Energia Fonti rinnovabili

Energia eolica: ogni turbina genera economia per 10 milioni di euro

L’ultimo Rapporto faro di WindEurope evidenzia come l’energia eolica metterà le comunità al centro della ripresa europea, promuovendo l’economia locale e posti di lavoro, a patto che i PNEC siano attuati pienamente. Un Convegno a Key Energy (4 novembre 2020) approfondirà il contributo dell’eolico per la ripresa green dell’Europa e i benefici in termini di investimenti, occupazione, turnover ed export, con focus sull’Italia e sull’area del Mediterraneo.

Se l’UE vuole raggiungere la neutralità climatica al 2050 prevista dalla Strategia a lungo termine che fissa al 50% l’energia elettrica prodotta dal vento, gli Stati membri dovranno attuare pienamente i loro Piani nazionali per l’energia e il clima (PNEC) al 2030. L’Europa avrebbe oltre il doppio della capacità di energia eolica rispetto a oggi e il 50% in più di posti di lavoro nell’eolico entro il 2030. L’eolico rappresenterebbe il 30% del consumo di elettricità in Europa, rispetto al 15% di oggi. Il settore contribuirebbe con 50 miliardi di euro al PIL europeo. introdurre velocemente politiche più ambiziose per quanto concerne l’eolico negli obiettivi dei loro Piani energetici, dal momento che nel 2019 solo il 15% del consumo energetico dell’UE è stato fornito dall’energia eolica.

È quanto emerge dal Rapporto Wind Energy and Economic Recovery in Europe. How wind energy will put communities at the heart of the green recovery” (Energia eolica e ripresa economica in Europa. Come l’energia eolica metterà le comunità al centro della ripresa europea), pubblicato il 16 ottobre 2020 da WindEurope, l’Associazione che riunisce produttori, fornitori di componenti, istituti di ricerca e associazioni nazionali dell’eolico, con l’obiettivo di diffondere l’uso di energia dal vento in Europa. 

L’UE ha posto una sfida notevole all’industria dell’energia eolica – ha affermato Giles Dickson, Amministratore delegato di WindEurope – Possiamo essere all’altezza? Sì, lo possiamo poiché abbiamo la tecnologia. Il problema è che i Piani nazionali per l’energia e il clima, in molti casi, mancano delle politiche dettagliate, delle misure e degli strumenti necessari per realizzare questa importante espansione dell’energia eolica“.

I problemi sono già stati segnalati e permangono. Non c’è chiarezza su quando saranno messi all’asta i nuovi parchi eolici e non c’è la semplificazione in merito al processo per ottenere i permessi. Se questa situazione dovesse perdurare, l’UE non avrebbe l’energia eolica di cui necessita e perderebbe 20.000 posti di lavoro nel settore rispetto ad oggi.

Nello scenario PNEC attuati per un totale di 397GW di energia eolica entro il 2030 , l’eolico impiegherebbe 450.000. Qualora i Paesi europei non attuassero le necessarie politiche per tener fede agli impregni prefissati, la produzione di energia eolica ammonterebbe a 324 GW, con solo 282.000 posti di lavoro.

L’energia eolica è una risorsa importante per l’economia europea. Ha resistito alla crisi del Covid-19 e quindi può svolgere un ruolo significativo in una ripresa economica verde, si sottolinea nel report. Inoltre, l’energia del vento crea ulteriori vantaggi con posti di lavoro e benefici economici di cui godono le comunità che vivono nei pressi dei parchi eolici.

L’industria eolica, come evidenzia lo stesso titolo, pone al centro la comunità quale leva per ripresa economica dell’UE, che sia verde e sostenibile, e presenta con il Rapporto il suo stato di avanzamento e la sua competitività globale. 

Oltre ai vantaggi socio-economici degli scenari di diffusione dell’energia eolica, il WindEurope mostra come l’energia eolica possa coesistere con l’ambiente naturale dei luoghi e con i settori economici come pesca, agricoltura, trasporti aerei.

Di seguito sono riportati sinteticamente gli aspetti più rilevanti del Rapporto
– Nel 2019 l’energia eolica ha rappresentato 300.000 posti di lavoro nell’UE, dei quali il 75% nell’eolico onshore e il 25% nell’eolico off-shore.
– L’industria eolica europea ha un fatturato annuo di 60 miliardi di euro, dei quali il 65% crea valore all’economia dell’UE.
– L’industria eolica oggi genera 2,5 miliardi di euro di valore aggiunto all’economia dell’UE per ogni GW di eolico onshore installato e 2,1 miliardi di euro per ogni nuovo GW offshore.
-L’industria dell’energia eolica paga 5 miliardi di euro di tasse all’economia dell’UE, di cui 1 miliardo di euro di tasse locali e altri pagamenti a beneficio delle comunità
– I produttori europei di turbine eoliche detengono una quota pari al 42% del mercato globale delle turbine eoliche. Dei 10 maggiori produttori mondiali di turbine, 5 hanno sede nell’UE.
– Esistono 248 siti di produzione di componenti per l’energia eolica in Europa, la maggior parte dei quali è in grado di poter aumentare la capacità.
– Investire nell’energia eolica sarà fondamentale per una transizione giusta.
– I parchi eolici pagano in media 2,3 euro /MWh di tasse locali.
– I vantaggi creati dai parchi eolici sono fondamentali per molte comunità, attivano l’economia locale, contribuiscono con pagamenti volontari a fondi di utilità sociale, offrono benefici in natura e sostengono il ripristino ambientale.

I cittadini e le comunità sono centrali per la transizione energetica – ha aggiunto Dickson – E l’energia eolica gioca in questo un ruolo chiave. Il vento porta entrate nelle aree rurali e molti comuni in Europa ricevono oltre il 10% del budget dai parchi eolici locali“.

L’Italia nel suo Piano (PNIEC) ha previsto al 2030 l’obiettivo del 30% di energia da rinnovabili, mentre la Direttiva rinnovabili prevedeva il target del 32%, e ora sarà necessaria una sua rivisitazione, specie dopo l’annuncio fatto dalla Presidente della Commissione UE nel suo discorso sullo Stato dell’Unione dello scorso settembre che sarà aumentato l’obiettivo per il 2030 di riduzione delle emissioni dal 40% al 55%, in modo da mettere l’Unione sulla giusta traiettoria per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, e conseguentemente sarà rivisto anche il ruolo delle rinnovabili nel mix energetico dei consumi finali di energia.

Di tutto questo si parlerà il 4 novembre 2020 a Rimini, nel corso di Key Energy, l’evento fieristico organizzato da Italian Exibition Group (IEG) in contemporanea con Ecomondo (3-6 novembre 2020), leader nel Mediterraneo per tutta la filiera dell’energia e punto di incontro dei produttori di tecnologie, degli erogatori di finanziamenti e delle industrie, dove poter testare le best practices di chi ha scelto la via della decarbonizzazione dell’economia e dell’efficienza energetica.

WindEurpe, ANEV e Elettricità Futura si confronteranno, insieme ai rappresentanti istituzionali europei ed italiani e agli operatori nel Convegno “How to deliver the European 2030 climate & energy targets.The role of wind energy in Italy and Southern Europe” (Come raggiungere gli obiettivi europei per il clima e l’energia al 2030),  per  approfondire il contributo dell’eolico per la ripresa green dell’Europa e i benefici in termini di investimenti, occupazione, turnover ed export, con focus sull’Italia e sull’area del Mediterraneo. Per registrarsi qui

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