Un Rapporto condotto da Minsait, società di Indra, e Osservatori Innovazione Digitale del POLIMI e presentato il 23 febbraio 2023, ha analizzato il livello di maturità della digitalizzazione dei canali di vendita in Italia delle imprese del mondo Energia e Utilities, rilevando che, nonostante negli ultimi anni molte aziende del settore abbiano iniziato a investire in punti fisici sul territorio, c’è ancora molta strada per migliorare l’interazione digitale con gli utenti, la migrazione al Cloud, l’integrazione tra i canali e la sicurezza.
– Solo il 28% delle aziende del settore Energy & Utilities ha instaurato una relazione con i propri clienti continuativa e duratura nel tempo.
– Negli ultimi anni le aziende di questo settore hanno iniziato a investire in punti fisici sul territorio nazionale.
– Le imprese afferenti al mondo Energi e Utilities registrano una minore pervasività del Cloud pubblico rispetto alla media nazionale e il quadro del settore non migliora quando si parla di sicurezza.
Sonoquesti alcuni degli aspettimessi in risalto dalRapporto“Energia e utilities: il viaggio verso la digitalizzazione della relazione con il cliente” condotto daMinsait.società diIndra, una delle principali società globali di consulenza e tecnologia, azienda leader negli ambiti dellaDigital Transformatione delleInformation Technologies, in collaborazione conOsservatori Innovazione Digitaledel POLIMI, che, con il coinvolgimento di 602 aziende e istituzioni italiane, ha analizzato il livello di maturità della digitalizzazione dei canali di vendita in Italia, considerando aspetti quali: l’implementazione di nuovi touch point, l’integrazione tra canali online e offline, i sistemi di pagamento offerti, lo stato della migrazione al Cloud e la cybersecurity.
Molte delle principali aziende italiane del settore hanno già avviato iniziative per migliorare la conoscenza del cliente e costruire un’offerta omnicanale, ma c’è ancora molta strada da percorrere. Tra gli aspetti da migliorare, oltre all’interazione digitale con gli utenti,lamigrazione al Cloud, l’integrazione tra i canalie lasicurezza.
“Il percorso delle aziende Energy & Utilities verso la creazione di una relazione coerente e integrata con i propri clienti è già in corso, anche se c’è ancora margine di miglioramento– ha affermatoErminio Polito, Direttore Energia e IUtilities di Minsait in Italia –Nei prossimi anni, le principali realtà del settore dovranno puntare sull’integrazione dei canali di contatto fisici e digitali; sul miglioramento della sicurezza nell’accesso ai servizi online e sull’accelerazione della migrazione verso il Cloud”.
Stando ai dati del rapporto,solo il 28% delle aziende del settore Energy & Utilities ha instaurato una relazione con i propri clienti continuativa e duratura nel tempo. Il 54% riesce a farlo solo su alcuni canali e/o solo per alcune categorie di clienti (ad esempio i più fedeli) o di attività (ad esempio nel pre-vendita, ma non nel post-vendita). E il18% delle imprese interagisce con i propri clienti solo nel momento dell’effettiva vendita del servizio.
Il 31% delle aziende nel settore Energy afferma di essere in grado di riconoscere i propri clienti suitouchpoint(che per il settore sono prevalentemente: ipunti vendita proprietari, isiti web proprietarie l’email, seguiti dal contact center), mentre il 66% riesce ad allineare solo alcuni dei canali (ad esempio quelli digitali) e il 3% delle imprese non è in grado di riconoscere i clienti quanto si interfacciano con itouchpointaziendali.
Il livello di conoscenza e interazione con i clienti è ostacolato anche dalla mancanza di integrazione tra i canali di contatto. Solo il 12% delle aziende, pur avendo una gestione a silos,dichiara di aver instaurato alcuni meccanismi di coordinamento, più o meno strutturati, fra le funzioni che gestiscono i diversi canali. Uno dei motivi alla base di questa situazione potrebbe essere rappresentato dal fatto che solo di recente il canale fisico è diventato centrale nelle strategie di questo settore e c’è dunque bisogno di riflettere ancora a lungo sulle modalità di gestione organizzativa di online e offline.
Negli ultimi anni, infatti, le aziende di questo settore hanno iniziato a investire in punti fisici sul territorio nazionale. Questi spazi, fin dall’inizio, non sono stati esclusivamente adibiti ad attività di vendita e di relazione, ma anche al supporto dei consumatori cross-canale lungo tutte le fasi del processo d’acquisto.
Stando al Rapporto, leimprese afferenti al mondo Energy & Utilities registrano una minore pervasività del Cloud pubblico rispetto alla media nazionale, con un maggior numero di imprese che utilizza il Cloud in modo limitato o sporadico. Inoltre, le imprese del settore hanno unamaggiore propensione alla gestione internalizzata dei dati dei clienti, che vengono gestiti prevalentemente nel Data Center on-premise.
Le caratteristiche più apprezzate delCloud pubblico per il settore sono l’integrabilità degli strumenti, legata all’utilizzo di architetture modulari ed API, e lascalabilità degli strumentirispetto a nuove esigenze o al mutare di quelle inizialmente definite. Tra lecriticitàriscontrate dalle aziende nell’adozione del Cloud pubblico per i canali di contatto e vendita,le preoccupazioni legate alla sicurezza dei dati, seguite dallalocalizzazione dei dati stessi, soprattutto quando si fa riferimento ai grandihyperscalerinternazionali con Data Center diffusi in tutto il mondo, e dallagestione della contrattualistica(entrambe criticità riscontrate dal 71%).
Il quadro del settore non migliora quando si parla sisicurezza. La frequenza di accesso ai servizi online, tipicamente costituiti da un’area personale di controllo dei consumi e di gestione della bollettazione, è ancora piuttosto scarsa, così come èscarso il livello di rischio percepito e associato ai dati scambiati. Proprio per questo motivo le imprese nel settore prediligono l’utilizzo di sistemi con un singolo fattore di autenticazione (68%), rispetto a soluzioni di autenticazione multi-fattore (7%). Questo si traduce inun ricorso superiore alla media a credenziali più tradizionali, come username e password(67% contro il 54% negli altri settori produttivi italiani).
In termini di attività disecurity assessment, il settore Energia e Utilities ha invece un profilo più virtuoso. La totalità delle aziende nell’ambito svolge, infatti, attività periodiche. Inoltre, l’attenzione nei confronti dell’adeguamento normativo appare superiore alla media nazionale: la totalità delle aziende del settore ha completato i propri progetti di adeguamento al GDPR, e il 95% segue anche i requisiti imposti dalla Direttiva UE per le operazioni di pagamento (PSD2).
