27 Settembre 2021
Circular economy Risorse e rifiuti Sostenibilità

Piattaforme del riciclo: 5 proposte per evitare blocco della raccolta differenziata

Le Piattaforme del riciclo dei rifiuti rivolgono un Appello urgente per superare la crisi determinata dalle difficoltà di collocamento dei materiali recuperati per il blocco dell’export dei Paesi asiatici e il crollo generalizzato dei prezzi, che rischiano di impedire nuovi conferimenti di rifiuti da avviare a riciclo.

Siamo in piena emergenza e a breve saremo costretti a rifiutare nuovi conferimenti di rifiuti da avviare a riciclo. Chiediamo a Governo e Parlamento di attivare quanto prima un tavolo tecnico di confronto tra istituzioni e piattaforme del riciclo per superare l’attuale fase di impasse e scongiurare il concreto e diffuso rischio di blocco delle raccolte differenziate”.

È questa la richiesta emersa al termine dell’Assemblea Pubblica delle piattaforme di trattamento dei rifiuti riciclabili, tenutasi il 20 gennaio 2020 presso la sede di FISE Unicircular (l’Associazione delle imprese dell’economia circolare), che ha visto la partecipazione di APEC (Associazione piattaforme economia circolare) e ASSOPIREC (Associazione delle piattaforme di recupero) e di numerose altre imprese di selezione e recupero, alla presenza delle aziende AMA SpA ed Hera Ambiente SpA.

Il settore è in una situazione diventata oggi esplosiva, sottolinea il Comunicato, per le difficoltà di collocamento dei materiali recuperati e il crollo generalizzato dei prezzi di questi ultimi sul mercato, per effetto di diversi fattori, tra cui:
mancanza di sbocchi per il “blocco” dell’export in Cina, Indonesia e altri paesi dell’Estremo Oriente;
riduzione della capacità di assorbimento delle industrie utilizzatrici dei materiali di recupero (cartiere, vetrerie, produttori di pannelli in legno, industrie di trasformazione della plastica, ecc.).

L’auspicato aumento quantitativo delle raccolte differenziate non è sempre accompagnato da un aumento qualitativo, proprio mentre oggi la domanda di materie prime secondarie si sta concentrando in maniera crescente su materiali più “puri” e con elevati standard qualitativi.

Per le Associazioni e le imprese, è diventato sempre più strategico nel ciclo di gestione dei rifiuti il ruolo delle piattaforme di selezione, trattamento e recupero, ad oggi non sufficientemente rappresentate nei e dai consorzi per il recupero, anche nell’ambito degli accordi nazionali con l’ANCI.

Una richiesta formale per l’attivazione di un tavolo di lavoro che superi questa emergenza sarà inviata al Ministero dell’Ambiente, Parlamento e Regioni affinché possa avviarsi un confronto tra  istituzioni e operatori su misure concrete da avviare urgentemente.

Nel corso dell’Assemblea sono state avanzate 5 proposte operative per uscire dall’emergenza:

1. promuovere l’adeguamento e il miglioramento tecnico degli impianti con incentivi agli investimenti per aumentare la qualità dei processi e dei materiali/prodotti ottenuti dal riciclo;

2. avviare a soluzione il problema della carenza degli sbocchi di mercato attraverso: l’agevolazione e lo snellimento delle procedure per l’esportazione dei materiali selezionati; il coinvolgimento, in base al principio della responsabilità del produttore, del CONAI e dei relativi consorzi per individuare e promuovere sbocchi aggiuntivi; la promozione dell’applicazione dei CAM e nuove misure di sostegno all’acquisto o all’utilizzo delle materie/prodotti provenienti dal riciclo (es. IVA ridotta) in modo da evitare o colmare il divario concorrenziale tra questi ultimi e le materie naturali/vergini;

3. facilitare lo smaltimento degli scarti di lavorazione delle aziende del riciclo privilegiandoli, nell’applicazione delle relative tariffe, rispetto al conferimento delle frazioni indifferenziate, rispondendo al contempo al crescente fabbisogno impiantistico di smaltimento attraverso la creazione di nuovi impianti o l’ampliamento di quelli esistenti con procedure più snelle e tempi certi;

4. in via straordinaria ed urgente per questo periodo di transizione, fare fronte alle limitazioni autorizzative degli stoccaggi presso gli impianti per evitare il blocco dei conferimenti e, di conseguenza, delle raccolte differenziate;

5. prevedere una congrua rappresentanza degli operatori del settore negli organi di governo del sistema nel suo complesso e delle singole filiere (come peraltro previsto dalle norme di settore).

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