AgroalimentareBeni culturali e turismoTerritorio e paesaggio

Turismo caseario: elemento nodale del turismo enogastronomico

Alla BIT di Milano (9-11 febbraio 2025), nel corso di un Convegno sul turismo enogastronomico, è stato presentato dalla Prof.ssa Roberta Garibaldi, Docente di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo e Presidente dell’AITE, il 1° Rapporto sul turismo e il mondo caseario.

Il turismo caseario sta emergendo come una componente fondamentale del turismo enogastronomico in Italia, con un potenziale significativo per lo sviluppo di destinazioni locali e la valorizzazione dei territori produttori, e sono sempre i caseifici che organizzano attorno alle loro produzioni delle vere e proprie esperienze turistiche.

In occasione del Convegno “L’enogastronomia artigiana al centro del viaggio. Il caso del turismo caseario”. organizzato daConfartigianato Turismoper approfondire le nuove tendenze del settore e mettere in evidenza tutte le opportunità per le imprese artigiane, e svoltosi nell’ambito delBorsa Internazionale del Turismo(BIT) a Fiera di Milano-Rho (9-11 febbraio 2025),Roberta Garibaldi, Docente di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo e Presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (AITE), ha presentato il1° Rapportosul turismo ed il mondo caseario.

Il Rapporto analizza l’attrattività del turismo legato al formaggio e ne mostra il trend di crescita recente: il 32,7% dei turisti italiani dichiara di aver partecipato ad almeno un’esperienza a tema formaggio nel corso dei viaggi degli ultimi tre anni – tra visite ai caseifici, eventi e festival, itinerari tematici ed esperienze dedicate nei ristoranti – e i numeri sono cresciuti in modo significativo nell’ultimo triennio: +7,3% sul 2021. Lo studio delinea, inoltre, le nuove esigenze dei cheese lover e presenta l’offerta turistica, evidenziando best practice e progetti di rete per la valorizzazione turistica del formaggio.

“Pur avendo già suscitato un crescente interesse da parte dei viaggiatori, il settore caseario non ha ancora ricevuto l’attenzione che merita in un’ottica sistemica– ha sottolineato Garibaldi –L’offerta attuale presenta numerose esperienze di alto valore, che testimoniano il potenziale di sviluppo di questa nicchia turistica”.

L’evoluzione dell’offerta: caseifici, cheese bar, musei, eventi ed itinerari
Caseifici ed aziende casearie sono il core dell’offerta turistica dedicata. Alle tradizionalivisite guidate ai caseifici, durante cui osservare e conoscere le varie fasi della produzione del formaggio, dalla mungitura alla stagionatura, incontrare i produttori locali e ascoltare le loro storie, si affiancano si affiancano proposte ingaggianti, coinvolgenti e stimolanti. Fra queste spiccano corsi dicheese pairing(apprezzati dal 55% dei rispondenti) elaboratori del formaggio (52%).

Il confine tra business e tempo libero diviene anche nel turismo legato al mondo caseario sempre più sottile, e le proposte dedicate alle aziende stanno iniziando ad essere apprezzate dal pubblico (il41% dei rispondenti vorrebbe parteciparvi).

La stessaristorazioneè in “fermento”. Daicheese bar, ai servizi dicheese catering, i format si stanno innovando per soddisfare i desideri degli amanti di questo mondo. Senza dimenticare le proposte tradizionali come lecarte dedicate ai formaggi, che quasi6 italiani su 10 vorrebbero trovare quando si recano nei ristoranti.

L’offerta si allarga dalle aziende ai territori, con imusei del formaggio, dedicati alla storia e alla cultura di questo prodotto, con il44% degli italiani che gradirebbe visitarne uno di respiro nazionale, e moltieventiefestival. Un’altra frontiera interessante è quella legata alleSPA tema formaggio, con trattamenti a base di miscela di acqua e latte crudo e di fieno. Infine, itinerari tematici, come le strade del formaggio che attraversano i territori e le aziende di produzione e possono essere percorsi a piedi, in biciletta o in automobile epacchetti turistici con visite ai luoghi di produzionedei formaggi.

Il turismo legato al mondo del formaggio, se adeguatamente supportato, pianificato e gestito, può contribuire a creare valore duraturo per i territori, le aziende, le comunità locali ed i turisti. Esso è potenzialmente capace di generare:
–Benefici di natura economica. Lo sviluppo del turismo connesso al mondo del formaggio può contribuire alla diversificazione delle economie rurali e sostenereil processo di multi-funzionalizzazione delle realtà produttive. Le proposte turistiche quali, ad esempio, visite guidate, degustazioni e laboratori/workshop sono in grado di generare entrate aggiuntive per i produttori e creare esternalità positive per altre attività presenti sui territori, ad esempio stimolando la nascita di nuove imprese connesse e di occupazione. Eventi tematici e mercati possono favorire la conoscenza dei territori rurali e dei prodotti caseari, al contempo stimolando nei turisti l’interesse verso la scoperta delle altre attrazioni connesse.
–Benefici di natura sociale e culturale. Essendo un turismo che si localizza principalmente nelle aree rurali, il suo sviluppo può contribuire adevitare o rallentare l’abbandono dei territori marginali e l’erosione delle pratiche tradizionali. Valorizzando lavoro dei casari è possibile rafforzare il senso di identità e di appartenenza alla comunità.
–Benefici di natura ambientale. L’azione di preservazione sostenuta dal turismo può estendersi all’intero paesaggio. Lacontinuità delle pratiche tradizionali riduce l’impatto negativo che l’abbandono o la trasformazione delle attività può avere sull’ambiente.

Possiamo, inoltre, identificare fattori che caratterizzano il turismo in senso lato e che possono esse da stimolo e favorire la valorizzazione turistica dei prodotti caseari. Lacrescente attenzione verso forme di turismo slow ben si confà al carattere rurale del turismo legato al mondo del formaggio, le cui proposte rientrano appieno tra fome di fruizione dolce.

Un ruolo fondamentale nel valorizzare la ricchezza delle produzioni casearie è svolto daiConsorzi di Tutela delle IG, in Italia ne abbiamo54, che fanno conoscere e promuovere i formaggi presso il grande pubblico, agevolarne la distribuzione e la commercializzazione, garantire la loro qualità e autenticità e difenderli dalle contraffazioni, che hanno allargato le proprie competenze al settore turismo, con compiti legati alla promozione e gestione delle attività connesse.

“Dal punto di vista economico e sociale il turismo legato ai formaggi ha il potenziale per generare benefici significativi per i territori coinvolti– ha dichiarato Garibaldi –L’aumento del reddito per i produttori locali, la creazione di nuove opportunità lavorative e il sostegno alla conservazione delle tradizioni sono alcuni degli impatti positivi osservabili. Inoltre, il rafforzamento del legame tra agricoltura e turismo può contribuire a dare nuove prospettive di crescita sostenibile alle comunità locali. L’auspicio è che le raccomandazioni e i casi di studio presentati possano stimolare ulteriori progetti e iniziative in grado di promuovere le eccellenze del settore, consolidando il formaggio come elemento centrale del turismo enogastronomico. La collaborazione tra produttori, operatori turistici e istituzioni sarà fondamentale per costruire un’offerta integrata e sostenibile, capace di rispondere alle esigenze del mercato e di contribuire allo sviluppo dei territori”.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.