Energia

Transizione net zero: a rischio investimenti per ritardi della politica

Secondo un nuovo rapporto del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD) in collaborazione con Bain & Company, Breakthrough Agenda e Marrakech Partnership, circa il 91% dei dirigenti aziendali vede la transizione net zero come un’opportunità di investimento, ma solo l’1% ritiene che sia sulla giusta strada, a causa della mancanza di politiche governative coraggiose.

Senza politiche governative coraggiose, la prossima ondata di investimenti su larga scala per la transizione net zero è a rischio. In un sondaggio condotto su 250 dirigenti di aziende che vantano una capitalizzazione di mercato collettivo di oltre 2 trilioni di dollari in tutto il mondo, il 91% ha affermato di considerare l’obiettivo di zero emissioni nette come un’opportunità di investimento, tuttavia, solo l’1% delle aziende ritiene che la transizione sia sulla buona strada, lamentando l’assenza di politiche governative coraggiose.

L’avvertimento arriva dal “Business Breakthrough Barometer 2024”, diffuso il 31 ottobre 2024 dal World Business Council for Sustainable Development (WBCSD) e sviluppato in collaborazione conBain & Company,Breakthrough AgendaeMarrakech Partnership, che fornisce approfondimenti esclusivi, desunti da una survey che ha coinvolto 250 dirigenti di aziende leader responsabili di oltre il 70% delle emissioni globali e con una capitalizzazione di mercato complessiva di oltre 2 trilioni di dollari,sul ritmo attuale della transizione verso zero emissioni nette, sulle opportunità di business e su dove i governi possono concentrare al meglio gli sforzi per creare maggiori incentivi di mercato per gli investimenti.

Il nuovo rapporto di punta del WBCSD sottolineache i piani per dimezzare le emissioni entro il 2030 e raggiungere l’obiettivo climatico di 1,5 °C dipendono dagli investimenti del settore privato: tre quarti (74%) delle aziende intervistate hanno aumentato i loro investimenti nella transizione a zero netto negli ultimi tre anni, motivate ​​dalle crescenti opportunità commerciali nel loro settore, con una su tre (35%) che ha impegnato più della metà del proprio investimento di capitale.

Tuttavia, due terzi (66%) dei leader aziendali identificano la mancanza di un solido caso di investimento e la lenta espansione delle infrastrutture come gli ostacoli più urgenti per accelerare gli investimenti su larga scala. Le aziende citano chele sfide macroeconomiche stanno ritardando lo sviluppo dei progetti, conun’inflazione del 50% nei costi di spesa in conto capitale degli impiantieprezzi crescenti delle energie rinnovabili,processi di autorizzazione lenti,modelli di ricavi incerti,fornitura limitata di carburante a basse emissioni di carbonio,lunghe code di interconnessione della reteelento lancio delle reti di ricarica; tutto ciò mette a rischio la prossima serie di investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi di zero netto.

Nove su dieci (90%) degli intervistati affermano cheinvestirebbero di più se i governi iadottassero politiche volte ad affrontare le barriere specifiche del settore.

“Questo rapporto è il primo controllo del polso sulla transizione a zero netto da una prospettiva aziendale, offrendo un’istantanea chiara di dove ci troviamo e dove stiamo fallendo– ha affermatoPeter Bakker, Presidente e CEO di WBCSD –Ancora più importante, mostra le lacune critiche che dobbiamo colmare per rendere possibile la transizione a zero netto. Le aziende stanno intensificando gli sforzi, ma senza un’azione governativa decisa, rischiamo di perdere le opportunità di investimento senza precedenti che ci attendono”.

Secondo il rapporto, le aziende sono frustrate dal fatto che le attuali politiche e strutture di mercato non riescano a premiare gli investimenti a basse emissioni di carbonio e, nei settori difficili da decarbonizzare, sottolineando lanecessità di andare oltre la dipendenza dalla domanda volontaria, che non aumenta al ritmo necessario per settori come l’acciaio, il cemento, l’aviazione, il trasporto marittimo e i prodotti chimici.

Il Rapporto evidenzia come i governi possano sbloccare investimenti sostanziali del settore privato affrontando lebarriere di mercato all’implementazione di tecnologie a basse emissioni di carbonio. Le aziende identificano la necessità dipolitiche industriali specifiche per settorecon un focus su autorizzazioni semplificate,domanda obbligatoria,garanzie di entrate per tecnologie in fase iniziale,investimenti governativi in ​​infrastruttureesupporto all’innovazione.

