economica e finanziaria leader in Europa, con sede i Gran Bretagna, che aiuta i propri clienti “a risolvere sfide complesse e a costruire strategie più solide”, il cui Partner Luis Correia da Silva ha presentato per l’occasione lo Studio.

La convinzione è che “per essere redditizia a lungo termine un’azienda deve mantenere e migliorare le sue varie fonti di capitale. Una gestione efficace dei diversi capitali può tradursi in una maggior creazione di valore, in una migliore gestione del rischio, in un miglior processo decisionale, in un maggior coinvolgimento degli stakeholder e in una comunicazione molto più efficace”.

Un esempio – si osserva nello studio – è che “i consumatori si allontanano sempre di più dai marchi associati alle aziende che hanno una cattiva reputazione ambientale”, mentre è dimostrato che “le imprese che impiegano una forza lavoro più diversificata, migliorano il loro capitale umano e hanno più profitti. I dipendenti vogliono lavorare e restare nelle aziende più in linea con la sostenibilità sociale e ambientale”.


Così come è provato che “le imprese che adottano il reporting ESG (Ambientali, Sociali e Governance) o IR (Investimenti Responsabili) hanno ritorni più alti sugli investimenti, per quanto queste analisi siano anche oggetto di critiche. Gli investitori sono altamente consapevoli di queste tendenze”. Infatti “la sfida più grande è capire l’impatto che l’azienda sta avendo sul mondo in generale, e non solamente sul valore per gli azionisti”.

Un modo per capire se ci si sta muovendo nella giusta direzione è la struttura dei 6 Capitali: per sopravvivere nel lungo periodo, le aziende devono mantenere non solo il loro capitale fisico e finanziario, ma anche il loro capitale naturale, sociale, umano, e intellettuale.

Fonte: Slide di presentazione

In particolare per le utility emerge “un messaggio chiave che è la natura stessa delle attività svolte – quella di fornire servizi essenziali per il benessere della società e dell’ambiente – cosa che implica come il purpose sia sotto molti aspetti parte del Dna di queste aziende”.

Le utility stanno giocando un ruolo di primo piano per la ripartenza e la crescita sostenibile del Paese, mettendo in campo investimenti in settori fondamentali per la qualità della vita dei cittadini – ha dichiarato la Presidente di Utilitalia, Michaela Castelli Questo studio dimostra come e quanto le imprese dei servizi pubblici, per loro natura, abbiano un purpose. Ma la sua esplicitazione ha il pregio di cristallizzare una serie di azioni messe in campo negli ultimi anni in un framework diverso, in grado di identificare le aziende stesse nel concetto di scopo di impresa ed essere ancora più efficaci nel perseguirlo. Contribuire alla crescita sostenibile del Paese a partire dai propri stakehoder, è oggi l’unico modo duraturo per essere impresa di successo. Stabilire chiaramente il proprio purpose e misurarne i risultati è ciò che ci permetterà di fare il salto necessario per stare al passo con i tempi”.

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