Risorse e rifiuti Sostenibilità

RENTRi: al via la sperimentazione del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti

Il Ministero della Transizione Ecologica ha avviato la sperimentazione del RENTRi, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti che dovrà sostituire il defunto SISTRI, per testarne le funzionalità con il coinvolgimento delle Associazioni delle imprese tenute all’iscrizione al Registro Elettronico Nazionale.

Il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) ha annunciato il via alla sperimentazione del nuovo sistema per la tracciabilità della circolazione dei rifiuti, secondo quanto previsto dalla Riforma1.1 Strategia nazionale per l’economia circolare della Missione 2. Rivoluzione verde e transizione ecologica del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che verrà adottata entro giugno 2022, di cui appunto farà parte anche il nuovo sistema che consentirà di supportare gli organi di controllo e le forze dell’ordine nelle attività di prevenzione e repressione, nonché di attuare le Direttive Comunitarie che indicano in un Registro nazionale un tassello fondamentale per l’economia circolare.

Al fine di procedere alla sua realizzazione ed alla definizione dei provvedimenti normativi di attuazione, il MiTE ha deciso, segnando così una netta discontinuità rispetto ad esperienze passate, di avviare una sperimentazione preliminare, realizzando, con il supporto dell’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali e di Unioncamere e del Sistema camerale italiano, un prototipo semplificato, per verificare la funzionalità e la fruibilità di alcune delle funzioni del Registro elettronico nazionale ed in particolare l’interoperabilità con i sistemi gestionali attualmente in uso alle aziende.

Il MiTE segnala che l’opportunità di procedere ad una sperimentazione è stata più volte rappresentata al Ministero e all’Albo da parte del mondo imprenditoriale, durante le fasi di consultazione con le associazioni di settore sulla proposta di regolamento di disciplina del Registro Elettronico Nazionale. La necessità di garantire la interoperabilità dei sistemi gestionali con il Registro è stata invece la scelta di base del Ministero, per superare le difficoltà operative prima riscontrate e per consentire la realizzazione degli adempimenti al fine di ottimizzare e ridurre al minimo le attività manuali da parte delle imprese, perché saranno i sistemi informativi a comunicare le informazioni previste dalla legge.

Il prototipo consentirà alle imprese tenute all’iscrizione al Registro Elettronico Nazionale di poter sperimentare in maniera pratica le procedure operative che con l’applicazione della nuova disciplina diventeranno prassi quotidiana per la gestione degli adempimenti.

A tal fine, il 1° giugno 2021 è stata pubblicata la home page del Registro elettronico nazionale sulla tracciabilità dei rifiuti (RENTRi), previsto dal D.lgs. 3 settembre 2020 n. 116 che ha modificato (articolo 188-bis) la parte IV del D.lgs. 152/2006 (il cosiddetto Testo unico ambientale), che dovrà sostituire il SISTRI.

Il prototipo del RENTRi dovrà simulare tanto nella struttura, quanto nel suo funzionamento, l’architettura prevista dal nuovo articolo 188-bis che prevede un Registro centrale nel quale si raccolgono i dati provenienti dai registri di carico e scarico e dai formulari di identificazione del rifiuto, tenuti in modalità digitale e trasmessi dagli operatori soggetti all’obbligo.

A partire da fine giugno e per almeno quattro mesi le imprese potranno testare le prime funzionalità, grazie al supporto fornito dalle Associazioni e dalle Imprese del settore ICT, con le quali è già stata avviata una prima condivisione delle soluzioni tecnologiche previste.

Le attività previste per il Laboratorio Sperimentale della Prototipazione Funzionale sono state riassunte in sei linee, che nella parte centrale del progetto saranno condotte con un discreto livello di simultaneità.

Secondo il MiTE il progetto sarà fondamentale per la necessaria conoscenza delle quantità e della qualità dei rifiuti prodotti e avviate a trattamento. 
Nei giorni scorsi ISPRA/SNPA hanno presentato il Rapporto Rifiuti speciali 2021” che consente di poter utilizzare queste cifre nella programmazione da mettere in campo in vista della ripartenza che attende il Paese grazie al PNRR.
Il PNRR rappresenta un’ulteriore occasione per migliorare la nostra capacità di recupero dei materiali cercando di incrementare le prestazioni anche energetiche in campo edilizio – ha dichiarato nell’occasione il Direttore generale dell’ISPRA, Alessandro Bratti – Occorre potenziare e migliorare l’impiantistica per raggiungere gli obiettivi europei e per proporci sempre di più come leader a livello europeo nell’economia circolare”.

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