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Top Utility: boom di investimenti nel 2021 (+50% sul 2019)

Nel corso di Top Utility, l’evento di premiazione delle migliori Utility italiane organizzato da Althesys in collaborazione con Utilitalia, Targa Telematics, Fonservizi e RSE, è stato presentato il Rapporto “Le performance delle utility italiane. Analisi delle 100 maggiori aziende dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti” che conferma la tendenza di fondo di miglioramento complessivo delle performance delle aziende dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti, resilienti e motori della transizione nonostante la crisi.

Le 100 maggiori utility italiane valgono l’8,5% del PIL, oltre 150 miliardi di euro, e sono oggi chiamate a uno sforzo enorme per innovare e rafforzare impianti e reti, alimentando così un boom degli investimenti che nel 2021 sono arrivati a quasi 11 miliardi di euro, con un aumento del 50% rispetto al 2019.

Sono alcuni dei dati salienti del Rapporto“Le performance delle utility italiane. Analisi delle 100 maggiori aziende dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti”,presentato il 9 marzo 2023 daAlthesys, Società professionale indipendente specializzata nella consulenza strategica e nello sviluppo di conoscenza, che opera con competenze di eccellenza nei settori chiave di ambiente, energia, infrastrutture e utility, nei quali assiste imprese e istituzioni, nel corso di “Top Utility”, l’evento organizzato in collaborazione conUtilitalia,Targa Telematics,FonservizieRSE, appuntamento molto atteso dagli operatori anche per i premi assegnati alle migliori società.

“Proseguono le grandi trasformazioni nel settore delle utility sulla spinta delle iniziative politiche e tecnologiche che puntano a una crescente circolarità dell’economia e all’elettrificazione dei consumi –ha affermato l’economista Alessandro Marangoni, CEO di Althesys–Questi macro-trend impattano su un tessuto industriale piuttosto diversificato nel quale coesistono grandi gruppi energetici, multiutility e piccole e medie realtà locali concentrate su pochi settori. Uno sguardo d’insieme alle performance dei servizi delle Top100 conferma la tendenza di fondodi miglioramento, già emersa nelle precedenti edizioni, nei settori ambientali (acqua e rifiuti) e la sostanziale stabilità di quelli energetici.Nonostante la grande resilienza e capacità di adattamento mostrati, tuttavia, il quadro rimane incerto e i rischi geopolitici sui business ancora elevati”.

Le 100 maggiori utility operanti in Italia nei settori dell’energia elettrica, del gas, del servizio idrico e della gestione dei rifiuti urbani hanno generato nel 2021 un valore della produzione aggregato di circa152 miliardi di euro, pari all’8,5% del PIL italiano, registrando un+18,6%rispetto ai livelli pre-covid del 2019, quando il rapporto con il PIL era del 7,1%. Le maggiori 100 sono soprattuttomonoutility idriche (35%),multiutility (26%)edaziende di servizi ambientali (23%), con unaminoranza attive solo nella distribuzione/vendita di gas(7%)epochi grandi player energetici nazionali e internazionali.
Solo15 imprese superano il miliardodi euro di ricavi, mentre56 sono sotto i 100 milioni e una spiccata vocazione territoriale. Le 100 maggiori aziende nel complesso coprono una parte consistente dei relativi mercati: la quasi totalità delle vendite di elettricità, il63% dei volumi di gas, il67% dell’acquae il43% dei rifiuti urbani raccolti.

La crescita dei comparti
La visione d’insieme delle prestazioni nelle attività caratteristiche di produzione e fornitura dei servizi conferma un miglioramento complessivo.Tutti i comparti, infatti, sono cresciuti sensibilmente nel 2021 rispetto al 2020, superando comunque i valori della produzione pre-pandemia del 2019: spiccano lemultiutility (+46%), lemonoutility del gas(+21%) e dell’energiaelettrica(+17%). In crescita anche leaziende dei rifiuti (+8%)e quelleidriche (+3%). Laredditivitàrispetto alle vendite è più marcata per l’idrico (9,3%), secondo solo allemonoutility del gas (11,9%). Poco al di sotto il settore elettrico (7,4%) e le multiutility (6,5%).

L’analisi nel tempo evidenzia un generale mantenimento di margini apprezzabili, ma con differenze.Gas e rifiuti mostrano un rapporto Ebitda/Ricavi in aumentorispetto ai livelli pre-pandemia, rispettivamente +16,2% e +10,7%.Stabili le multiutility (+0,6%),mentre sono in calo le imprese elettriche (-3,9%) e le aziende del sistema idrico (-1,5%). Mentre aumentano fortemente gli investimenti cala leggermente il rapporto con il fatturato, che passa dal 7,1% del 2019 al 6,6%. La ragione risiede negli straordinari aumenti dei prezzi energetici iniziati già nel 2021, che impattano in particolare sul settore elettrico, dove il rapporto cala dal 4,6% del 2019 al 3,8% del 2021. Cresce, invece, per tutti gli altri comparti, incluso quello delgas che sale dall’11,4% al 13,7%.

