In vista della riunione informale del Consiglio europeo ad Alden Biesen (11-12 febbraio 2026), i principali settori industriali si sono incontrati ad Anversa per condividere un forte appello ad implementare misure di emergenza. Nell’occasione Solar Heat Europe, l’Associazione europea di settore, ha espresso forti raccomandazioni alla Commissione UE, sottolineando il ruolo del solare termico nella sicurezza energetica europea, nella riduzione dei costi e nella decarbonizzazione dell’industria.
Poiché l’energia è un elemento fondamentale sia per l’attuale contesto geopolitico che per la competitività dell’UE, rappresentanti di alto livello di Solar Heat Europe, la principale associazione europea di settore, la cui mission è di favorire la diffusione delle tecnologie solari termiche per il riscaldamento e raffrescamento in edifici, teleriscaldamento e industria, hanno partecipato al vertice per presentare il solare termico come una tecnologia pronta all’uso e made in Europe, chiedendo un adeguato sostegno politico e finanziario per questa soluzione di calore rinnovabile.
Il calore rappresenta il 60% del fabbisogno energetico dell’industria, metà del quale a temperature inferiori a 400 °C. Le tecnologie solari termiche rappresentano la soluzione ovvia per decarbonizzare questa domanda di calore. Tuttavia, segnali politici incoerenti sulla transizione energetica che minano la decarbonizzazione del riscaldamento, pratiche di dumping da parte di alcune industrie extra-UE e la mancanza di sostegno finanziario stanno ritardando l’implementazione di questa tecnologia.
In particolare, Solar Heat Europe. Presieduta dall’italiano Gugliemo Cioni, in vista dell’adozione della Strategia dell’UE per il riscaldamento e il raffreddamento (prevista per il primo trimestre del 2026) formula delle Raccomandazioni che ruotano attorno ai seguenti pilastri:
1. Ridurre i costi energetici e le emissioni di CO2 attraverso la diversificazione dell’energia pulita
L’uso di tecnologie di riscaldamento rinnovabili decentralizzate, come il solare termico, deve essere considerato prioritario. Le tecnologie solari termiche aiutano le industrie e le città ad accedere a energia accessibile, a costi prevedibili e facilmente reperibile. Operano indipendentemente dalla rete elettrica e possono essere utilizzate con qualsiasi altra fonte energetica, in combinazione con un efficiente sistema di accumulo di energia termica. La sicurezza energetica sarà garantita da un mix completo di tecnologie, che metterà sullo stesso piano l’elettrificazione e le tecnologie di riscaldamento rinnovabili dirette.
“Data l’urgenza della sicurezza termica in Europa e la necessità di ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni di gas naturale – ha affermato Piero Abbate, CEO di TVP Solar, ai Capi di Stato e ai rappresentanti della Commissione – le autorità nazionali e dell’UE devono riequilibrare l’allocazione delle risorse dell’UE e dare molto più riconoscimento alle soluzioni di riscaldamento rinnovabile prontamente disponibili con impatto immediato“.
2. Proteggere le tecnologie Made in Europe
Il solare termico è un solido settore clean tech europeo, sostenuto da numerose PMI. Per orientare la domanda, la Commissione europea dovrebbe garantire l’efficace attuazione della NZIA (Ndr: Net Zero Industrial Act, il quadro di misure per rafforzare l’ecosistema europeo di realizzazione di prodotti tecnologici, adottato dalla Commissione UE il 16 marzo 2023], investire in ricerca e sviluppo e utilizzare saggiamente gli strumenti di appalto pubblico. Ciò consentirà al settore di creare posti di lavoro qualificati a livello locale, lungo tutta la filiera del solare termico, dai produttori agli installatori.
“Il settore solare termico si basa su una solida rete di PMI che producono tecnologie chiaramente riconosciute dalla NZIA, con una filiera europea che migliora la sicurezza e l’affidabilità dei prodotti – ha sottolineato Valérie Séjourné, Amministratore Delegato di Solar Heat Europe – Tuttavia, l’incertezza dei segnali politici e delle ultime tendenze del mercato potrebbe mettere a rischio il nostro settore. Ciò di cui abbiamo urgente bisogno è una domanda crescente e chiari criteri “Made in Europe”.
3. Promuovere la transizione sbloccando l’accesso ai finanziamenti
Le attuali condizioni di mercato (prezzi relativamente bassi dei combustibili fossili e visibilità limitata sulla fissazione del prezzo del carbonio) rappresentano un vincolo per le decisioni di investimento. Il sostegno ai costi CAPEX (Ndr: Investimenti in beni durevoli quali, macchinari ed edifici, per la crescita futura, iscritti come attività e ammortizzati nel tempo), in particolare per le tecnologie solari termiche, che rappresentano un investimento “una tantum” (quasi privo di OPEX [Ndr: costi correnti e ricorrenti] – è decisivo sia attraverso investimenti pubblici che privati. Per i progetti di decarbonizzazione del riscaldamento, strumenti di finanziamento dedicati (come prestiti verdi, Contratti per Differenza, Heat-as-a-Service e Heat Purchase Agreement) sono strumenti fondamentali per colmare il divario di investimento. La Banca per la Decarbonizzazione Industriale [Ndr: lo strumento finanziario chiave del Clean Industrial Deal, pensato per mobilitare 100 miliardi di euro a sostegno della transizione verde del settore manifatturiero europeo] rappresenta un passo avanti positivo, ma tutte le tecnologie pulite rilevanti devono competere alla pari, abbassando la soglia al di sotto dei 100 °C in modo che un maggior numero di progetti e settori industriali possano essere ammissibili, tra gli altri.
4. Rimuovere le barriere per facilitare l’espansione delle tecnologie pulite nell’UE
Non dovrebbero esserci barriere all’implementazione delle tecnologie pulite dell’UE, sia per la creazione di impianti solari termici (per l’industria e il teleriscaldamento, dove dovrebbero essere concesse autorizzazioni “fast-track”), sia per l’installazione di nuovi siti produttivi in Europa. Inoltre, il settore solare termico dell’UE è un forte esportatore a livello mondiale: è necessario garantire un adeguato accesso ai mercati (assicurazioni, finanza) per una concorrenza leale sulla scena globale.
Le tecnologie del solare termico saranno presenti a KEY – The Energy Transition Expo (Fiera di Rimini, 4-6 marzo 2026), la Manifestazione IEG (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e nel bacino del Mediterraneo dedicata alle tecnologie della transizione energetica low carbon e dell’efficienza energetica, nella sezione EFFI (Energy Efficiency Expo).
