Energia Fonti fossili

Caldaie a combustibili fossili: stop agli incentivi dal 2025

La Commissione UE ha pubblicato una Comunicazione contenente Linee guida per supportare gli Stati membri dell’UE nell’attuazione e nel recepimento dell’articolo 17 (5) della Direttiva “Case green” concernente la fine degli incentivi dal 1° gennaio 2025 per l’installazione di caldaie a combustibili fossili.

Al fine contribuire ad una migliore comprensione delle disposizioni che dal 1° gennaio 2025 vietano agli Stati membri di offrire incentivi finanziari per l’installazione di caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, ad eccezione di quelle selezionate per gli investimenti, la Commissione UE ha pubblicato la Comunicazione C/2024/6206 contenente gli orientamenti per facilitare un’applicazione più uniforme e coerente.

La Direttiva rivista sulla prestazione energetica degli edifici (EPD), più conosciuta come “Direttiva Case Green”, entrata in vigore il 28 maggio 2024, stabilisce come l’UE può raggiungere un parco immobiliare completamente decarbonizzato entro il 2050 tramite una serie di misure e quindi ridurre le bollette energetiche per i cittadini europei, potenziando strutturalmente la prestazione energetica degli edifici.

La scadenza per il recepimento della Direttiva negli ordinamenti nazionali è fissata al 29 maggio 2026 per la maggior parte delle disposizioni, tuttavia, l’Art. 17 (15) che stabilisce l’impossibilità per gli Stati membri di offrire incentivi finanziari per l’installazione di caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, ha una scadenza di recepimento anticipata al 1° gennaio 2025.

In particolare, il documento della Commissione UE chiarisce le nozioni di “caldaia autonoma alimentata da combustibili fossili” e di “sistema di riscaldamento ibrido“, nonché di “installazione” e “incentivi finanziari“. Ad esempio, non possono essere forniti sussidi, prestiti agevolati o incentivi fiscali, come aliquote fiscali ridotte, per l’acquisto, l’assemblaggio e la messa in funzione di nuove caldaie autonome alimentate a gas naturale, petrolio o carbone, indipendentemente dal fatto che l’installazione faccia parte o meno di un progetto di ristrutturazione. Nessun ente pubblico a livello nazionale, regionale o locale fornirà sostegno economico e/o sostegno tramite risorse pubbliche ad acquirenti, installatori e terzi per l’installazione di tali caldaie. 

La guida delinea anche le forme di incentivi che possono continuare. Ad esempio, i sistemi di riscaldamento ibridi che combinano una caldaia con un generatore di calore che utilizza energia rinnovabile possono essere incentivati ​​solo se la quota di energia rinnovabile è considerevole; e l’incentivo fornito dovrebbe essere proporzionato alla quota rinnovabile. Inoltre, qualsiasi incentivo già approvato nell’ambito dei fondi UE, il finanziamento dei costi aggiuntivi correlati alla transizione all’uso di gas rinnovabili in una caldaia, il supporto per la manutenzione, la riparazione o la dismissione di caldaie a combustibili fossili o il sostegno al reddito per il riscaldamento con combustibili fossili possono essere mantenuti. Allo stesso modo, gli incentivi che sono già stati concessi a livello nazionale, regionale e/o locale e comunicati a un singolo beneficiario possono ancora essere erogati.

La Commissione ha comunicato, inoltre, che a tempo debito sa ranno pubblicati ulteriori documenti di orientamento concernenti altri aspetti pertinenti per il recepimento e l’attuazione della Direttiva riveduta, compresi orientamenti sulla definizione di “caldaie a combustibili fossili”.

La fine della produzione e vendita delle caldaie alimentate a combustibile fossile è fissato al 2040, mentre nessun divieto è previsto per il possesso di una caldaia a gas.

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