Inquinamenti e bonifiche

Sussidi alla plastica: chiudere i rubinetti!

Uno Studio condotto dalla Società di consulenza Eumonia e dalla Ong QUNO fa luce sul ruolo dei sussidi alla plastica, argomento di dibattito e tra i più dirimenti nell’ambito dei negoziati per il testo del Trattato globale ONU per porre fine all’inquinamento della plastica, rivela che ammontano globalmente a 38 miliardi di dollari e, che salirebbero a 78 miliardi in uno scenario BAU, geograficamente concentrati (Arabia Saudita su tutti), mentre la loro eliminazione renderebbe concorrenziali prodotti alternativi sostenibili, senza incidere sulle tasche dei consumatori.

I sussidi per la produzione primaria della plastica ammontano a 38 miliardi di dollari nel 2024 e potrebbero salire a 78 miliardi di dollari entro il 2050, mentre se fossero interrotti, altri prodotti più sostenibili, come per esempio gli imballaggi, sarebbero concorrenziali, e al contempo, ci sarebbero ripercussioni marginali sui prezzi per i consumatori.

La previsione è contenuta nellostudio“Plastic Money: Turning Off the Subsidies Tap. Phase 2”diEunomia Research & Consulting, società di consulenza e ricerca socio-ambientale, eQUNO(Quaker United Nations Office, organizzazione non governativa che rappresenta gli affiliati della Società religiosa presso le Nazioni Unite a Ginevra e New York City, condotto perDalberg Catalyst, Ong focalizzata sul cambiamento trasformativo e per accelerarne i tempi, con finanziamenti dellaRockefeller Foundation, che presenta irisultati della seconda fase di ricerca e modellazione per comprendere l’entità dei sussidi per la produzione di polimeri primari (PPP) e il potenziale impatto della loro eliminazione.

I polimeri plastici sintetici sono onnipresenti nella vita moderna, maogni fase del ciclo di vita della plastica, dall’estrazione, raffinazione e polimerizzazione degli idrocarburi allo smaltimento dei rifiuti di plastica, contribuisce al cambiamento climatico, all’inquinamento e alla perdita di biodiversità.

L’eliminazione dei sussidi per la produzione di plasticaèuna delle misure prese in considerazionedall’Intergovernmental Negotiating Committee on Plastic Pollution(INC), che sta lavorando per sviluppare ilTrattato Globale per porre fine all’inquinamento della plastica, deciso dall’Assemblea dell’ONU, e che non è riuscito a portare a termine, come previsto, la sua missione in quanto la prevista ultima sessione (IN-5) si è chiusa il 2 dicembre senza unaccordo, aggiornandosi a data da destinarsi sulla base di untestocondiviso, proposto dalla Presidenza.

Isussidi abbassano i costi di produzione della plastica e incoraggiano a perseguire nuovi investimenti., competendo facilmente, come gli imballaggi, con altri materiali più sostenibili.L’eliminazione dei sussidi potrebbe quindi frenare la produzione di plastica in primo luogo, insieme a misure dal lato della domanda e di una migliore gestione dei rifiuti.

Ad oggi, la natura e l’entità dei sussidi per i PPP sono rimaste opache. La mancanza di dati dettagliati è un ostacolo significativo all’eliminazione dei sussidi e contrasta con i sussidi per la produzione e il consumo di combustibili fossili, per i quali sono disponibili buoni dati.

Lo Studio si basa sui risultati delRapporto di Fase 1,  per raccogliere informazioni sui sussidi PPP per colmare il divario di dati. Entrambi i rapporti si concentrano sul segmento industriale dedicato allalavorazione delle materie prime per la plastica(cracking a vapore della nafta, isolamento degli alcani dal gas naturale grezzo e conversione del carbone in gas), produzione di resine di base e loro compounding ed estrusione come pellet di plastica. Questo segmento ègeograficamente concentrato e dominato da poche grandi imprese, alcune delle quali di proprietà statale.

Il rapporto esamina3 principali tipologie di sussidi:
– ilsostegno legato al capitale, comprese sovvenzioni relative agli investimenti in impianti, prestiti agevolati e garanzie sui prestiti da parte di istituti di finanza pubblica;
– ilsostegno ai sussidi per le materie prime, in genere fornito tramite l’intervento del governo nella definizione dei prezzi delle materie prime (le materie prime utilizzate per produrre polimeri plastici); politiche comecrediti d’imposta o rimborsi che riducono il prezzo effettivo pagato per le materie prime; epolitiche che riducono o esentano i prodotti chimici per le materie prime da determinate tasse;
–supporto energetico di processo per la produzione di monomeri e polimeri primari, solitamente fornito tramite interventi governativi e politiche come quelle che sovvenzionano le materie prime, ma applicato ai combustibili o all’elettricità.

Lo studio modella2 scenariper71 economiee7 polimeri primari:
– uno scenario di base in cuii sussidi per le materie prime e l’energia di processo per la produzione e la polimerizzazione dei monomeri continueranno al tasso medio del 2015-2020;
– uno scenario in cui tutti questisussidi vengono eliminati e il relativo impatto, rispetto allo scenario di base, sia sulla produzione primaria di polimeri sia sui consumatori di prodotti in plastica per gli anni dal 2024 al 2050.

Ne emerge chei sussidi per i primi 15 Paesi produttori di polimeri ammonterebbero a circa 33 miliardi di dollari all’anno al 2024 in crescita fino a 67 miliardi di dollari al 2050, conArabia Sauditadi gran lunga il principale contributore di tali sussidi.

Modellando gliimpatti della rimozione dei sussidi PPP, rispetto a uno scenario dibusiness as usual, il Rapporto evidenzia che irelativi tagli ridurrebbero significativamente la produzione di polimeri primari, senza produrre impatti sui prezzi, se non minimi, per i consumatori.

Lo Studio di Eumonia e QUNO è fondamentale in quantocolma significative lacune sui dati dei sussidi per il segmento industriale che elabora materie prime per la plastica, evidenziandol’urgente necessità di una migliore trasparenza e tracciamento dei sussidisia a livello nazionale che internazionale, fornendo al contempo unabase per discussioni politiche informate per i negoziati sul Trattato.

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