Inquinamenti e bonifiche

Bonifica dei siti contaminati: 4° Rapporto ISPRA

Il 4° Rapporto ISPRA sulle bonifiche dei siti contaminati che fornisce un quadro aggiornato al 1° gennaio 2024, evidenzia che sono oltre 38.000 procedimenti censiti (16.365 in corso e 22.191 conclusi, molti dei quali senza interventi di bonifica), con la Lombardia in testa per numero di procedimenti e con criticità legate a dati disomogenei, evidenziando la necessità di maggiore standardizzazione e di un sistema nazionale unificato per gestire efficacemente le aree inquinate.

L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha reso disponibile IV Rapporto sui dati regionali relativi allo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia, aggiornato sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni/Province Autonome/Agenzie per la protezione dell’Ambiente nell’ambito del popolamento 2024 di MOSAICO, la banca dati nazionale sui procedimenti di bonifica per i siti contaminati, costituita da un database, da un’applicazione web per il caricamento e controllo dei dati e da applicazioni WEB GIS per la visualizzazione dei dati con differenti livelli di accesso e funzionalità.

L’obiettivo del rapporto è quello di monitorare lo stato di avanzamento delle procedure di bonifica per i siti contaminati di competenza regionale e provinciale, offrendo una fotografia dettagliata sull’estensione, la tipologia e lo stato procedurale degli interventi di bonifica avviati o completati nel territorio nazionale. La pubblicazione risponde a quanto previsto dal Decreto legislativo 152/2006, che assegna alle Regioni il compito di raccogliere e trasmettere annualmente all’ISPRA i dati aggiornati sui procedimenti.

Secondo quanto emerge dai grafici di sintesi e dalle tabelle sono 38.556 i procedimenti complessivamente censiti nelle banche dati regionali e provinciali, con una prevalenza di interventi in fase di caratterizzazione e messa in sicurezza. Di questi, 16.365 risultano in corso e 22.191 chiusi (il 70% dei quali senza interventi di bonifica).

L’ISPRA evidenzia alcune criticità legate alla eterogeneità dei dati trasmessi è riconducibile a numerosi fattori:
– la diversa antropizzazione e il grado di industrializzazione storica e attuale che caratterizza le varie regioni;
– la diversa data di inizio della registrazione dei procedimenti nelle anagrafi/banche dati delle Regioni/Province Autonome;
– le diverse scelte operate dalle Regioni/Province Autonome/Agenzie sugli oggetti del censimento e della trasmissione a MOSAICO.

Il maggior numero di procedimenti di bonifica in corso si trovano in Lombardia, Campania e Toscana nei cui territori si concentra circa il 53% dei procedimenti in corso nazionali. Nelle altre Regioni/Province Autonome il numero di procedimenti in corso è sempre inferiore al 10% del totale nazionale. Per quanto riguarda i procedimenti conclusi, in Lombardia e Toscana si trovano circa il 56% dei procedimenti conclusi nazionali. Nelle altre Regioni/Province Autonome il numero di procedimenti conclusi è sempre inferiore al 10% del totale nazionale.

Alla data di riferimento dei dati, il territorio nazionale conta 7.899 Comuni. I Comuni che alla data di riferimento sono interessati da almeno un procedimento di bonifica sono 5.039. Nel complesso, si contano: – 3.619 Comuni che hanno sul proprio territorio almeno un procedimento di bonifica in corso;
3.680 Comuni che hanno sul proprio territorio almeno un procedimento di bonifica concluso.
Si può affermare, quindi, che il 46% dei Comuni d’Italia, sono alle prese con almeno un procedimento di bonifica in corso al 1° gennaio 2024.

Sono esaminate altresì le superfici interessate da procedimenti di bonifica, le procedure adottate, i soggetti titolari e la distribuzione territoriale dei procedimenti oltre che i siti orfani, ovvero quelli potenzialmente contaminato in cui non è stato avviato o si è concluso il procedimento di ricerca del responsabile della potenziale contaminazione per il quale il responsabile dell’inquinamento non è individuabile o non provvede agli adempimenti previsti e non provvede il proprietario del sito né altro soggetto interessato. Infine, rispetto ai popolamenti degli anni passati, vengono illustrate un’analisi preliminare dei dati sulle tecnologie di intervento, oltre che una sezione “ad hoc” con focus relativi a specificità regionali, sia di carattere tecnico che amministrativo.

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