Nell’ambito delle iniziative volte ad accelerare la transizione dell’UE verso un’economia circolare, la Commissione UE ha pubblicato una Valutazione della Direttiva RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) al fine di una sua revisione entro il 31 dicembre 2026 per sopperire alle carenze evidenziate in termini di ambito di applicazione, di raccolta, di recupero delle materie prime critiche (CRM), di armonizzazione dei regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR) e dei requisiti di trattamento in tutta l’UE.
È necessario un nuovo approccio per incentivare una migliore raccolta e trattamento dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), al fine di sostenere lo sviluppo di un mercato dei materiali secondari nell’UE, tra cui la ridefinizione della portata della futura legislazione, includendo apparecchiature ecologiche e digitali, e standard obbligatori per il trattamento dei RAEE, per garantire una gestione dei rifiuti più completa ed efficace in tutta l’UE.
Lo sostiene la Commissione UE che ha pubblicato il 2 luglio 2025, nel contesto di altre iniziative intraprese per accelerare la transizione dell’UE verso un’economia circolare, laValutazione della Direttiva 2012/19/UEad opera delloStaff workingdella Commissione, accompagnato dalloStudiocommissionato a supporto della Valutazione.

Nel 2022 sono state immesse sul mercato14,4 milioni di tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettronichee sono stateraccolte 5 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, flusso in più rapida crescita nell’UE, con unaumento di circa il 2% annuo.
La legislazione UE sulla gestione dei RAEE è in vigore da oltre 20 anni e stabilisce requisiti minimi per la raccolta e il corretto trattamento dei RAEE al fine di ridurre il loro impatto sull’ambiente e sulla salute umana.
L’attuale Direttiva RAEE e la relativa legislazione secondaria:
– richiede la raccolta separata e il corretto trattamento dei RAEE;
– stabilisce obiettivi per la raccolta differenziata, il recupero e il riciclaggio;
– implementa il principio “chi inquina paga” attraverso un sistema di responsabilità estesa del produttore (EPR) che impone ai produttori di pagare per la raccolta, il trasporto e il trattamento dei RAEE;
– mira a ridurre gli oneri amministrativi imponendo l’armonizzazione dei registri nazionali delle AEE e del formato di segnalazione, rafforzando così il mercato interno dell’UE.
La Valutazione conferma che gliobiettivi iniziali della Direttiva RAEE rimangono di grande rilevanza per l’UE. In generale, sono stati compiuti notevoli progressi nella gestione ecocompatibile e nel corretto trattamento di tutti i tipi di RAE, la cui raccolta è aumentata significativamente tra il 2012 e il 2021. Tuttavia,la Direttiva non ha ancora raggiunto pienamente gli obiettivi prefissati. La quantità di RAEE raccolti è principalmente legata all’aumento delle vendite di tali apparecchiature nell’UE.Quasi la metà dei RAEE prodotti non viene ancora raccoltae lamaggior parte degli Stati membri non raggiunge l’obiettivo di raccolta stabilito dalla Direttiva.
Inoltre, laDirettiva RAEE ha avuto un impatto limitato sul miglioramento del riciclo e del recupero dei materiali, con solo circa il40% dei RAEE viene attualmente riciclato nell’UE.
“Dobbiamo liberare il potenziale dei rifiuti elettronici per promuovere la transizione pulita, decarbonizzare e rafforzare l’economia circolare– ha dichiaratoJessika Roswall, Commissaria UE per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva –La valutazione della Direttiva RAEE evidenzia dove sono necessari miglioramenti, in particolare in termini di recupero delle materie prime critiche. È essenziale colmare queste lacune per proteggere meglio l’ambiente, aumentare la competitività dell’UE e rafforzare la nostra sicurezza economica”.
La Valutazione ha ritenuto che la Direttiva RAEE sia pertinente, coerente, proporzionata, in linea con il principio di sussidiarietà e congruente con altre iniziative dell’UE, e che abbia avuto effetti positivi sulle prestazioni di tutti gli attori coinvolti.
Tuttavia, la Valutazione ha individuato 5 carenze relative all’ambito di applicazione, allaraccolta dei RAEE, alrecupero delle materie prime critiche(CRM), all’armonizzazione dei regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR)e airequisiti di trattamento in tutta l’UE.
Ambito di applicazione della direttiva: non affronta adeguatamente i nuovi flussi di rifiuti ricchi di CRM provenienti da energie rinnovabili e tecnologie digitali, come le turbine eoliche, che raggiungeranno la fine del loro ciclo di vita e saranno smaltiti nei prossimi decenni.

Raccolta dei RAEE: nel 2022, solo Bulgaria, Lettonia e Slovacchia hanno raggiunto l’obiettivo di raccolta del 65% dei RAEE, calcolato sulla quantità immessa sul mercato nei tre anni precedenti. Fattori economici, commercio illegale, mancanza di infrastrutture e scarsa consapevolezza pubblica hanno rappresentato ostacoli al raggiungimento dell’obiettivo di raccolta. Inoltre, interpretazioni e metodi di calcolo diversi hanno ulteriormente complicato gli sforzi di raccolta.
Recupero dei CRM: la scarsa raccolta di RAEE si traduce in una perdita di opportunità di recupero di materiali preziosi, in particolare materie prime critiche come rame, terre rare, gallio, germanio o tungsteno. Inoltre, gli attuali obiettivi di riciclaggio previsti dalla Direttiva non hanno incoraggiato efficacemente il recupero di materie prime secondarie.
Mancanza di armonizzazione dei regimi di responsabilità estesa del produttore (EPR): l’EPR è un principio che obbliga i produttori a gestire e coprire i costi di fine vita dei prodotti fin dalla fase di progettazione. La valutazione ha rilevato un’attuazione frammentata dei regimi di EPR nell’UE e lacune nell’applicazione degli obblighi, in particolare per quanto riguarda i venditori online.

Requisiti di trattamento non uniformi: nonostante i progressi compiuti nella gestione ecocompatibile e nel corretto trattamento dei RAEE, solo circa il 23% degli impianti di riciclaggio nell’UE applica standard di trattamento di elevata qualità. Migliorare la qualità del riciclaggio potrebbe contribuire a recuperare maggiori volumi di preziose materie prime secondarie.
Nel complesso, la Valutazione evidenzia l’elevata importanza della raccolta e del trattamento dei flussi crescenti di RAEE nell’UE, e la necessità di un nuovo approccio per incentivarne una migliore raccolta e trattamento, al fine di sostenere lo sviluppo di un mercato dei materiali secondari nell’UE.
Tra le possibili misure potrebbero rientrare laridefinizione della portata della futura legislazione sui RAEE, includendo apparecchiature ecologiche e digitali, e standard obbligatori per il trattamento dei RAEE, per garantire una gestione dei rifiuti più completa ed efficace in tutta l’UE.
