Il nuovo Rapporto “Breaking the Plastic Wave”, a distanza di 5 anni dal primo, sottolinea che l’inquinamento da plastica sta peggiorando a un ritmo più rapido di quanto evidenziato allora, con conseguenze di vasta portata per l’ambiente e la salute umana e che, nonostante le allarmanti tendenze, esistono soluzioni in grado di ridurre l’inquinamento da plastica dell’83% entro il 2040, ma per raggiungere tale risultato è necessaria una collaborazione globale senza precedenti.
L’inquinamento da plastica è destinato a raddoppiare entro il 2040, ma esistono soluzioni per ridurlo dell’83%, tra cui la contrazione della produzione di plastica non necessaria, la progettazione di materiali e sistemi per il riutilizzo e gli investimenti in una gestione e un riciclaggio dei rifiuti ad alte prestazioni.
È quanto emerge dal nuovo Rapporto “Breaking the Plastic Wave 2025”, pubblicato lo scorso dicembre da The Pew Charitable Trusts, un’organizzazione non governativa indipendente no profit che gestisce un patrimonio di oltre 5 miliardi di dollari, la cui missione è di servire l’interesse pubblico migliorando le politiche, informando l’opinione pubblica e stimolando la vita civica, e da Systemiq, azienda che progetta, sviluppa e innova sistemi collaborativi per un’economia migliore, creando coalizioni, servizi di consulenza specialistica, trasformazione della leadership, sviluppo di politiche, riprogettazione di mercati e catene del valore, mobilitazione di capitali, azioni sul campo, nonché incubazione e investimento in imprese in fase iniziale.
Redatto a 5 anni di distanza dal precedente, e realizzato con il supporto di ICF International, Ellen MacArthur Foundation, Imperial College London e Oxford University, il nuovo rapporto “Plastic Wave”, che ha mantenuto lo stesso titolo, rivela che l’inquinamento da plastica sta peggiorando a un ritmo più rapido di quanto evidenziato allora con conseguenze di vasta portata per l’ambiente e la salute umana.
“La ricerca dimostra che l’impatto della plastica va ben oltre i semplici rifiuti nell’ambiente – ha affermato Winnie Lau, che guida il lavoro del Pew Charitable Trusts per la riduzione dell’inquinamento da plastica – La plastica è stata riscontrata in tutto il corpo umano ed è sempre più associata a gravi rischi per la salute, tra cui malattie cardiache, asma e cancro. La proliferazione della plastica sta inoltre mettendo a repentaglio l’ambiente e gravando notevolmente sui bilanci pubblici. La buona notizia è che abbiamo già gli strumenti per risolvere questo problema. È urgente che i decisori politici e le aziende trasformino il sistema ora, e così facendo ne trarranno notevoli benefici“.
Si prevede che senza azioni:
– l’inquinamento da plastica raddoppierà nei prossimi 15 anni, passando da 130 milioni a 280 milioni di tonnellate,per effetto di una crescita della produzione che supererà del 52% i miglioramenti nella gestione dei rifiuti;
– le emissioni legate alla plastica potrebbero aumentare del 58%, tal che se il sistema globale della plastica fosse un Paese, sarebbe il 3° maggiore emettitore di gas serra entro il 2040;
– gli impatti sulla salute derivanti dalla produzione e dai rifiuti di plastica, tra cui malattie cardiache, asma e cancro, aumenteranno del 75% entro il 2040, principalmente a causa della produzione di nuovi polimeri e della combustione all’aperto dei rifiuti di plastica;
– l’inquinamento da microplastiche crescerà di oltre il 50% entro il 2040 e rappresenterà il 79% di tutto l’inquinamento da plastica, diventando nelle economie ad alto reddito la principale fonte di inquinamento nelle economie ad alto reddito.
Nonostante questa tendenza allarmante, Plastic Wave 2025 evidenzia che le soluzioni esistenti possono ridurre l’inquinamento da plastica dell’83% entro il 2040, tra cui: la riduzione della produzione di plastica non necessaria; la progettazione di materiali e sistemi per il riutilizzo; gli investimenti in una gestione e un riciclaggio dei rifiuti ad alte prestazioni.

Se implementate a livello globale su larga scala e con la stessa rapidità, queste misure potrebbero:
– eliminare quasi completamente l’inquinamento derivante dagli imballaggi, una delle principali fonti di inquinamento;
– tagliare del 38% le emissioni di gas serra legate alla plastica;
– ridurre del 54% l’impatto sulla salute derivante dalla produzione e dallo spreco di plastica;
– far risparmiare ai governi 19 miliardi di dollari all’anno in raccolta e smaltimento;
– creare 8,6 milioni di posti di lavoro, molti dei quali nei mercati emergenti.
Le soluzioni esistenti potrebbero anche ridurre l’inquinamento da microplastiche del 41%, anche se saranno necessarie strategie innovative per affrontare la parte restante di questo problema particolarmente impegnativo.
Per raggiungere questi risultati, sottolineano gli autori, sarà necessaria una collaborazione globale senza precedenti. I decisori politici e le aziende dovranno implementare e ampliare rapidamente politiche che riducano la produzione di plastica, migliorino la progettazione di prodotti e sistemi, garantiscano una migliore gestione dei rifiuti e aumentino la trasparenza.
Plastic Wave 2025 è chiaro: senza questa azione combinata, i progressi saranno insufficienti e i ritardi saranno costosi. Un’attesa di cinque anni aggiungerebbe 540 milioni di tonnellate di plastica all’ambiente e aumenterebbe significativamente la spesa pubblica, vincolando al contempo sistemi obsoleti.
“Trasformare il sistema globale della plastica non è solo vitale per il pianeta e la salute umana, ma rappresenta anche una straordinaria opportunità economica e sociale – ha sottolineato Yoni Shiran, partner e responsabile della plastica presso Systemiq – Riprogettando il modo in cui produciamo, utilizziamo e riutilizziamo i materiali, possiamo creare milioni di posti di lavoro migliori, sostenere le economie locali e far uscire le persone dalla povertà, riducendo al contempo drasticamente l’inquinamento e le emissioni. Questo è il tipo di cambiamento sistemico che porta benefici a tutti: persone, natura e imprese“.
Tuttavia, questa volontà non si è manifestata, come dimostra l’infruttuoso secondo incontro delComitato intergovernativo di negoziazione (INC-5.2) sul testo del Trattato globale vincolante sulla plastica, nonostante l’Accordo raggiunto dai Paesi oltre 4 anni fa, per l’opposizione dei Paesi petroliferi, ma anche delle industrie chimiche e petrolchimiche(NdR: vedi il nostro precedente post sulle motivazioni per cui non si riesce a trovare un accordo). La prossima riunione dell’INC-5.3 (Ginevra, 7 febbraio 2026) sarà l’occasione per verificare se si vuol intraprendere il percorso di trasformazione sistemica quale proposto dal Rapporto Plastic Wave 2025.
Immagini di copertina del Rapporto “Breaking the Plastic Wave 2025”. In senso orario da in alto a sinistra: Jonathan Chng/Unsplash, Kieferpix/Getty Images, Lukas Johnns/Unsplash, Ante Hamersmit/Unsplash, Grilleau Nicolas/Getty Images/iStockphoto, Xinhua News Agency tramite Getty Images, Sören Funk/Unsplash, Kletr/Shutterstock, Tim Johnson/Unsplash.
