Inquinamenti e bonifiche

Trattato globale sulla plastica: una sessione fallimentare

Dopo oltre 3 anni di negoziati, il secondo round della V sessione del Comitato intergovernativo di negoziazione (INC-5.2) si è chiuso a Ginevra senza raggiungere un accordo sul testo di Trattato globale sulla plastica, per l’opposizione dei Paesi petroliferi che hanno continuato a insistere affinché ci si concentrasse sul riciclaggio e sulla gestione dei rifiuti anziché affrontare il tema della produzione della plastica.

Dopo 10 giorni di negoziati, i colloqui del Comitato intergovernativo di negoziazione (INC-5.2) per sviluppare uno strumento internazionale giuridicamente vincolante sull’inquinamento da plastica, anche nell’ambiente marino, si sono conclusi il 15 agosto senza aver raggiunto un consenso sul testo dello strumento. Non si conosce la data dei prossimi  negoziati che il Comitato, comunque, ha concordato di riprendere.

“Sono stati 10 giorni di dura lotta, sullo sfondo di complessità geopolitiche, sfide economiche e tensioni multilaterali– ha affermatoInger Andersen, Direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), allaConferenza stampa di chiusuradel 15 agosto 2025 –Tuttavia, una cosa rimane chiara: nonostante queste complessità, tutti i Paesi vogliono chiaramente rimanere al tavolo delle trattative. Sebbene non siamo riusciti a ottenere il testo del trattato che speravamo, noi dell’UNEP continueremo a lavorare contro l’inquinamento da plastica, l’inquinamento che si trova nelle nostre falde acquifere, nel nostro suolo, nei nostri fiumi, nei nostri oceani e, pure, nei nostri corpi“.

L’obiettivo dell’INC-5.2 che ha visto la partecipazione dioltre 2.600 partecipantiriuniti alPalais des Nationsdi Ginevra, tra cui oltre 1.400 delegati membri provenienti da183 paesiequasi 1.000 osservatoriin rappresentanza di oltre400 organizzazioni, era di concordare il testo dello strumento e mettere in luce le questioni irrisolte che richiedevano ulteriori lavori preparatori, dopo che la sessione diBusandello scorso anno non era  aveva risoltole profonde divisioni tra i paesi “ad alta ambizione” che cercano un accordo vincolante a livello globale per limitare la produzione della plastica ed eliminare gradualmente le sostanze chimiche nocive, e quelli che, pur convinti della necessità di risolvere il problema, vorrebbero che ci si concentrasse su rifiuti e riciclaggio.

La sessione ha seguito un approccio strutturato: è iniziata con una sessione plenaria di apertura, si è poi articolata in 4 gruppi di contatto che hanno affrontato aree chiave come laprogettazione della plastica, lesostanze chimiche problematiche, ilimiti di produzione, lafinanzae la conformità, seguiti da una sessione plenaria di bilancio, consultazioni informali e si è conclusa con una sessione plenaria di chiusura il 15 agosto. 

Il testo elaborato dal Presidente della Commissione durante la riunione INC-5.1 di Busan è servito da punto di partenza per i negoziati durante la riunione INC-5.2, e la proposta rivisitata il 13 agosto ditestonon includeva un limite alla produzione di plastica, ma riconosceva che gli attuali livelli di produzione e consumo sono “insostenibili” e che questi livelli superano le attuali capacità di gestione dei rifiuti e si prevede che aumenteranno ulteriormente, “rendendo necessaria una risposta globale coordinata per arrestare e invertire tali tendenze“.

Nonostante l’intenso impegno,gli Stati petroliferi hanno continuato a insistere affinché ci si concentrasse sul riciclaggio e sulla gestione dei rifiuti anziché affrontare l’intero ciclo di vita della plastica. L’Arabia Saudita ha affermato che entrambe le bozze mancano di equilibrio, mentre per i negoziatori sauditi e kuwaitiani l’ultima proposta tiene maggiormente conto delle opinioni degli altri stati e affronta il tema della produzione di plastica, che ritengono al di fuori dell’ambito del trattato.

Dopo tre ore di riunione, il Presidente dell’INC, l’Ambasciatore dell’Ecuador,Luis Vayas Valdiviesoha battuto un martelletto fatto di tappi di bottiglie di plastica riciclata provenienti da una discarica di Nairobi e ha dichiaratosospesa la seduta che riprenderà a data da destinarsi.

“Non riuscire a raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati può portare tristezza, persino frustrazione– ha dichiarato il Presidente dell’INC, l’Ambasciatore dell’Ecuador,Luis Vayas Valdivieso–Tuttavia, non dovrebbe portare allo scoraggiamento. Al contrario, dovrebbe spingerci a recuperare le energie, rinnovare i nostri impegni e unire le nostre aspirazioni. Non ho dubbi che quel che non è successo a Ginevra, avverrà in un giorno in cui la comunità internazionale raggiungerà la condivisione e si unirà per proteggere il nostro ambiente e salvaguardare la salute dei nostri cittadini“.  

Ma sarà impossibile trovare un terreno comune tra coloro che sono interessati a proteggere lo status quo e la maggioranza che cerca un trattato funzionale che possa essere rafforzato nel tempo, dal momento che  una piccola minoranza continuerà a bloccare ogni reale progresso se si insisterà sulla via del consenso unanime. Come, peraltro, aveva paventato ilWWF Internationalche aveva invitato gli Stati autilizzare tutti gli strumenti procedurali disponibili per l’approvazione del Trattato–compresi il voto o la formazione di una coalizione di maggioranza–perché una piccola minoranza continuerà a bloccare ogni reale progresso se si insisterà sulla via del consenso unanime.

La sessione ha visto anche la partecipazione attiva della società civile, tra cui popolazioni indigene, raccoglitori di rifiuti, artisti, giovani e scienziati, che hanno fatto sentire la propria voce attraverso proteste, installazioni artistiche, conferenze stampa ed eventi presso e nei dintorni del Palais. 

In copertina: L’installazione artistica temporanea presso il Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra “The Thinker’s Burden” (l fardello del pensatore”) dell’artista ed attivista canadeseBenjamin Von Wong , che ispirata dall’opera dello scultore Augusto Rodin, ha voluto attirare l’attenzione dei diplomatici dei 193 Paesi rappresentati all’ONU e far riflettere su “l’impatto dell’inquinamento da plastica sulla salute umana”.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.