Investimenti in tecnologia
Le Top Utility guardano ai prossimi anniinvestendo nell’innovazione e nelladigitalizzazioneche trascina anche quelli incybersecurity. Sistemi di misura e interazione avanzati, comunità energetiche, servizi di assistenza digitalizzati e intelligenza artificiale permetteranno di rispondere meglio a un consumatore sempre più interattivo ed esigente. All’interno dell’azienda tutte le operazioni e le infrastrutture potranno beneficiare di sistemi intelligenti, basati sull’IoT, sulla realtà aumentata e su sensoristica sempre più sofisticati che ridurranno tempi e costi di gestione e manutenzione. Quasi tutte le utility hanno progetti per la digitalizzazione dei processi aziendali e dei rapporti con i clienti. L’81% afferma che il budget per questi investimenti nel prossimo triennio aumenterà. Al crescere della digitalizzazione, aumentano anche i rischi legati allacybersicurezzacosì cheil 62% prevede una crescita degli investimenti in quest’area.

Lo studio evidenzia l’importanza della ricerca e sviluppo, confermata dalle risorse impegnate. LeTop100 con una struttura interna dedicata alla ricerca passano dal 48% al 61% in due anni. Aumentano anche le collaborazioni con Università e Centri di ricerca, che coinvolgono l’84% delle aziende (nel 2019 erano il 70%).Crescono del 3% le spese annue per la ricerca e innovazioneche passano da 108 a 111 milioni di euro, mentreaumenta anche il numero di brevetti: 61 nell’ultimo anno rilevato, mentre nel 2019 erano stati 58.

Sostenibilità, inclusione e formazione
La transizione ecologica e la sensibilità verso i temi sociali sono da tempo al centro delle strategie delle migliori utility.Quasi tutte adottano certificazioni ISO 9001 e 14001e crescono le Top100 che redigono ilrapporto di sostenibilità (74% nel 2021).Guadagnano poi terreno le politiche per ladiversità e l’inclusione ma un ulteriore sforzo è necessario. L’attenzione allerisorse umane, che è sempre stata un fattore chiave nelle utility, diventa ancora più rilevante nelle fasi di trasformazione che stiamo affrontando. I dati mostrano come le aziende offranoformazione alla quasi totalità dei dipendenti (93%). Le ore previste però variano molto,con casi virtuosi di oltre 40 ore annuali per dipendente contro un dato medio intorno alle 17 ore.

In conclusione, il settore dei servizi pubblici mostra un miglioramento del quadro complessivo evidenziato dalforte aumento degli investimenti concentrati prevalentemente sui profili tecnologici: è significativo, ad esempio, che la quasi totalità delle utility abbia avviato progetti per digitalizzazione e innovazione, tra sensoristica e intelligenza artificiale e che siano aumentati i brevetti ottenuti.

“Tra pandemia, crisi energetica e siccitànegli ultimi tre anni le utility si sono trovate ad affrontare una serie di situazioni emergenziali che hanno rappresentato sfide enormi per il comparto – ha osservatoil Presidente di Utilitalia,Filippo Brandolini–Ciò nonostante, le imprese non si sono limitate a garantire la continuità dei servizi e ad attivare tutte le azioni volte a minimizzare i disagi e la minore esposizione possibile a carico dei cittadini, ma hanno continuato a sviluppare progetti fondamentali per supportare la transizione ecologica del Paese. Ciò grazie a un continuo incremento degli investimenti e a una spinta sempre più decisa verso l’innovazione, due fra i principali assi lungo i quali si muovono le imprese dei servizi pubblici, a testimonianza della centralità del comparto nel percorso dell’Italia verso la transizione”.

Tutti i vincitoriper aree tematiche
La migliore utility italiana, secondo l’insieme dei parametri adottati dal team di ricerca Top Utility (economico-finanziari, ambientali, comunicazione, customer care, formazione e ricerca&sviluppo) èBrianzacque,che si aggiudica il premioTop Utility Assoluto. Della cinquina facevano parte ancheCidiu, Contarina, Estra e Hera. 

Prima per Sostenibilitàla torineseSmat(in lizza conA2A, Estra, Gruppo CAP e Gruppo SGR).

Per la Comunicazione si è distinta la venetaAgsm Aim (in lizza conAcque Veronesi, Aimag, CVA e Gruppo CAP).

PerRicerca e Innovazione RSEha vintoAcea (nella cinquinaAlperia, Enel, Iren e Silea).

Nella categoria Consumatori e Territorio il riconoscimento è andato alla venetaSavno(in lizza conAcque SpA, Alia, Brianzacque, Marche Multiservizi). 

Il riconoscimento perPerformanceOperativeè andato alla valdostanaCVA (in lizza conContarina,  Estra, Gruppo SGR, Net).

Nella nuova categoriaFormazione Fonserviziha primeggiatoHera(conBrianzacque, Contarina, Estra e Iren nella cinquina).

Infine, per la Categoria Diversità e Inclusione ha vintoAcqualatina(in cinquina conAcque Bresciane, Contarina, Hera e Smat).

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