I leader aziendali, inoltre, affermano in modo schiacciante (85%) che unmaggiore coordinamento internazionale è estremamente importante per la transizione verso l’obiettivo zero emissioni nette, ma solo un quarto(25%)afferma che è attualmente efficace, sottolineando la necessità di un coordinamento più profondo ed efficace tra le principali economie, in particolare per quanto riguardadefinizioni e standard armonizzati,mandati di domanda,norme commerciali internazionali idonee allo scopoeinfrastrutture transfrontaliere.

“Aziende e governi stanno sicuramente facendo progressi– ha sottolineatoCate Hight, Partner presso Bain and Company–Le tecnologie sono disponibili e vediamo una politica forte, tra cui standard, sussidi e investimenti diretti, in atto in alcune aree geografiche; queste stanno dando impulso al caso di investimento per la transizione net zero. Tuttavia, non ci stiamo muovendo abbastanza rapidamente. Il barometro di quest’anno è un chiaro messaggio da parte delle aziende che un ulteriore supporto politico è fondamentale per definire le condizioni di mercato necessarie per consentire un chiaro caso aziendale per l’adozione di tecnologie a basse emissioni di carbonio, su larga scala, in questo decennio cruciale”.

Il Rapporto esamina5 barriere chiave(caso di investimento,infrastruttura,tecnologia,vincoli di fornituraecomportamento dei clienti) evaluta le prospettive delle aziende sul fatto che le condizioni siano giuste per il ritmo e la portata degli investimenti richiesti.  Su 11 settori chiave, che rappresentano oltre il 70% delle emissioni globali, tra cui energia, cemento e calcestruzzo, acciaio e spedizioni, solo l’industria delle batterie ha le condizioni necessarie per attrarre investimenti sufficienti per rimanere sulla buona strada per gli obiettivi net-zero.

Nonostante le barriere significative, il rapporto cita una serie diesempi positivi di investimenti aziendali nell’ultimo anno, tra cui:
– leaziende siderurgicheimpegnano miliardi per costruire impianti alimentati a idrogeno per produrre acciaio a basse emissioni di carbonio, e la loro capacità pianificata è aumentata del 150% nell’ultimo anno, anche se questo non è ancora sufficiente per essere sulla buona strada per allinearsi a 1,5 °C;
– gli ordini dinavi alimentate a metanolosono cresciuti dell’80% dal 2023 al 2024, poiché le compagnie di navigazione stanno rendendo le loro flotte a prova di futuro, ma la fornitura di carburanti verdi non sta aumentando abbastanza rapidamente;
– si prevede che l’utilizzo dicarburante sostenibile per l’aviazioneda parte delle compagnie aereeaumenterà del 165% dal 2023 al 2024, sebbene i costi siano da due a tre volte superiori rispetto al carburante convenzionale e le aziende siano preoccupate per la scarsità di materie prime.

Laddove i governi stanno attuando misure politiche più ambiziose, vi sono chiari segnali che ciò sta accelerando l’azione delle aziende, con diversi paesi evidenziati dalle aziende come quelli che creano le condizioni per investimenti e opportunità di mercato:
– dal 2023 le aziende hannoraddoppiato la capacità globale di idrogeno verdein risposta alle aste governative;
– i prossimi mandati dell’UE che impongono l’uso di carburante sostenibile per l’aviazionee l’aumento delle politiche sui carburanti pulitiin altri mercatihanno aumentato l’attenzione dei fornitori di energia sulla loro produzione;
– gli “Stati ballerini per i veicoli elettrici” (mercati con limitata penetrazione EV, ma elevato potenziale di crescita dei veicoli elettrici), come Vietnam, Malesia e Indonesia stanno raddoppiando o addirittura quintuplicando le vendite di veicoli elettrici anno su anno grazie a forti politiche locali abbinate all’accesso ai finanziamenti;
– gli incentivi fiscali previsti dall’Inflation Reduction Act(IRA)hanno reso gli Stati Uniti un luogo di investimento interessante per molteplici settori, tra cui l’idrogeno, le batterie e i prodotti chimici;
– le aziende ritengono che laregolamentazione a livello cittadino, come a Parigi, New York e Singapore, sia ilprincipale motore per investimenti a basse emissioni di carbonio negli edifici, grazie alla loro capacità decisionale più rapida, alla pianificazione urbana integrata e alle partnership pubblico-private.

“Il Business Breakthrough Barometer evidenzia un’enorme propensione delle aziende a investire nella transizione net zero, insieme alla frustrazione per il fatto che le strutture di mercato non stanno ancora premiando efficacemente questi investimenti – ha osservatoChristiana Figueres, ex Segretaria esecutiva dell’UNFCCC –Mentre i governi si avvicinano alla scadenza per presentare piani climatici nazionali migliorati all’ONU, questo è un campanello d’allarme per loro, affinché includano gli ambiziosi mandati che aiuteranno le aziende ad andare più veloci”.

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