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Rapporto AGRIcoltura100: l’impegno delle imprese per la sostenibilità

Presentati a Sana Slow Wine Fair i risultati del Rapporto AGRIcoltura100 edizione 2022, l’iniziativa di Confagricoltura e Reale Mutua Assicurazioni, realizzata da Innovation Team del Gruppo Cerved, che ha indagatol’impegno delle aziende agricole italiane nei diversi ambiti della sostenibilità, ed evidenziato come rispetto alla precedente edizione sia aumentata l’importanza attribuita alla sostenibilità ambientale e sociale e all’innovazione tecnologica delle imprese agricole italiane.

I risultati dell’edizione 2022delRapporto AGRIcoltura100, l’iniziativa di Confagricoltura, una delle principali organizzazioni degli agricoltori in Italia, e Reale Mutua Assicurazioni, la più importante Compagnia di assicurazioni italiana in forma di mutua, che ha l’obiettivo di promuovere il contributo dell’agricoltura alla crescita e allo sviluppo sostenibile del Paese, sono stati presentati nel corso di un Convegno il 28 marzo 2022 aSana Slow Wine Fair(Bologna, 27-29 marzo 2022) la Manifestazione internazionale dedicata al “vino buono, pulito e giusto”, organizzata daBologna Fierecon la direzione artistica diSlow Food.

Delle 2.162 aziende agricole italiane(+16,9% rispetto a quelle della prima edizione) che hanno partecipato all’indagine realizzata da Innovation Team del Gruppo Cerved,quasiuna su quattro appartiene al settore vitivinicolo, numeri indicativi della forte attenzione del comparto verso i temi della sostenibilità.

“Il comparto vitivinicolo ha iniziato a investire oltre vent’anni fa sulla sostenibilità, spinto dalle richieste del mercato– ha affermatoFederico Castellucci, Presidente della Federazione Nazionale Vino di Confagricoltura –Oggi il settore continua a guidare questo percorso virtuoso. Lo dimostra anche il fatto che l’Italia sia il primo Paese ad aver approvato, pochi giorni fa, il disciplinare di certificazione nazionale della sostenibilità della filiera vitivinicola, mettendo a sistema le buone pratiche e le esperienze condotte in materia di sostenibilità nel settore, partendo dal Sistema di Qualità della Produzione integrata e dai vari schemi di certificazione della qualità sostenibile presenti a livello nazionale”.

Il modello di analisi ha elaborato i dati di 234 variabili e prodotto per ogni azienda17 indiciper altrettanti ambiti di sostenibilità, raggruppati in 4 aree:
– E (Environment – Sostenibilità ambientale); 
– S (Social – Sostenibilità sociale); 
– G (Gestione – Gestione dei rischi e delle relazioni);
– D (Development – Qualità dello sviluppo).

Sulla base dei dati raccolti è stato attribuito a ogni partecipante all’indagine un punteggio su scala da 0 a 100 (Indice AGRIcoltura100), che misura il livello generale di sostenibilità dell’impresa agricola. Inoltre, le aziende ricevono un servizio riservato di assessment di sostenibilità, che permette di valutare i risultati raggiunti e le aree di miglioramento, supportando così il loro impegno per diventare più sostenibili e competitive. 

Rispetto al periodo pre-Covid e la conseguente crisi economica, gli imprenditori dichiarano che nella loro azienda è decisamente aumentata l’importanza attribuita allasostenibilità ambientale(56,7%), allasostenibilità sociale(47,9%), allagestione del rischio e delle relazioni di filiera(45,0%).

Dal report emerge la profondaconsapevolezza delle imprese del mutamento che il settore agricolo sta vivendo e la necessità di modelli produttivi sempre più orientati alla sostenibilità e fortemente proiettati all’innovazione. L’interdipendenza tra sostenibilità e innovazione tecnologica è ormai un dato assodato. Lo dimostrano i risultati, primi fra tutti quelli relativi ai livelli di sostenibilità raggiunti nell’arco del 2021:
–le imprese con un livello alto e medio-alto sono passate dal 48,1% al 49,1% del totale;
– le attività con unlivello di sostenibilità ancora embrionale o limitato, invece, scendono dal 17 al 12,7 punti percentuali. Parte di queste sisono spostate nella fascia di livello medio, che passa dai 34,5 punti percentuali ai 38,2.

Il drastico ridimensionamento del livello basso è un chiaro segnale del cambiamento di paradigma in atto. Indicativi dell’attenzione del settore primario ai temi ambientali, sociali e di governance sono anche i risultati dell’indagine sulle aree interessate dalle iniziative imprenditoriali:
– al primo posto troviamo gli interventi dimiglioramento nell’utilizzo delle risorse come l’acqua, il suolo e l’energia(98,8%);
– seguono latutela della qualità e della salute alimentare(91,5%);
– al terzo posto c’è lagestione dei rischi(76,5%);
– al quarto e al quinto: la tutela dellasicurezza sul lavoro(66,8%) e lavalorizzazione del capitale umano(64,4%).

L’impegno migliorativo è diffuso in tutte le aree e in tutti i segmenti dell’agricoltura, dalle grandi imprese, che hanno più rapidamente maturato strategie competitive fondate sulla sostenibilità, fino alle microimprese, in modo piuttosto uniforme nei vari settori produttivi, con punte di eccellenza nei comparti degli ortivi, nel fruttifero e nella viticoltura. È dunque dovere delle Istituzioni sostenere il percorso di transizione ambientale e digitale già in atto e incentivare le filiere a continuare a lavorare per mantenere la propria competitività, il proprio reddito e al contempo raggiungere una sempre maggiore sostenibilità ed efficienza.

“Reale Mutua è da sempre vicina all’agricoltura, settore trainante dell’economia del nostro Paese– ha dichiaratoLuca Filippone, Direttore Generale di Reale Mutua –lo sviluppo sostenibile, l’innovazione e la centralità delle persone, sono il fulcro del modo di fare impresa di Reale Mutua e Confagricoltura. Attraverso AGRIcoltura100 e le altre iniziative oggetto della partnership intendiamo generare impatti positivi, misurabili e addizionali coniugando innovazione e human touch”.

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