22 Settembre 2021
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Siccità estrema: senza riduzione delle emissioni fino a 7 volte di più

Utilizzando i dati climatici globali a lungo termine dal 1766 al 2019, un gruppo di scienziati ha scoperto che la siccità biennale del 2018-2019 che ha interessato il 50% della regione dell’Europa centrale provocando gravi danni all’agricoltura e alla vegetazione,potrebbe aumentare la frequenza di 7 volte nel periodo 2051-2100 se le emissioni di gas serra continueranno con gli attuali trend.

Secondo lo Studio “Increased future occurrences of the exceptional 2018–2019 Central European drought under global warming”, pubblicato su Scientific Reports e condotto da ricercatori europei nell’ambito del Progetto bilaterale XEROS (eXtreme EuRopean drOughtS: sintesi multimodello di eventi passati, presenti e futuri), finanziato dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft e dalla Czech Science Foundation, se le emissioni di gas serra previste non vengono ridotte la frequenza delle siccità record biennali come quelle registrate nell’Europa centrale nel 2018-2019 aumenteranno entro la fine del secolo.

Utilizzando i dati climatici globali a lungo termine dal 1766 al 2019, il gruppo di scienziati tedesco-ceco, coordinato dall’Helmholtz-Zentrum für Umweltforschung (UFZ) di Lipsia, ha esaminato l’impatto della siccità dell’Europa centrale 2018-2019 e ha scoperto che sia nel 2018 che nel 2019 le estati sono state più secche della media e che sono state due dei tre periodi estivi più caldi mai registrati. Più del 50% della regione dell’Europa centrale ha subito gravi condizioni di siccità, la siccità biennale di maggiore portata e di maggior impatto mai registrata. La seconda siccità più grave registrata è durata dal 1949 al 1950, ma ha colpito solo il 33% dell’Europa centrale.

Nello Studio per Europa centrale si intendono aree di Germania, Francia, Polonia, Svizzera, Italia, Austria, Repubblica Ceca, Belgio, Slovenia, Ungheria, Slovacchia.

Oltre il 34% della superficie totale di questa vasta area è ampiamente utilizzata per scopi agricoli. Con solo 1 °C di riscaldamento globale quale finora accumulato rispetto all’era pre-industriale, la Terra è già colpita da siccità record, da incendi e da tempeste super rese più potenti dall’innalzamento del livello del mare. Per rimanere in linea con l’obiettivo di 1,5 °C dell’Accordo di Parigi, le emissioni globali, secondo le nazioni Unite dovrebbero diminuire del 7,6% ogni anno in questo decennio.

Pertanto – ha dichiarato Rohini Kumar dell’UFZ, co-autore dello Studio – è con la massima urgenza che dobbiamo riconoscere l’importanza di questi eventi annuali consecutivi e sviluppare un quadro olistico per modellare il rischio”.

Il ricercatore ha aggiunto che un periodo di siccità di due anni rappresenta una minaccia di gran lunga maggiore per la vegetazione rispetto alla siccità di una sola estate degli anni precedenti perché la terra non può riprendersi altrettanto rapidamente, e che circa un quinto della regione dell’Europa centrale ha registrato una cattiva salute della vegetazione negli ultimi due anni.

Gli autori hanno utilizzato modelli informatici sui cambiamenti climatici globali per prevedere come la frequenza delle siccità biennali potrebbe cambiare nei prossimi decenni e se le emissioni di gas serra potrebbero avere degli effetti. I risultati si basano sull’Indice SPEI (Standardized Precipitation Evapotranspiration Index) che considera anche l´evapotraspirazione potenziale di riferimento come elemento del bilancio idroclimatico.


Le siccità biennali derivanti dalle osservazioni a lungo termine nell’Europa centrale. lle registrazioni delle osservazioni a lungo termine nell’Europa centrale. ( a , b ) Distribuzione spaziale dell’indice di siccità stimato sulla base dei mesi estivi (giugno-agosto) SPEI per 2018 e 2019. ( c ) La distribuzione cumulativa della percentuale di siccità dell’area (Fonte: Scientific Reports).

Nel modellare scenari climatici che prevedono un più elevato aumento di gas serra nel tempo, gli autori hanno previsto un incremento di sette volte del numero di siccità biennali in tutta Europa nella seconda metà del secolo (2051-2100). Inoltre, le proiezioni suggeriscono che le aree coltivate colpite dalla siccità in tutta l’Europa centrale quasi raddoppieranno, includendo oltre 40 milioni di ettari di terra coltivata.

Allorché sono state utilizzate le proiezioni climatiche con livelli moderati di concentrazioni di gas serra, il numero previsto di siccità a due anni si è ridotto di quasi la metà. Quando poi sono state utilizzate proiezioni climatiche con basse emissioni, la frequenza prevista è diminuita di oltre il 90% e la quantità di aree a rischio di siccità si è ridotta del 37% e del 60% quando sono stati utilizzati modelli climatici con emissioni rispettivamente moderate e basse.

I risultati indicano che l’introduzione di misure per tagliare le future emissioni di carbonio può ridurre il rischio di eventi di siccità consecutivi più frequenti in tutta Europa.

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