Il termine “Turismo DOP” è stato scelto come neologismo dell’anno 2025 dall’Istituto dell’Enciclopedia italiana Treccani, riconoscendone il modello specifico di turismo enogastronomico, legato ai prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e Indicazione Geografica Protetta (IGP), come fenomeno consolidato e di rilevanza culturale ed economica, basato sulla qualità, l’identità territoriale e lo sviluppo sostenibile.
“Turismo DOP locuz. s. le m. Forma di turismo enogastronomico centrata sulle esperienze legate ai prodotti agroalimentari a Indicazione Geografica (DOP e IGP), che nasce nei territori riconosciuti per l’eccellenza delle loro produzioni e si sviluppa grazie all’impegno dei Consorzi di tutela e delle imprese appartenenti alle filiere certificate, offrendo ai visitatori esperienze autentiche legate ai prodotti, con finalità educative e rappresentando un modello di sviluppo sostenibile […]”.
In occasione della selezione dei neologismi dell’anno, l’Istituto dell’Enciclopedia italiana Treccani ha scelto di porre l’attenzione sul settore del turismo, individuando (Qui il video) nel termine “Turismo DOP” una delle espressioni più significative per interpretare i cambiamenti in atto. L’ingresso ufficiale del termine nel Vocabolario Treccani riconosce il valore culturale e sociale di un approccio che promuove esperienze autentiche, rafforza il legame tra prodotti e territori e contribuisce a un modello di sviluppo basato sull’agricoltura multifunzionale e sulla qualità riconosciuta delle DOP e IGP.
Coniato dalla Fondazione Qualivita, ente senza scopo di lucro il cui obiettivo è garantire al sistema dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli DOP IGP italiani una adeguata tutela e valorizzazione attraverso un supporto scientifico e culturale, il “Turismo DOP” è un fenomeno innovativo che si colloca all’incrocio tra turismo enogastronomico, turismo culturale e turismo sostenibile. Grazie all’azione dei Consorzi di tutela e degli operatori delle filiere certificate, si sviluppa nei territori delle DOP e IGP, esaltandone il valore e il legame profondo.
Il Turismo DOP è “segmento specifico e strutturato del turismo enogastronomico, centrato esclusivamente sui prodotti a Indicazione Geografica e sulle esperienze sviluppate dai Consorzi di tutela e dalle imprese della filiera certificata – come ha scritto Mauro Rosati, esperto di Indicazioni Geografiche e politiche agricole, Direttore generale di Origin Italia, l’Associazione che riunisce oltre 70 Consorzi di Tutela delle principali Indicazioni Geografiche italiane del settore agroalimentare, sul numero speciale della Rivista Consortium, in occasione della pubblicazione del 1° Rapporto nazionale sul Turismo DOP, realizzato da Fondazione Qualivita in collaborazione con Origin Italia – Non si limita alla ristorazione o alla degustazione, ma promuove esperienze autentiche ad alto valore educativo e culturale, mirate a far conoscere le specificità storiche, produttive, ambientali e sociali delle IG. Tutto ciò contribuisce a rafforzarne la reputazione e il valore percepito. A differenza del turismo enogastronomico generico – spesso destrutturato e guidato da logiche di mercato non regolamentate – il Turismo DOP è tracciabile, coerente con il sistema normativo europeo e integrato nella filiera agroalimentare certificata. Ogni attività è progettata per raccontare il territorio, rafforzare l’identità locale e garantire al turista un’esperienza trasparente, informata e significativa”.

Affinché un’attività possa essere definita Turismo DOP, deve possedere 3 caratteristiche fondamentali:
– Autenticità. Tutela della reputazione della denominazione DOP/ IGP, attraverso eventi, esperienze e attività promozionali, in linea con il Reg. UE 2024/1143 che affida ai Consorzi il compito di salvaguardare le Indicazioni Geografiche e autorizzare le iniziative degli operatori.
– Educazione. Una funzione didattica rivolta ai visitatori per unire esperienze di viaggio con l’apprendimento attivo, integrando elementi di storia e cultura, metodi di produzione e tecniche agricole, e offrendo un’esperienza formativa completa sulle DOP IGP supervisionata dai Consorzi di tutela.
– Sostenibilità. Il Turismo DOP supporta la riduzione dell’impatto ambientale favorendo un consumo consapevole e responsabile da parte dei visitatori. Contribuisce inoltre allo sviluppo economico delle comunità locali e tutela il territorio e la biodiversità agricola e culturale.
Questa combinazione di elementi fa del Turismo DOP un modello di sviluppo territoriale che coniuga tradizione, innovazione e sostenibilità, generando valore per i territori e per le persone che li abitano.
Gli oltre 800 prodotti ad Indicazione Geografica italiani e i loro Consorzi di tutela, grazie al Turismo DOP, possono offrire l’opportunità di una strategia moderna sul turismo enogastronomico e sul turismo italiano in generale, portando un’offerta di vera qualità, diversificando le destinazioni e rilanciando i nuovi turismi, soprattutto quelli lenti e sostenibili che portano ricchezza ai piccoli centri e alle piccole filiere che tanto hanno contribuito a definire l’identità dell’Italia.
